AgID: report consultazione su banda ultralarga e crescita digitale

 

Author: Kingsway School / photo on flickr Online i primi risultati della consultazione pubblica sul Piano per la banda ultralarga e sulla Strategia per la crescita digitale 2014-2020. I documenti finali saranno adottati dalla Presidenza del Consiglio, insieme al Ministero dello Sviluppo economico e alle Agenzie per l’Italia Digitale e per la Coesione, entro il 15 gennaio.

La consultazione pubblica sui due documenti ha coinvolto 3.985 utenti unici e si è conclusa, il 20 dicembre, con l'invio di 349 commenti sul Piano per la banda ultralarga e di 578 osservazioni sulla Strategia per la crescita digitale. A questi contributi ricevuti attraverso la consultazione online si aggiungono oltre 50 documenti contenenti le raccomandazioni di diversi attori economici del settore.

Piano nazionale banda ultralarga

Il Piano punta a raggiungere entro il 2018 il 40% della popolazione a 100 Mbps e il 75% della popolazione a 30 Mbps.

Gli strumenti individuati dal documento per raggiungere questo obiettivo comprendono:

  • modelli d’intervento infrastrutturale, in particolare intervento diretto, partnership pubblico-privato (PPP), intervento a incentivo, intervento ad aggregazione della domanda,
  • agevolazioni per abbassare le barriere di costo dell'infrastrutturazione, assegnando all'AGCOM un ruolo centrale nella definizione di misure di sostegno alla banda ultralarga capaci di stimolare gli investimenti;
  • agevolazioni per l’accesso alle risorse economiche, attraverso garanzie sui prestiti bancari, operazioni di PPP basate su project financing ed emissioni di project bond e defiscalizzazione degli investimenti con il credito d'imposta previsto dallo Sblocca Italia (Dl n. 133-2014);
  • stimoli alla domanda, ad esempio voucher gestiti tramite l’operatore che fornisce il servizio.

Una stima del fabbisogno finanziario del Piano nazionale banda ultralarga

Per portare la connessione da 30 a 100 Mbps entro il 2020 nelle principali 15 città italiane (Cluster A), i privati dovranno investire, senza il concorso di finanziamenti pubblici, ma avvalendosi delle misure di defiscalizzazione previste dal Piano, circa un miliardo di euro.

Per raggiungere lo stesso risultato nel Cluster B, cioè in 1.122 città in cui risiede il 47% della popolazione nazionale sono necessari 6,1 miliardi euro, anche di provenienza pubblica a debito e solo in minima parte a fondo perduto.

Con riferimento al Cluster C, per portare la banda ultralarga da 2 a 100 Mbps in circa 2.650 città in cui risiede il 22% della popolazione, si stima un fabbisogno pari a 4,2 miliardi di euro, in parte di provenienza pubblica a debito e a fondo perduto.

Infine, per portare la banda ultralarga da 2 a 30 Mbps in circa 4.300 comuni in cui risiede il 15% della popolazione (Cluster D), è previsto lo stanziamento di un miliardo di euro interamente pubblico a fondo perduto.

Possibili fonti di finanziamento del Piano nazionale banda ultralarga

Le risorse pubbliche verranno dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e dal Fondo Sviluppo e Coesione (FSC).

In particolare, il Piano tiene conto:

  • di un impegno degli operatori privati concentrato nelle prime 482 città italiane stimato in circa 2 miliardi di euro;
  • del Piano Strategico Banda Ultralarga, operativo dal 2013, che ha già bandito 419 milioni di euro per collegare 777 Comuni;
  • dei POR FESR e del FEASR, che distribuiranno 4,2 miliardi di euro (incluso cofinanziamento nazionale), in modo bilanciato fra domanda e offerta di servizi digitali;
  • del PON Competitività 2014-2020, che dedica alle infrastrutture a banda ultralarga 230 milioni di euro;
  • del Fondo Sviluppo e Coesione, a valere sul quale potranno essere stanziati fino a 5 miliardi di euro per le infrastrutture di telecomunicazioni a partire dal 2017;
  • del Piano Juncker, nell'ambito del quale un istituto di credito potrà anticipare circa 1,5 miliardi di euro per il finanziamento del Piano.

