Terremoto – fondi nazionali e FESR per imprese e ricostruzione

 

Agevolazioni per le aree di crisi industriale anche nei Comuni colpiti dal sisma, mentre i fondi Ue potranno finanziare fino al 100% le opere di ricostruzione

Terremoto - foto di marcellomigliosi1956

Decreto Terremoto – i finanziamenti per la ricostruzione

Terremoto – ricostruzione con Fondo solidarieta' Ue e finanziamenti FESR

Il Ministero dello Sviluppo economico estende ai Comuni colpiti dal terremoto le agevolazioni per le aree di crisi industriale previste dalla legge n. 181-1989. A Bruxelles, intanto, il Parlamento europeo si prepara ad approvare la proposta della Commissione Ue che permetterebbe di finanziare gli interventi di ricostruzione nelle aree terremotate con risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) fino al 100% dei costi, senza necessità di cofinanziamento da parte dell'Italia.

Incentivi alle imprese colpite dal sisma

Per accelerare il rilancio del sistema produttivo nei territori colpiti dagli eventi sismici, il Ministero dello Sviluppo economico ha stato esteso ai Comuni terremotati il regime di aiuto di cui alla legge n. 181 del 15 maggio 1989.

In via generale lo strumento sostiene gli investimenti sia in aree caratterizzate da crisi industriale complessa, sia in quelle interessate da situazioni di crisi industriale non complessa, che devono essere individuate dalle Regioni e segnalate al Ministero dello Sviluppo economico.

Le imprese costituite in società di capitali, comprese le società cooperative e le società consortili, localizzate nei Comuni di cui all'elenco allegato al decreto MISE possono accedere alle agevolazioni per il finanziamento di programmi di investimento produttivo o per la tutela ambientale.

Gli incentivi sono concessi nella forma del contributo in conto impianti e del finanziamento agevolato entro i limiti previsti dal Regolamento generale di esenzione per categoria.

> Decreto ministeriale del 22 dicembre 2016 - Gazzetta ufficiale del 3 febbraio 2017

Cofinanziamento FESR al 100% per la ricostruzione

Potrebbe arrivare a marzo, invece, il via libera della commissione Sviluppo regionale e poi della plenaria del Parlamento europeo alla proposta della Commissione Ue di autorizzare il finanziamento delle operazioni di ricostruzione post sisma in Italia utilizzando le risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).

I coordinatori di gruppo della commissione REGI hanno infatti concordato di utilizzare la procedura semplificata per evitare che la presentazione di emendamenti rallenti la proposta di modifica del regolamento relativo alla Politica di Coesione 2014-2020. Tale modifica, se accolta dal Consiglio oltre che dal PE, permetterebbe all'Italia di coprire con risorse FESR già assegnate alle Regioni fino al 100% delle spese per le operazioni di ricostruzione e di destinare alle zone colpite dagli eventi sismici anche parte degli 1,6 miliardi di fondi europei extra che riceverà grazie al riesame delle dotazioni della Politica di Coesione.

In arrivo il Piano per la viabilità

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, intanto, sta lavorando con il capo dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio, il presidente Anas Gianni Armani e i governatori Nicola Zingaretti (Lazio), Luciano D'Alfonso (Abruzzo), Luca Ceriscioli (Marche) e Catiuscia Marini (Umbria) ad un Piano di viabilità per le zone colpite dal sisma.

Per riparare quanto distrutto dal terremoto e garantire l'accesso alle aree interessate dagli eventi sismici il Piano procederà per stralci, con un primo gruppo di circa 400 interventi urgenti da appaltare con procedure semplificate. L'obiettivo, però, è anche progettare interventi strategici su collegamenti che possano contribuire allo sviluppo delle aree.

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