Lavoro - verso pilastro europeo dei diritti sociali

 

Presentati a Bruxelles i risultati della consultazione pubblica sul pilastro europeo dei diritti sociali.

Conferenza Diritti Sociali Bruxelles - Photo by European Commission - P-033485/00-59

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A Bruxelles oltre 600 rappresentanti delle autorità degli Stati membri, delle istituzioni europee, delle parti sociali e della società civile, fra i quali oltre 20 ministri nazionali e vari membri del Collegio dei commissari, hanno discusso i risultati della consultazione pubblica sul pilastro europeo dei diritti sociali.

Pilastro europeo dei diritti sociali

Lo scorso marzo la Commissione Ue ha presentato una prima stesura di massima del pilastro europeo dei diritti sociali, avviando contemporaneamente una vasta consultazione pubblica per raccogliere le opinioni e le osservazioni di altre istituzioni dell'Ue, delle autorità e dei parlamenti nazionali, delle parti sociali, delle parti interessate, della società civile, degli esperti del mondo accademico e dei cittadini dell'Unione.

Il pilastro europeo dei diritti sociali stabilirà una serie di principi fondamentali per sostenere i mercati del lavoro e i sistemi di protezione sociale all'interno dell'Eurozona. Una volta adottato, il pilastro diventerà un quadro di riferimento per vagliare la situazione occupazionale e sociale degli Stati membri, guidando il processo di riforma a livello nazionale.

Conferenza a Bruxelles

I risultati della consultazione pubblica sul pilastro europeo dei diritti sociali, conclusa il 31 dicembre 2016, sono stati discussi nel corso di una conferenza che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, del commissario europeo per l'occupazione e gli affari sociali, Marianne Thyssen, del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.

I partecipanti hanno ribadito l'importanza di orientare le politiche degli Stati membri per garantire l'equità dei mercati del lavoro e dei sistemi di protezione sociale, stabilendo una serie di principi fondamentali validi per tutti gli Stati membri.

Ai lavori ha partecipato anche il ministro italiano del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti. "Dobbiamo governare il cambiamento e assicurare che i benefici introdotti dalla tecnologia si possano diffondere in tutta la società, mettendo l'essere umano al centro di ogni processo innovativo", ha sottolineato Poletti, ricordando le diversità che caratterizzano gli Stati membri sul fronte dell'occupazione. In Europa, infatti, ci sono Paesi in cui la disoccupazione resta molto elevata, in altri si è vicini al pieno impiego. Tutti gli Stati membri, però, sono accomunati dalla diffusione di forme di impiego a basso reddito, in condizioni di lavoro precarie, discontinue e a basso livello di protezione sociale, soprattutto per alcune fasce deboli della società, come giovani, donne e migranti.

Juncker ha annunciato che organizzerà un vertice sociale per l'occupazione e la crescita eque, che si terrà a Göteborg il 17 novembre 2017. L'evento "ci aiuterà a imprimere lo slancio necessario e a conferire alle priorità sociali il rilievo che meritano, collocandole al vertice dell'agenda politica europea", ha dichiarato il presidente della Commissione Ue.

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