Codice appalti - commercialisti, proposte per semplificazione

 

Il gap infrastrutturale dell'Italia richiede misure per rendere più chiare e trasparenti le procedure in materia di concessioni e appalti

Cantiere

Uno studio della Fondazione Nazionale dei Commercialisti, a cura del dott. Roberto De Luca, affronta il tema della semplificazione per lo sviluppo delle infrastrutture e degli insediamenti strategici, proponendo alcune misure in vista del nuovo Codice concessioni e appalti.

Il recepimento delle direttive europee 23 e 24 del 2014, relative ad appalti e concessioni, previsto entro il mese di aprile 2016, ricorda De Luca, ha fornito all'Italia l'occasione per snellire, semplificare e rendere più efficace l’intero impianto normativo relativo alla realizzazione e alla gestione di opere pubbliche.

Senza questo sforzo di semplificazione, secondo De Luca, l'Italia non potrà colmare il gap infrastrutturale che la confina alla ottanduesima posizione nella classifica del World Economic Forum, dietro Paesi come Spagna, Grecia e Irlanda.

I dati sugli investimenti parlano chiaro: tra il 2004 e il 2013, mentre la Francia spendeva per le infrastrutture oltre 600 miliardi di euro, l’Italia si fermava a quota 335 miliardi. Non va meglio sul fronte del ricorso ai partenariati pubblico-privato (PPP): secondo le stime dell’ANCE, meno del 50% dei progetti messi a gara con tecniche di Project Finance arrivano alla fase di gestione vera e propria.

L'insistenza sulla semplificazione si basa sul fatto che, nonostante il peso di altri fattori, come lo scarso livello di competenze delle stazioni appaltanti, il ritardo italiano sembra dovuto principalmente alla mancanza di stabilità, snellezza, certezza dei tempi e trasparenza del quadro regolatorio sulla realizzazione di opere pubbliche.

Alcune proposte

Nel corso di una tavola rotonda organizzata durante l'ultimo Congresso nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che si è svolto a ottobre a Milano, sono emerse anche proposte normative, che De Luca sintetizza:

Semplificazione e trasparenza

  • la creazione di un albo dei commissari di gara, in possesso di determinati requisiti professionali relativi alle materie da esaminare,
  • un migliore monitoraggio sui subappalti,
  • il divieto esplicito di rinnovo delle concessioni,
  • l'implementazione di un database relativo alle varianti progettuali in corso d'opera;

Requisiti degli operatori

  • la qualificazione delle imprese facendo ricorso non solo a criteri tecnici o economico-finanziari, ma anche a elementi di tipo qualitativo, con riferimento, ad esempio, agli strumenti di governance,
  • la semplificazione della verifica dei requisiti in caso di raggruppamenti di imprese;

Qualità e competenze della PA

  • l'introduzione di un sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, diretto a valutarne la capacità tecnica e organizzativa secondo parametri oggettivi e a produrre un vero e proprio rating della PA,
  • la semplificazione dell'accesso al supporto consulenziale, soprattutto in materia di concessioni;

Leva fiscale e strumenti finanziari

  • la promozione delle misure di defiscalizzazione e del credito di imposta, abbassando la soglia minima degli investimenti che possono usufruire delle agevolazioni,
  • la destinazione di una quota del Fondo di garanzia per le PMI a società di progetto affidatarie di contratti di concessione e a società aggiudicatarie di appalti, al fine di supportare la bancabilità degli investimenti,
  • l'articolazione di un’apposita sezione del Fondo Italiano d'Investimento, destinata a iniezioni di equity in società di progetto impegnate in operazioni di partenariato pubblico-privato.

Ruolo del commercialista

Il documento sollecita anche l'approvazione di modifiche normative che rendano più agevole il ricorso a un supporto specialistico, sia in fase di pianificazione che di gestione degli interventi da realizzare. In questo quadro, il commercialista, secondo De Luca, può contribuire alla riuscita dei piani di investimento sotto diversi punti di vista: "come consulente per la redazione dello strumento di programmazione, commissario di gara, supporto nella redazione del piano economico finanziario e della bozza di convenzione o come verificatore nella fase di gestione delle opere".

La prospettiva, conclude De Luca, è quella di riconoscere al commercialista il ruolo di collegamento tra stazione appaltante, imprese e soggetti finanziatori, “in grado di definire il trade-off ottimale tra tutela dell’interesse pubblico ed esigenze di redditività e bancabilità dell’iniziativa”.

Link
La semplificazione per lo sviluppo delle infrastrutture e degli insediamenti strategici

Fondi Ue - Bruxelles pubblica linee guida per appalti pubblici

Author: Giorgio Cannizzaro / photo on flickr

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