Recovery Fund: per il lavoro salario minimo, sgravi e detassazione rinnovi CCNL

 

Lavoro - Photo credit: Foto di fauxels da PexelsUn salario minimo orario collegato a una detassazione dei rinnovi contrattuali per migliorare il reddito dei lavoratori. E, ancora, incentivi basati sui risultati, sgravi contributivi per le nuove assunzioni e una riforma degli ammortizzatori sociali in chiave universalistica. Ecco cosa prevedono gli undici progetti che la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, intende finanziare con le risorse del Recovery Fund.

Recovery Fund: le linee guida del Governo per utilizzare i fondi europei

Il Ministero del Lavoro ha individuato 11 progetti da finanziare attraverso le risorse del Recovery Fund nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza dell'Italia. Sono progetti accomunati dall'obiettivo di aumentare il tasso di occupazione e ridurre le disuguaglianze nel mercato del lavoro, che deve essere migliorato anche sotto il profilo qualitativo, in termini di competenze, inclusione dei soggetti vulnerabili, parità di genere e protezione sociale, ha detto la ministra Nunzia Catalfo in audizione alla Camera. Il Ministero punta anche ad aumentare la trasparenza, con attività di contrasto al caporalato e alle altre forme di lavoro irregolare, a sfruttare la leva della digitalizzazione e ad aumentare i livelli di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

La principale priorità riguarda però la garanzia di livelli di reddito adeguati, attraverso un salario minimo orario modulato dalla contrattazione collettiva e ancorato a una detassazione dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali. A questo meccanismo dovrebbero accompagnarsi premi ai lavoratori in funzione dei risultati raggiunti e incentivi fiscali per le nuove assunzioni.

Infine, ha anticipato Catalfo, il Ministero sta progettando una riforma del sistema degli ammortizzatori sociali in chiave universalistica, che interesserà tutti i settori e tutte le tipologie di lavoratori.

Salario minimo e detassazione rinnovi CCNL per migliorare il reddito dei lavoratori

La chiave individuata dal Ministero per garantire una maggiore adeguatezza dei livelli di reddito è la contrattazione collettiva. L'idea è quella di introdurre un salario minimo orario collegato alla previsione di una detassazione dell'incremento salariale derivante dal rinnovo dei contratti, in modo che i minimi retributivi attualmente definiti dai contratti di primo livello possano gradualmente adeguarsi all'importo del salario minimo orario che sarà individuato nel nostro Paese, ha spiegato Catalfo.

All'obiettivo dell'incremento generalizzato dei livelli retributivi dovrebbe contribuire però anche il sostegno alla contrattazione di secondo livello, quale strumento per accrescere la produttività aziendale e riconoscere ai lavoratori benefici come premi per i risultati raggiunti e migliori servizi di welfare contrattuale.

L'aumento del tasso di occupazione sarà sostenuto anche da una temporanea riduzione del costo del lavoro tramite la concessione di sgravi contributivi, che terranno conto del diverso impatto prodotto dalla crisi generata dal Covid-19 sul piano territoriale, di genere e rispetto alle giovani generazioni.

Verso un sistema universale di protezione sociale

Parallelamente, il Ministero ha in programma una rivisitazione della disciplina degli ammortizzatori sociali, su cui è già al lavoro una commissione composta da cinque esperti, ha dichiarato Catalfo.

L'obiettivo è snellire l'impianto normativo e superare la frammentarietà attuale, per andare verso un sistema universalistico che coinvolga nel meccanismo assicurativo le imprese di tutti i settori produttivi e tutti i lavoratori, senza trascurare le differenziazioni legate alla dimensione aziendale e le specificità dei diversi settori produttivi.

Previste anche iniziative tese a favorire la staffetta generazionale per agevolare l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e misure per garantire la complementarietà tra il sistema degli ammortizzatori sociali e le politiche attive per il mantenimento occupazionale e il reinserimento dei lavoratori. I progetti del Ministero guardano quindi tanto alla riqualificazione professionale e l'accrescimento delle competenze individuali a fronte di ristrutturazioni aziendali che in generale all'adeguamento delle skill dei lavoratori alle mutate esigenze del mercato del lavoro.

Investimenti nella formazione e per la sicurezza

Una delle priorità del dicastero è infatti la formazione dei lavoratori, tema per il quale già il decreto Rilancio ha destinato risorse specifiche attraverso l'istituzione del Fondo nuove competenze.

Fondo nuove competenze: il decreto attuativo per le domande ad ANPAL

Prevediamo un piano nazionale per le nuove competenze sviluppato con il MIUR e il Ministero dell'Innovazione, ha detto Catalfo, che guarda soprattutto ai fabbisogni collegati ai futuri ambiti economici del verde e del digitale, ma anche alla formazione duale per intervenire contro l'abbandono scolastico e facilitare la transizione dallo studio al lavoro.

Tra gli obiettivi rientra poi il rafforzamento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, indispensabile per un tessuto produttivo moderno ed efficiente. Le direttrici riguardano la progettazione e l'implementazione di dispositivi per la mitigazione del rischio individuale, collettivo e ambientale. Una sfida che intercetta anche quella relativa alla digitalizzazione, ha detto Catalfo.

Incentivi per l'occupazione femminile

Nel Recovery Plan dell'Italia dovrebbe rientrare anche un progetto di empowerment femminile, con investimenti mirati per contrastare il divario di genere, sia aumentando il livello di partecipazione delle donne al mercato del lavoro che eliminando il cosiddetto gender day gap.

L'intenzione è, da una parte, di proseguire con la sperimentazione dell'assegno individuale di ricollocazione, dall'altra di introdurre sgravi contributivi per incentivare l'ingresso delle donne nel mercato del lavoro e la prosecuzione al rientro dalla maternità.

Previsti anche incentivi sul salario di produttività che inducano le imprese ad utilizzare indici di produttività del lavoro gender oriented, misure che facilitino la conciliazione tra vita privata e professionale e interventi per riequilibrare la ripartizione degli impegni di cura tra uomini e donne, anche tramite il rafforzamento dei servizi per la prima infanzia e per la long term care.

Tra gli obiettivi anche maggiore trasparenza per contrastare fenomeni quali il part time involontario e le dimissioni involontarie e per l'abbattimento del divario tra le professionalità esistenti e il fabbisogno delle imprese, soprattutto negli ambiti green e digitale.

Previste infine misure per l'inclusione sociale di categorie vulnerabili, persone con disabilità e con mobilità ridotta.

SURE: il piano UE da 100 miliardi contro la disoccupazione

Photo credit: Foto di fauxels da Pexels

Per leggere il contenuto prego
o