Fondo Crescita Sostenibile – Accordi di programma fermi al Sud

 

Oltre ai nuovi bandi H2020, Agenda digitale e Industria sostenibile, le imprese possono chiedere i finanziamenti del FCS tramite gli Accordi di programma, finora poco sfruttati nel Mezzogiorno

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Fondo Crescita Sostenibile - chiarimenti su Accordi di programma con PA

Fondo Crescita Sostenibile - finanziamenti per ricerca e sviluppo in Accordi di programma con PA

La riforma degli incentivi alle imprese attuata con il decreto-legge n. 83 del 2012 ha istituito un nuovo strumento, il Fondo Crescita Sostenibile, per l’alimentazione finanziaria di interventi in materia di:

  • promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione;
  • rilancio delle aree in situazioni di crisi,
  • promozione della presenza internazionale delle imprese e attrazione di investimenti dall’estero.

Oltre che attingendo alle risorse proprie del Fondo, lo strumento può finanziare gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione, anche a valere sul FRI, il Fondo Rotativo Imprese presso Cassa Depositi e Prestiti, e sulla programmazione comunitaria (PON) e complementare (POC).

Le principali modalità d’intervento del Fondo Crescita Sostenibile sono due:

  • i bandi tematici collegati a specifici ambiti tecnologico-produttivi,
  • gli Accordi di programma con le Regioni per il finanziamento di iniziative strategiche per la competitività delle imprese.

Sul primo fronte ricordiamo:

  • gli avvisi H2020, Agenda digitale e Industria sostenibile ora chiusi,
  • i nuovi bandi sulle stesse tematiche finanziati dal PON Imprese 2014-2020, che partiranno in autunno,
  • l'avviso a carico del Fondo Rotativo Imprese, oltre che del FCS, per grandi progetti di ricerca in materia di Agenda digitale e Industria sostenibile su tutto il territorio nazionale, che si aprirà il 26 ottobre 2016.

Gli Accordi di programma, invece, sono stati introdotti dal decreto ministeriale del 1° aprile 2015 e finanziati in prima applicazione con 80 milioni di euro.

Gli Accordi di programma

In sintesi, il funzionamento degli Accordi di programma si articola in cinque passaggi:

  • la presentazione di un piano di sviluppo da parte dell’impresa,
  • l'acquisizione della disponibilità della Regione a cofinanziare l’iniziativa per almeno il 10% dell’onere pubblico complessivo,
  • la firma di un Accordo tra il MISE, che garantisce il 90% del contributo pubblico, e la Regione,
  • la presentazione del piano definitivo delle attività da parte dell’impresa e la sua valutazione tecnico-economico-finanziaria,
  • la negoziazione sull’entità e la forma dell’incentivo (contributo alla spesa e finanziamento agevolato) a favore dell'impresa, che entro un mese circa dalla presentazione del piano acquisisce già con la sola firma dell’Accordo la certa finanziabilità del progetto.

Più nel dettaglio il funzionamento dello strumento è stato chiarito con la circolare ministeriale n. 94947-2015, in base alla quale:

  • la durata massima dei progetti di R&S&I è pari a 36 mesi,
  • i costi ammissibili non possono essere inferiori a 800mila euro e non devono superare i 40 milioni di euro,
  • le tecnologie sviluppate devono essere riconducibili a quelle individuate dal programma Ue per la ricerca e l'innovazione Horizon 2020,
  • le imprese coinvolte, oppure la procedura per la loro successiva individuazione, devono essere indicate nell'Accordo di programma.

Il Sud non sfrutta il Fondo Crescita Sostenibile

Gli Accordi di programma sottoscritti sono attualmente due, per un valore 33,721 milioni di euro, mentre altri quattro sono in via di esame/sottoscrizione per un fabbisogno stimato di circa 60 milioni di euro.

Come già emerso in relazione ai primi bandi del Fondo Crescita Sostenibile, anche nel caso degli Accordi di programma le Regioni del Mezzogiorno non hanno approfittato del nuovo meccanismo di cofinanziamento.

Al momento sono infatti assenti Accordi che riguardino il Sud e anche i dati sui bandi FCS mostrano una partecipazione molto ridotta nel Meridione.

In particolare:

  • con riferimento al Bando FCS Horizon 2020 (DM 20/06/2013) da 243 milioni, su 211 progetti ammessi alle agevolazioni solo 35 provenivano dal Sud, contro i 124 del Nord e i 52 del Centro,
  • quanto al Bando FCS Agenda digitale (DM 15/10/2014) da 176 milioni, su 16 progetti istruiti positivamente, solo 3 venivano da Sud e Isole, contro gli 11 del Nord, mentre 2 facevano riferimento al Centro,
  • a valere sul Bando FCS Industria sostenibile (DM 15/10/2014) da 298 milioni, infine, su 45 progetti istruiti positivamente solo 3 sono riconducibili al Mezzogiorno, a fronte dei 33 del Nord e dei 9 del Centro.

I nuovi bandi del PON Imprese

Proprio in risposta alla scarsa partecipazione del Mezzogiorno ai bandi, il Ministero dello Sviluppo economico ha deciso di rilanciare le stesse tematiche nel quadro di nuovi avvisi FCS finanziati dal PON Imprese 2014-2020.

Nel dettaglio sono stati stanziati:

I soggetti beneficiari sono le imprese singole o aggregate e nel caso del bando H2020 è ammessa la partecipazione di imprese del Centro-Nord per una quota inferiore al 35% dei costi, purché le loro attività siano strettamente necessarie al raggiungimento degli obiettivi progettuali e siano presenti elementi di trasferimento di conoscenze alle Regioni del Centro-Sud.

I bandi prevedono finanziamenti agevolati fino al 20% delle spese e contributi a fondo perduto con intensità differenziate in base alle dimensione delle imprese. L’apertura dello sportello per entrambi i bandi è prevista tra ottobre e novembre e le domande verranno valutate in base all'ordine cronologico di presentazione con istruttoria amministrativa, finanziaria e tecnica da parte del soggetto gestore.  

Photo credit: USDA photo by Peggy Greb

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