Startup – più imprese innovative, ma più povere

 

Aumentano le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese, ma diminuisce il loro capitale sociale medio.

Author: plewicki / photo on flickr In base al report strutturale curato da Infocamere relativo al secondo trimestre 2015, sono 4.248 le startup iscritte, in aumento del 14,5% rispetto ai dati di fine marzo.

Se il report strutturale curato da Infocamere contava a fine marzo 3.711 startup innovative, a fine giugno 2015 il numero delle imprese iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese è salito a quota 4.248. Un aumento pari a 537 unità (+14,5%).

Il rapporto presenta un’ampia gamma di informazioni relative al capitale sociale delle startup e delle società di capitale, alla distribuzione settoriale e geografica delle neoimprese innovative, al numero di dipendenti e soci, al valore complessivo e medio della produzione, alla distribuzione di startup in utile e in perdita e ai principali indicatori di redditività. Andiamo con ordine, analizzando le diverse informazioni fornite da Infocamere.

Capitale sociale

Se continua ad aumentare il numero di startup innovative, la ricchezza di queste ultime invece frena. Anzi, cala rispetto al report precedente.

Le imprese innovative rappresentano circa lo 0,28% del totale delle società di capitali italiane, pari complessivamente a 1.515.626. Il capitale sociale delle startup supera i 212 milioni di euro, che corrisponde in media a circa 50mila euro a impresa, contro gli oltre 3 miliardi 360 milioni di euro del capitale sociale totale dichiarato dalle società.

Se nei report precedenti si era assistito a un aumento del capitale sociale delle startup innovative, nel passaggio dal primo al secondo trimestre 2015 accade il contrario: se è vero, infatti, che il dato relativo al capitale sociale totale dichiarato dalle startup supera quello del report precedente (gli attuali 212.494.749 euro contro i 192.047.966 euro del rapporto di fine marzo), cala invece quello relativo al capitale sociale medio delle startup, che da un trimestre all'altro passa da 52mila a 50mila euro.

Distribuzione settoriale

Servizi alle imprese, industria e commercio. Sono ancora invariati i settori in cui operano maggiormente le startup italiane: il 72,7% delle imprese innovative fornisce servizi alle imprese (in particolare, prevalgono la produzione software e consulenza informatica, 29,9%; attività di R&S, 15,9%; attività dei servizi d’informazione, 8,3%), il 18,5% opera nei settori dell’industria in senso stretto (su tutti: fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, 3,8%; fabbricazione di macchinari, 3,3%; fabbricazione di apparecchiature elettriche, 2,3%), il 4,1% nel commercio.

Le altre si dividono fra: costruzioni (1,15%), agricoltura e attività connesse (0,28%), turismo (0,28 %), trasporti e spedizioni (0,26%), assicurazioni e credito (0,16%). Infine, il 2,59% è riportato alla voci 'altri settori' e 'non classificate'.

Il peso delle nuove imprese innovative sulle società di capitali è più elevato della media nei servizi alle imprese (0,88%) e nell’industria in senso stretto (0,35%). In particolare, si evidenzia che il 20% delle società di capitali che operano nelle attività di R&S sono startup innovative; notevole è anche la quota di startup fra le società dei servizi di produzione di software (5,3%).

Distribuzione per tipologia d'impresa

Giovani, donne, stranieri. Stando al report realizzato da Infocamere, sono 1.005 le startup a prevalenza giovanile (under 35), il 23,6 % del totale, una quota nettamente superiore a quella delle società di capitali giovanili (che rappresentano il 6,6% del totale di società di capitali).

Le startup in cui almeno un giovane è presente nella compagine societaria e/o nell'organo amministrativo sono 1.724 (40,5% del totale startup, contro un rapporto del 13,7% se si considerano le società di capitali con presenza giovanile).

Seguono le startup a prevalenza femminile: 553, il 13% del totale, una quota inferiore a quella delle società di capitali femminili (dove le imprese in cui prevale la partecipazione di donne è del 16,4%).

Le startup in cui almeno una donna è presente nella compagine societaria e/o nell'organo amministrativo sono 1.654 (44,5% del totale,  quota non troppo distante da quella delle società di capitali con presenza femminile, 50%).

Infine, le startup a prevalenza straniera: 95, il 2,2% del totale, una quota inferiore a quanto accade per le società di capitali estere (che rappresentano il 3,9%).

Le società in cui almeno uno straniero è presente nella compagine societaria e/o nell'organo amministrativo sono 479,533, il 12,5% del totale, quota superiore rispetto a quella delle società di capitali con presenza straniera (che si attesta al 10,1%).

