Joint Technology Initiatives: semplificare le procedure

 

Medicine Research - Foto di Heidelberger Life-Science LabPresentando i primi risultati delle cosiddette Iniziative Tecnologiche Congiunte al Parlamento europeo, il direttore generale della DG Ricerca della Commissione UE, Robert-Jan Smits, ha chiesto agli eurodeputati di sostenere uno sforzo per ridurre e semplificare le norme e le procedure burocratiche che ne regolano il funzionamento.

Le Joint Technology Initiatives (JTI) consistono nella creazione di partenariati pubblico-privati a lungo termine che possano facilitare il raggiungimento di importanti obiettivi di ricerca e sviluppo tecnologico e che richiedano investimenti sostanziosi.

Attualmente le JTI sono 5 - sistemi informatici incorporati (ARTEMIS), trasporto aereo verde (Clean Sky), nanoelettronica (ENIAC), celle a combustibile e idrogeno, iniziativa sui farmaci innovativi (IMI) - e dispongono di un budget complessivo pari a 10 miliardi di euro.

Sin dal loro lancio, tuttavia, mondo accademico e sistema imprenditoriale hanno espresso le proprie critiche rispetto al modo in cui le iniziative sono realizzate, con processi lenti e sovra-regolamentati.

Inoltre, le attuali modalità di finanziamento prevedono un contributo comunitario pari ad un terzo del costo complessivo del progetto, mentre la parte residua viene garantita da risorse nazionali e private. Il problema, ha spiegato Christopher Hull, segretario generale della Associazione Europea delle Organizzazioni di Ricerca e Tecnologia (EARTO), è che "gli Stati membri si sono impegnati a fornire finanziamenti, ma non sempre arrivano e non arrivano sempre in tempo".

Osservazioni condivise da Robert-Jan Smits, secondo cui oggi "il sistema è complesso, ha anche troppi controlli", finendo per disincentivare la partecipazione di imprese e centri di ricerca, mentre dovrebbe essere agevole e rendere i partenariati più user-friendly.

Sollecitando il sostegno degli eurodeputati, Smits ha anche avanzato l'ipotesi che il bilancio di 80 miliardi di euro per la ricerca e l'innovazione proposto per la prossima programmazione 2014-2020 - dal nome di Horizon 2020 - possa essere incrementato. "Forse durante il dibattito, nel contesto di co-decisione, si può rinforzare con altri 20 miliardi di euro", portando il valore totale alla cifra di 100 miliardi di euro, come inizialmente richiesto dal Parlamento.

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