Intervista a Sandro Pettinato: le misure anti Covid delle Camere di commercio

 

Le misure anti-covid delle camere di commercio Oltre alle misure anti-Covid di UE, Governo e Regioni, in campo ci sono quelle del sistema camerale, incluso il bando che abbatte gli interessi sui finanziamenti. Finora è stato pubblicato dal 50% delle Camere ma l’augurio è che entro metà giugno si arrivi al 100%. A dirlo Sandro Pettinato, vice segretario generale di Unioncamere, che annuncia anche una nuova piattaforma di crowdfunding per le startup.

Coronavirus: Unioncamere, via all'help desk per l'export

Liquidità, digitale, assistenza normativa e iniziative per i settori più colpiti. Sono questi i quattro filoni su cui, in questi mesi, si è concentrata l’azione del sistema camerale per sostenere le imprese colpite dalla crisi economica causata dal Coronavirus. 

A fare il punto sulle azioni messe in campo dalle Camere di commercio e sulle iniziative per i prossimi anni è Sandro Pettinato, vice segretario generale di Unioncamere.

Contributi delle CCIAA per abbattere i tassi di interesse dei finanziamenti

Oltre ai servizi di assistenza erogati in questi mesi (ad esempio sui nuovi decreti o sull’export, con la preparazione delle dichiarazioni di impossibilità ad esportare per le imprese asserragliate dai clienti stranieri), la principale iniziativa promossa dalle Camere è il bando che eroga contributi a fondo perduto per l’abbattimento dei tassi di interesse dei finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari.

Una grande operazione coordinata su tutto il territorio, nata con l’obiettivo di colmare un “vuoto” rispetto alle misure varate dal Governo (e in parte dalle Regioni). 

“Dato che il Governo ha messo in piedi una grande operazione per sostenere la liquidità delle imprese grazie al potenziamento del Fondo di garanzia - spiega infatti Pettinato - come sistema camerale non aveva senso impegnare i nostri fondi in una replica di quanto già realizzato a livello centrale. Per questo Unioncamere ha preferito allocare le risorse completando, per così dire, l'iniziativa del Governo, e andando a coprire quella parte di costo dell’operazione che ancora restava in capo alle aziende”.

Unioncamere ha quindi redatto un “bando-tipo” che poi le singole Camere di commercio hanno pubblicato per i rispettivi territori.

> Guida al Fondo di garanzia

I numeri della misura

Al 4 giugno il bando è stato pubblicato da 42 Camere italiane, su un totale di 82 CCIAA presenti nel Paese. Un’operazione che finora ha stanziato 63 milioni di euro e che - illustra Pettinato - dovrebbe riuscire a dare un contributo a favore, si stima, di oltre 25mila imprese.

L’augurio è che entro metà giugno il bando-tipo sia pubblicato anche dal resto delle Camere. La speranza risiede nel DM del 12 marzo del Ministro dello Sviluppo economico che permette alle Camere di aumentare il diritto annuale del 20% a condizione che i fondi in più siano usati per interventi a sostegno delle imprese.

Risulta chiaro, quindi, che un bando che riduce a “zero” i costi sostenuti dalle aziende per accedere ai finanziamenti agevolati previsti dal Governo, dovrebbe essere la misura che sarà privilegiata tra gli interventi da finanziare con le risorse derivanti dall'aumento del diritto camerale.

Le altre misure anti-covid delle CCIAA

Al bando-tipo che abbatte i costi di interesse e le spese accessorie che gravano sulle imprese per accedere ai finanziamenti, si aggiungono poi altri interventi promossi in questi mesi da numerose Camere.

Il più importante - ricorda sempre Pettinato - è lo stanziamento di fondi da parte delle Camere in collaborazione con le Regioni per aumentare le risorse dei Confidi chiamati a fornire la garanzia del 10% per i prestiti fino a 800mila euro, concessi a valere sul Fondo centrale di garanzia.

Un'operazione che - laddove è stata realizzata - ha visto una stretta sinergia tra Camere e Regioni, sempre nell’ottica di fare sistema e ottimizzare le risorse disponibili.

Coronavirus: i contributi delle Regioni per famiglie e imprese

Gli interventi dei prossimi due anni

In piena emergenza l'obiettivo del sistema camerale è stato quello di contribuire a fornire liquidità alle imprese per scongiurarne il fallimento ed evitare un effetto a catena rappresentato dai mancati pagamenti tra acquirenti e fornitori.

In un arco temporale più lungo, però, l'obiettivo - spiega Pettinato - dovrà essere quello di sostenere la ripresa e gli investimenti.

Per questo da qui a due anni il sistema camerale continuerà a lavorare molto sulla digitalizzazione delle imprese tramite i Pid, ma non solo.

Impresa 4.0 - dalle Camere di commercio in arrivo 100 milioni

In pole position - annuncia infatti Pettinato - c’è anche il lancio di una Piattaforma di lending crowdfunding alimentata economicamente dalle Camere di commercio e volta a finanziare imprese e startup meritevoli. La Piattaforma è in attesa del via libera da parte della Banca d’Italia e del Mef ma, se tutto andrà come previsto, dovrebbe essere pronta a settembre.

Infine, c’è la grande partita delle crisi aziendali, fenomeno che dallo scoppio della crisi economica del 2008 è aumentato notevolmente nel nostro Paese. La pandemia ha fatto slittare a settembre 2021 l'applicazione del codice fallimentare, ma questo non significa smettere di lavorare sul tema. 

Per questo - spiega Pettinato - Unioncamere sta collaborando con tribunali, professionisti e banche per anticipare i casi di crisi conclamata, intervenendo prima e aumentando le possibilità di salvare l’azienda e i livelli occupazionali. A tal fine, quindi, è in corso l’individuazione di quei “campanelli d’allarme” che aiutino l’azienda a capire quando si può prospettare all'orizzonte un rischio “fallimento”, in modo da avviare subito le operazioni per cercare di salvare l’impresa.

Per leggere il contenuto prego
o