Direttiva ritardi pagamenti 2011-7-UE: costruttori a rischio esclusione

 

costruzioniNelle ultime settimane un dubbio attanaglia le imprese italiane di costruzioni, che vogliono chiarezza sull'ambito di applicazione della direttiva 2011/7/UE sulla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali recentemente recepita dal Parlamento italiano. Il decreto legislativo in questione, il n. 192/2012, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 15 novembre, mentre l'entrata in vigore è fissata per il 30 novembre 2012.

A sollevare nuovamente la delicata questione è stato il segretario generale della Confederazione dei costruttori europei (European Builders Confederation - EBC) Riccardo Viaggi, nel suo intervento al primo Summit delle Pmi, che si è svolto lo scorso 15 novembre a Nicosia, Cipro. Per l'Italia vi aderiscono l'Associazione Nazionale Artigiani Edilizia Pittori Decoratori ed Attività Affini e la CNA Costruzioni. In tutta Europa l'EBC racchiude 20 associazioni nazionali, rappresentative di 2 milioni di Pmi.

A tranquillizzare gli animi, in questi giorni, ci aveva pensato il vice ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Mario Ciaccia, che in una recente intervista aveva affermato: "Anche il settore delle costruzioni rientra nell'ambito di applicazione della recente direttiva europea sui pagamenti della Pa".

Le imprese coinvolte, dal canto loro, non riescono a stare tranquille, tanto che lo scorso 7 novembre due europarlamentari, Raffaele Baldassarre e Francesco De Angelis, che della direttiva sono stati rispettivamente relatore in commissione Affari Legali e relatore in commissione Industria, Ricerca ed Energia a Strasburgo, hanno sentito l'esigenza di scrivere una lettera al ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera.

Per i due eurodeputati, "l’entrata in vigore delle nuove norme rappresenta un’assoluta novità per le moltissime piccole e medie imprese che devono fronteggiare significative e spesso drammatiche carenze di liquidità. Il decreto legge recepisce molte delle questioni di merito sollevate dalla direttiva 2011/7/UE: tra le tante, i tempi di pagamento, la definizione degli interessi di mora, il risarcimento delle spese di recupero.

Entrambi però hanno esposto al ministro "i punti che a loro avviso non hanno adeguato riscontro nel testo del decreto legge approvato lo scorso 31 ottobre, e che se non adeguatamente integrati potrebbero inficiare l’esito del recepimento in Italia". Il riferimento è alle costruzioni, che il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2011/7/UE sembra escludere.

Qui il lettore ha bisogno di una precisazione: nella precedente disciplina sui pagamenti (decreto legislativo 231/2002) i lavori pubblici furono esclusi.

Continua la missiva: "Il settore edile italiano è titolare di un credito presso le pubbliche amministrazioni pari a 11,7 miliardi di euro, che sommati agli oltre 7 miliardi di debiti tra privati porta l’ammontare del credito vantato dalle imprese edili in Italia a più di 19 miliardi di euro. Se l'esclusione del settore edile fosse confermata, ciò rappresenterebbe un'evidente e difficilmente giustificabile lacuna nel recepimento della direttiva comunitaria, la quale non prevede tale deroga tanto più in un settore che particolarmente soffre dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione e che per tale motivo ha registrato grosse difficoltà e innumerevoli fallimenti.

I due invitano Passera a chiarire con urgenza ed eventualmente a porre rimedio a tale incomprensibile esclusione, accogliendo quel principio di equità contenuto nel "Considerando 11", che recita: "la fornitura di merci e la prestazione di servizi dietro corrispettivo a cui si applica la presente direttiva dovrebbero anche includere la progettazione e l’esecuzione di opere e edifici pubblici, nonché i lavori di ingegneria civile".

Raggiunto direttamente da Fasi.biz, l'eurodeputato Pdl Raffaele Baldassarre afferma: "Il Governo italiano è obbligato a recepire correttamente la direttiva europea. Con riferimento al settore delle costruzioni, la direttiva é chiara e inequivocabile: essa si applica anche alla progettazione e l’esecuzione di opere e edifici pubblici, nonché i lavori di ingegneria civile. È necessario che il Governo faccia chiarezza sui dubbi sollevati dalle associazioni di categoria, chiarendo ogni dubbio o ambiguità legislativa."

Anche l'imprenditrice Luisa Todini, deputata del Pdl presso il Parlamento italiano, ha riaperto la questione durante il suo intervento al convegno "Italia + 30" organizzato dall'istituto Piepoli a Roma, lo scorso 19 ottobre: "Se noi imprese appaltatrici non paghiamo nei temi previsti i sub-appaltatori incorriamo in pesanti sanzioni. Il discorso dovrebbe valere anche per la Pubblica amministrazione nei nostri confronti".

Links

DECRETO LEGISLATIVO 9 novembre 2012, n. 192

Per leggere l'articolo prego
accedi o iscriviti