Distribuzione territoriale

Pochissimo cambia rispetto al report precedente quanto alla distribuzione delle startup sul territorio nazionale. In cima alla classifica resta stabile Milano, con le sue 607 startup, il 14,2% del totale.

Seguono Roma con 361 startup (8,5%), Torino con 224 (5,2%), Bologna con 137 (3,2%) e Napoli 124 (2,9%). Sopra quota 100 anche Modena (112), seguita da Firenze, che guadagna posizioni rispetto al trimestre precedente, con 104 startup, e Trento (103).

Tuttavia, se si considera il numero di startup in rapporto al numero di società di capitali presenti nella provincia, Trento rimane al primo posto, seguita da Trieste, Ancona, Ascoli Piceno e Torino, mentre Milano e Roma non rientrano fra le prime dieci per densità provinciale della startup.

Allargando il campo alle Regioni, la situazione non cambia di molto. In valore assoluto è sempre la Lombardia quella che ospita il numero maggiore di startup innovative: 918, pari al 21,6% del totale. Seguono l’Emilia-Romagna con 501 (11,7%), il Lazio 416 (9,7%), il Veneto 323 (7,6%) e il Piemonte 296 (6,9%).

In coda alla classifica, la Basilicata con 25, il Molise con 18 e la Valle d’Aosta con 11 startup. Il Trentino-Alto Adige è la Regione con la più elevata incidenza di startup in rapporto alle società di capitali; seguono il Friuli Venezia Giulia, la Valle d’Aosta, le Marche e l’Emilia-Romagna.

Impatto occupazionale: numero di dipendenti e soci

Sul totale di 4.248 startup iscritte al Registro delle imprese, solo 1.363 hanno dei dipendenti. Complessivamente, le startup in Italia impiegano 3.924 persone, in media 2,88 dipendenti per ogni impresa, mentre almeno la metà delle startup con dipendenti impiega due dipendenti.

Il basso numero di neoimprese che assumono si spiega con quello elevato di startup con soci: sono 4.144 le startup innovative con almeno un socio, per un totale di 16.861 soci. In media ogni startup ne ha 4.

Produzione

Il valore della produzione media, calcolato sulle 1.737 imprese delle quali si dispone dei bilanci sull’esercizio 2013, è pari a 117mila euro, ma la metà delle startup innovative ha prodotto nel 2013 fino a poco meno di 27mila euro. L’attivo è in media di 226mila euro a impresa, ma per la metà delle startup innovative non supera i 63mila euro.

Tali valori sono molto diversi da quelli del complesso delle società di capitali, che però comprendono prevalentemente imprese tradizionali, attive da molti più anni, con caratteristiche molto differenti rispetto alle startup innovative

Startup in utile e in perdita

Complessivamente le startup innovative hanno registrato una produzione pari a circa 203 milioni di euro nel 2013 (valore calcolato sulle 1.737 imprese per le quali si dispone dei bilanci sull’esercizio), mentre il reddito operativo complessivo è negativo per 46 milioni.

Una delle caratteristiche peculiari delle startup innovative è l’elevato grado di immobilizzazione dall’attivo patrimoniale: il rapporto è pari al 29,6% ed è cinque volte e mezzo il rapporto medio delle società di capitali (5,9%).

Durante i primi esercizi di operatività è probabile che si presentino risultati economici in perdita a causa del peso del debito nella fase iniziale dell’attività. Il 57,6% delle startup innovative nel 2013 è in perdita (questo insieme di imprese rappresenta circa il 40% della produzione complessiva), mentre il restante 40,4% presenta un utile d’esercizio (rappresentano il 60% della produzione).

Indicatori di redditività

Gli indicatori di redditività ROI e ROE delle startup innovative registrano valori negativi, ma se ci si riferisce soltanto alle imprese in utile, gli indici sono sensibilmente migliori di quelli delle altre società di capitali. La struttura finanziaria delle startup innovative è relativamente migliore di quella delle società di capitali. Situazione inversa per le startup in utile, che hanno una situazione finanziaria peggiore della media delle società di capitali.

Per ogni euro di produzione le startup innovative generano in media 12 centesimi di valore aggiunto, un dato più basso di quello delle società di capitali (20 centesimi). Limitatamente alle imprese in utile, le startup generano invece più valore aggiunto delle società di capitali (32 centesimi contro 20).  

Link

Report secondo trimestre 2015

Photo credit: plewicki / Foter / CC BY-NC-SA

Per continuare a leggere gli articoli inserisci la tua...
o