In arrivo 2,2 miliardi per l’acquisto di nuovi bus ecologici

 

Trasporto pubblico locale - Photo by Luis Quintero from PexelsIn piena emergenza smog arriva il decreto che ripartisce le risorse destinate alle Regioni per rinnovare i bus con mezzi elettrici, a metano o a idrogeno.

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Stanziati alle Regioni 2,2 miliardi di euro per l’acquisto di nuovi bus ecologici adibiti al trasporto pubblico locale e alle relative infrastrutture, sulla base delle disposizioni del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile.

L’obiettivo è quello di rinnovare il parco dei bus con mezzi meno inquinanti (elettrici, a metano o a idrogeno) e più moderni, riducendo la l’età media del parco vetture per promuovere il miglioramento della qualità dell’aria, ricorrendo a tecnologie innovative in linea con gli accordi internazionali e con le disposizioni normative dell’Unione Europea.

“In tante città, soprattutto nella pianura padana ma non solo, è emergenza smog. Serve una rivoluzione nella mobilità urbana: abbiamo assegnato 2,2 miliardi alle Regioni per l'acquisto di nuovi bus ecologici. 400 milioni andranno alle città”, sono le parole che la ministra Paola De Micheli ha postato sul profilo twitter per commentare la firma del decreto.  

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Cosa prevede il decreto

Il provvedimento - firmato dal Mit di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze - oltre alle modalità di erogazione e ai vincoli di destinazione, sono riportate anche le diverse graduatorie. 

Graduatorie distinte in base sia sull’attribuzione dei punteggi e all’assegnazione delle risorse applicando gli indicatori previsti dal DPCM, sia relative alle Regioni del Centro Nord e del Sud, per tenere conto del criterio di proporzionalità rispetto alla popolazione residente nelle Regioni del Sud.

Lo stanziamento prevede, inoltre, che alle Regioni del Sud sia destinato circa il 35% delle risorse stanziate. Viene anche stabilito che le risorse assegnate nel primo triennio, fino al 50% del contributo concesso, possano essere destinate alla realizzazione della rete infrastrutturale per l’alimentazione alternativa (ad esempio: metano, idrogeno, elettrica). 

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