Politica di Coesione: come sarà il PON Metro 2021-2027

 

PON Metro - Photo credit: Foto di travelphotographer da Pixabay Anche se l'iter dell’Accordo di Partenariato 2021-2027 non è ancora concluso, il lavoro sulla nuova generazione di Programmi operativi cofinanziati dai fondi strutturali europei è in corso. E sulla base degli obiettivi della nuova Politica di Coesione e dell’esperienza maturata finora, ci sono già una serie di ipotesi per il PON Città Metropolitane 2021-2027.

Fondi europei 2021-27: entro inizio anno il nuovo Accordo di partenariato

Secondo quanto anticipato da Cohesion Magazine, il progetto editoriale dell'Agenzia della coesione territoriale dedicato alla divulgazione dei progetti e dei risultati dei fondi strutturali europei, a caratterizzare il Programma dovrebbe essere ancora una volta il mix tra regia nazionale e protagonismo delle città, che continuirebbero ad essere responsabili dell’attuazione degli interventi.

Le novità del PON Metro 2021-27

Pur nella continuità di approccio, l'intenzione dell'Agenzia è quella di rafforzare la governance multilivello che caratterizza il PON Metro, in termini di standardizzazione, attraverso un metodo di lavoro comune, e di miglioramento della capacità amministrativa degli organismi intermedi, mediante lo scambio di buone pratiche e la sperimentazione di modelli replicabili.

Novità dovrebbero poi riguardare i temi del Programma, con l'introduzione di alcune innovazioni. Tra queste almeno due obiettivi, con elementi di possibile integrazione tematica rispetto al PON Metro 2014-2020, sembrano già condivisi dalle città e dalle amministrazioni centrali e regionali: la sostenibilità delle comunità e lo sviluppo delle aree urbane più periferiche.

Nel primo caso, l'obiettivo è rafforzare le comunità dal punto di vista della sostenibilità ambientale, dell’adattamento ai cambiamenti climatici, della prevenzione e resilienza alle catastrofi, promuovendo le energie rinnovabili, la transizione verso un’economia circolare, la protezione della biodiversità, la realizzazione di infrastrutture verdi nei centri urbani e la lotta all’inquinamento.

Il secondo filone di intervento si colloca nell'ambito dell'Obiettivo 5 della Politica di Coesione 2021-27 - Un’Europa più vicina ai cittadini - e si concentrerebbe sulle aree più marginali e disagiate, affiancando agli interventi di riqualificazione e sicurezza urbana anche azioni negli ambiti culturali e turistici. L'intenzione è quella di impiegare le risorse con un approccio integrato, individuando dei “progetti di territorio” che intervengano sia sul fronte della rigenerazione urbana, che dell'inclusione, spaziando dalla messa a disposizione di infrastrutture sociali al sostegno alle nuove realtà imprenditoriali, sfruttando quindi sia le risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) che quelle del Fondo Sociale Europeo (FSE).

A completare il tutto l'ipotesi di un raggio d'azione più ampio, aprendo il PON Metro a un numero maggiore di città rispetto alla programmazione 2014-2020, che ha coinvolto le 10 città metropolitane individuate con legge nazionale (Bari, Bologna, Genova, Firenze, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia e Reggio Calabria) e le 4 città metropolitane individuate dalle Regioni a statuto speciale (Cagliari, Catania, Messina e Palermo).

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La struttura del nuovo Programma operativo dedicato alle città

Il confronto informale tra l'Agenzia per la coesione territoriale e le 14 Autorità Urbane ha già condotto a individuare anche un'ipotetica architettura del Programma, che potrebbe passare da cinque a sei Assi di intervento, più un settimo Asse dedicato all'assistenza tecnica.

Nello specifico, ecco la possibile articolazione del PON Metro 2021-27:

  • Asse 1, dedicato all'Agenda digitale delle città e al supporto della domanda di servizi digitali da parte di cittadini e imprese;
  • Asse 2, con focus sulla Sostenibilità ambientale, l'adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzione dei rischi;
  • Asse 3, a sostegno della Mobilità urbana sostenibile;
  • Asse 4, per i servizi destinati all’Inclusione sociale;
  • Asse 5, volto al recupero e alla rigenerazione di Infrastrutture a valenza sociale;
  • Asse 6, destinato allo Sviluppo sostenibile ed integrato per zone urbane, rurali e costiere e alle iniziative locali;
  • Asse 7, dedicato all'Assistenza tecnica.

Si tratta per ora di una base di lavoro in evoluzione, chiarisce però l'Agenzia, anche alla luce delle scelte definitive che emergeranno una volta concluso il negoziato sull'Accordo di partenariato 2021-27 e in relazione alle esigenze collegate all’emergenza sanitaria da Covid-19.

Per approfondire: in manovra i criteri di cofinanziamento dei fondi europei 2021-27. 50 miliardi al FSC

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Photo credit: Foto di travelphotographer da Pixabay 

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