Ambiente - terre da scavo, arriva il decreto di semplificazione

 

altotemiProcedure più semplici per la gestione delle terre nei cantieri nel decreto approvato dal Consiglio dei Ministri

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Semplificazione è la parola chiave del decreto approvato venerdì dal Consiglio dei ministri nella sua versione definitiva. Il provvedimento ridefinisce un quadro normativo nel quale, nel corso degli anni, si erano sovrapposti diversi interventi. Adesso sia nei cantieri piccoli che in quelli di grandi dimensioni ci saranno procedure chiare su come analizzare e riutilizzare i materiali estratti nel corso dei lavori. La normativa era attesa da tempo da imprese e stazioni appaltanti.

Nuovo quadro di norme

Il provvedimento è stato oggetto di un lungo lavoro di limatura: una precedente versione era stata approvata l’estate scorsa. Nel merito, come spiega la nota pubblicata dopo il Consiglio dei ministri, “definisce un quadro normativo di riferimento completo, chiaro e coerente con la disciplina nazionale e comunitaria, assorbendo in un testo unico le numerose disposizioni oggi vigenti che disciplinano la gestione e l’utilizzo delle terre e rocce da scavo”.

Cosa cambia con il Dpr

Il decreto ha per oggetto la gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti provenienti da cantieri di piccole e grandi dimensioni. In sostanza, al momento dell’estrazione di materiale da un cantiere servono regole chiare che dicano quando è necessario portarlo in discarica e quando è possibile utilizzarlo all’interno dello stesso cantiere.

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Disciplina unificata

Per la prima volta, allora, arriva una disciplina unificata che rivede il sistema e regola alcuni elementi fondamentali. Come le modalità di deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo o le regole per l’utilizzo nel sito di produzione delle terre e rocce da scavo escluse dalla disciplina dei rifiuti. O, ancora, come la gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica.

Rafforzata la tutela ambientale

“Il provvedimento – spiegano dal Governo - risolve le criticità riscontrate nel tempo sia dagli operatori che dai soggetti istituzionali preposti ai controlli, consente di rafforzare la tutela ambientale e insieme la competitività delle imprese e risponde pienamente ai principi e agli obiettivi del processo verso un modello economico di tipo circolare”.

Semplificazione delle procedure

La principale novità del testo è la semplificazione delle procedure e la fissazione di termini certi per concluderle, “anche con meccanismi in grado di superare eventuali situazioni di inerzia da parte degli uffici pubblici”. Si evitano così i lunghi tempi di attesa da parte degli operatori per la preventiva approvazione del piano di utilizzo delle terre e rocce da parte delle autorità competenti.

Iter più veloci

Sulla stessa linea, arrivano procedure più veloci per attestare che le terre e rocce da scavo soddisfino i requisiti stabiliti dalle norme europee e nazionali per essere qualificate come sottoprodotti e non come rifiuti. Il testo, inoltre, contiene una definizione puntuale delle condizioni di utilizzo delle terre e rocce all’interno del sito oggetto di bonifica, con l’individuazione di procedure uniche per gli scavi e la caratterizzazione dei terreni generati dalle opere da realizzare nei siti oggetto di bonifica.

La fase transitoria

Infine, ci sarà un rafforzamento del sistema dei controlli. E, sul fronte delle regole transitorie, la salvaguardia della disciplina previgente per i progetti o i piani di utilizzo approvati ai sensi delle vecchie norme del Codice ambiente

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