
Nella versione più evoluta del concetto, infatti, gli appalti pubblici non dovrebbero più essere esclusivamente intesi come una mera questione di acquisto, ma dovrebbero trasformarsi anche in un'opportunità per modernizzare i servizi pubblici destinati a cittadini e imprese. Per far ciò, però, è necessaria una connessione sempre maggiore con gli ecosistemi dell’innovazione (nella più ampia accezione del termine), capaci di fornire soluzioni innovative alle domande e ai bisogni provenienti dal settore pubblico.
In tale contesto, un ruolo di primo piano dovrebbe essere giocato dalle start-up che, come si legge nella guida rilasciata dalla Commissione UE, sono i “portabandiera dell’innovazione”, in particolare per quanto concerne “quelle maggiormente caratterizzate da spirito imprenditoriale e creativo”, capaci di “apportare un’innovazione significativa nel settore pubblico”.
Attrarre e coinvolgere le startup nel mercato degli appalti pubblici non è, però, un processo immediato.