Agli obiettivi potrà contribuire anche il Sistema Pubblico di Connettività (SPC), sfruttando le economie garantite dalla gestione dei contratti quadro per l’affidamento dei servizi di connettività nei prossimi 7 anni e trasformando parte della spesa corrente prevista per tali servizi in spesa conto capitale per la realizzazione di infrastrutture abilitanti il servizio a 100 Mbps per gli uffici della PA.

Risultati della consultazione sul Piano nazionale banda ultralarga

Durante il periodo di consultazione sono stati inviati 349 commenti sul Piano per la banda ultralarga da 33 diversi utenti. Tra questi, l'Anitec, l'Associazione nazionale delle industrie informatica, delle telecomunicazioni e dell'elettronica di consumo, che ha chiesto attenzione alla semplificazione procedurale e regolamentare e il superamento del solo criterio del minor prezzo nell'aggiudicazione delle gare per l’assegnazione dei fondi pubblici, ad esempio valorizzando i soggetti che investono maggiormente in ricerca e sviluppo in Italia. Un appello arrivato anche da Telespazio, che ha anche chiesto di includere tra i parametri di valutazione tutti i benefici che il finanziamento può generare sul sistema paese in termini di innovazione e competitività.

Strategia per la crescita digitale 2014-2020

La Strategia nazionale per la crescita digitale intende superare la frammentazione che ha finora limitato l'efficienza degli interventi italiani per la digitalizzazione e in particolare l'integrazione e l'interoperabilità dei servizi sviluppati.

I problemi da affrontare riguardano principalmente la popolazione anziana, che non utilizza i servizi Internet, e il Mezzogiorno, dove si rileva un livello di competenze digitali inferiore alla media nazionale sia tra le imprese che tra i cittadini. Inoltre, l'analisi del contesto ha evidenziato la necessità di rendere più accessibili i servizi all'utenza offerti dalle pubbliche amministrazioni, di puntare sugli open data per migliorare la trasparenza e di favorire l’accesso a Internet in wifi in tutti gli spazi pubblici, a cominciare dalle scuole e dagli ospedali.

Le azioni infrastrutturali trasversali previste dalla Strategia comprendono:

  • Sistema Pubblico di Connettività e predisposizione wifi tutti edifici pubblici;
  • Digital Security per la PA;
  • Razionalizzazione del patrimonio ICT, consolidamento data center e cloud computing;
  • Servizio Pubblico d’Identità Digitale.

Le piattaforme digitali previste, invece, sono:

  • Anagrafe Popolazione Residente;
  • Pagamenti elettronici;
  • Fatturazione elettronica PA;
  • Open data;
  • Sanità digitale;
  • Scuola digitale;
  • Giustizia digitale.

I programmi di accelerazione individuati dal documento, infine, sono:

  • Italia Login – La casa del cittadino, cioè ogni cittadino italiano avrà un profilo civico online dal quale potrà accedere alle informazioni e ai servizi pubblici che lo riguardano, in maniera profilata;
  • interventi per l'accrescimento delle competenze digitali, con particolare riferimento alla (ri)qualificazione professionale;
  • Smart City & Communities: l'AgID definirà le specifiche per la piattaforma per le comunità intelligenti e approverà entro l'anno le linee guida per le Regioni per avviare ulteriori progetti in ambito Smart City & Communities.

Risultati della consultazione sulla strategia per la Crescita digitale 2014-2020

Nei 30 giorni in cui il testo è stato esposto a consultazione pubblica sono stati inviati 587 commenti da 83 diversi utenti. Tra questi, singoli cittadini, ma anche imprese e organizzazioni rappresentative del settore.

Confindustria digitale, ad esempio, ha proposto, tra le altre cose, una maggiore chiarezza nella definizione delle modalità di attuazione della strategia con riferimento a tempistica attuativa, individuazione dei responsabili di ciascun progetto e delle singole attività e coordinamento territoriale (governo/regioni) e temporale delle azioni e dei relativi finanziamenti.

Anorc, l'associazione nazionale degli operatori responsabili della conservazione digitale, invece, ha sollecitato interventi per l'aggiornamento delle competenze ICT e di knowledge management del personale delle PA e il coinvolgimento di nuove figure professionali in grado di gestire e coordinare i processi di digitalizzazione informativa e documentale.

Links
Piano nazionale banda ultralarga
Risultati consultazione Piano nazionale banda ultralarga

Strategia crescita digitale 2014-2020
Risultati consultazione Strategia crescita digitale 2014-2020

Photo credit: Kingsway School / Foter / CC BY

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