Sharing economy – Comitato Regioni, Ue sostenga iniziative locali

 

Nelle linee guida della Commissione Ue sulla sharing economy c'è troppa attenzione alle grandi imprese, nota il Comitato delle Regioni.

Comitato delle Regioni - Author: Regionsandcities

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La sharing economy vale miliardi di euro, ma è regolata in maniera eterogenea dalle autorità nazionali e locali. Per questo il Comitato delle Regioni saluta con favore la pubblicazione, da parte della Commissione europea, della comunicazione "Un'agenda europea per l'economia collaborativa", contenente una serie di orientamenti finalizzati al sostegno di consumatori, imprese e autorità pubbliche affinché operino al meglio nell'ambito della sharing economy.

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Allo stesso tempo, il Comitato delle Regioni muove alcune critiche alle linee guida Ue: troppa attenzione alle grandi imprese, scarso sostegno alle iniziative locali. “L'economia collaborativa non riguarda solo le multinazionali”, nota Benedetta Brighenti, vicesindaco del comune di Castelnuovo Rangone (Modena) e relatrice del parere di iniziativa del Comitato sulla sharing economy.

Il settore “può contribuire a migliorare la qualità della vita, promuovere la crescita e ridurre l'impatto ambientale”. Si tratta di “un enorme potenziale per le città e le Regioni, ma nelle linee guida non si fa sufficientemente menzione di come affrontare o meglio sostenere questo tipo di iniziative a livello locale”.

In ogni caso, nota il Comitato delle Regioni, il lavoro europeo per la sharing economy non può finire qui: man mano che il fenomeno cresce e si sviluppa, saranno necessari ulteriori sforzi per ridurre l'incertezza e prevenire la frammentazione normativa, che rischia solo di danneggiare il mercato unico.

Inoltre, il CdR invita Bruxelles a fornire maggiore supporto a città e Regioni, in prima linea quando si tratta di affrontare i problemi legati alla mancata regolamentazione del settore: “Abbiamo bisogno di una risposta più forte a livello europeo, altrimenti le autorità locali e regionali dovranno agire da sole, e ciò condurrà solo a una maggiore frammentazione”, nota ancora Brighenti.

“La sharing economy è un ottimo esempio del perché l'agenda urbana e il patto di Amsterdam – la riunione informale dei Ventotto ministri responsabili per le questioni urbane che, insieme alla Commissione e ai rappresentanti delle altre istituzioni europee e delle città europee, hanno istituito l'agenda urbana dell'Ue fissandone i principi fondamentali – devono essere implementate”, prosegue la relatrice, che invita a “sfruttare al meglio il potenziale dell'economia collaborativa per la coesione territoriale, l'inclusione, il turismo e il trasporto sostenibile”

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