Acciaio - impegno da G20, Cina inclusa, a ridurre sovraccapacita'

 

Sul fronte industria e commercio, i leader del G20 si sono impegnati contro la crisi del settore siderurgico e per la liberalizzazione degli scambi.

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A conclusione del vertice svoltosi nei giorni scorsi a Hangzhou, in Cina, i leader del G20 hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta con le priorità e gli impegni da rispettare al fine di affrontare una serie di questioni di massima urgenza a livello mondiale, quali: la crescita economica globale, una rafforzata cooperazione politica, la necessità di una governance economica e finanziaria più efficace ed efficiente, la promozione degli investimenti e del commercio globale, lo sviluppo inclusivo e interconnesso, etc.

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I leader del G20 riconoscono l'esistenza di problemi strutturali - tra cui l'eccesso di capacità in alcuni comparti economici, la debole ripresa economica globale e la scarsa domanda di mercato - che hanno causato un impatto negativo sul commercio e sull'occupazione. In particolare, la sovraccapacità in settori quale quello dell'acciaio, è "un problema globale che richiede risposte collettive".

Le sovvenzioni e altri tipi di sostegno da parte dei governi o delle istituzioni governative possono provocare, si legge ancora sul documento congiunto - "distorsioni del mercato" e contribuire ad un "eccesso di capacità globale", e "richiedono pertanto attenzione".

In questo contesto, un certo rilievo lo ricopre il fatto che tra i membri del G20 vi è ovviamente anche la Cina. Cina, che, insieme alla Russia, è tra i maggior responsabili dell'eccesso di produzione del settore siderugico globale e che, da anni, viene accusata di sovvenzionare molti settori economici del Paese, provocando condizioni di dumping e, dunque, concorrenza sleale.

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E' su tali presupposti che tutti Paesi del G20 - e quindi Cina inclusa - si impegnano a migliorare la comunicazione e la cooperazione in materia e, soprattutto, ad "adottare misure efficaci" per affrontare le principali sfide dell'industria globale, "in modo da migliorare la funzionalità del mercato" e favorire i necessari adeguamenti. A tal fine, i leader chiedono "maggiore cooperazione e condivisione delle informazioni" attraverso la formazione di un Forum globale sulla sovraccapacità di acciaio, con la partecipazione attiva dei membri del G20 e dei membri dell'OCSE interessati. Risultati concreti in tal senso sono quindi attesi già nel 2017. 

Commercio e investimenti: inclusività e sostenibilità

Per essere solida, si legge nel comunicato, la crescita globale deve essere rafforzata dal "commercio inclusivo, solido e sostenibile" e da "nuovi investimenti". In tal senso, i leader del G20 ritengono preoccupante "la lenta crescita negli scambi e negli investimenti a livello globale" e si impegnano, quindi, a "valorizzare un'economia mondiale aperta, lavorando in direzione della liberalizzazione del commercio e degli investimenti".

I capi di stato e di governo riuniti nei giorni scorsi in Cina riconoscono, poi, "l'importanza della diversificazione economica e della riqualificazione industriale nei Paesi in via di sviluppo" in vista di mercati globali più aperti e appoggiano gli esiti della riunione dei propri ministri del Commercio, tenutasi a Shanghai il 9 e il 10 luglio 2016.

Infine, i Paesi sostengono l'istituzione del gruppo di lavoro, sempre a livello G20, su commercio e investimenti (Trade and Investment Working Group, TIWG) e si impegnano a "rafforzare ulteriormente la cooperazione" in materia.

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