Unione Energia – stato dell’arte e prossime sfide

 

Unione energia - Photo credit: TimLa terza relazione sullo stato dell'Unione dell'energia ripercorre i progressi compiuti finora, con il radar puntato al 2018.

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La transizione verso una società a basse emissioni sta diventando ormai una realtà concreta nell'Unione europea. Grazie ai progressi compiuti nel 2017, l'UE è sulla buona strada per realizzare il progetto dell'Unione dell'energia creando posti di lavoro, crescita e investimenti. Si stanno mettendo in atto varie azioni a sostegno di una transizione socialmente equa verso l'energia pulita.

Ora è giunto il momento di mobilitare la società per assumere la piena titolarità della strategia, farla avanzare ancora di più e impegnarsi attivamente nello sviluppo di soluzioni per il futuro. La terza relazione sullo stato dell'Unione dell'energia ripercorre i progressi compiuti e guarda al 2018.

Principali risultati dell’Unione dell’energia

A meno di tre anni dalla pubblicazione della strategia per l'Energy Union, la Commissione ha presentato quasi tutte le proposte necessarie a realizzare l'obiettivo di mettere "l'efficienza energetica al primo posto" attraverso la comunicazione Energia pulita per tutti gli europei, sostenendo l'UE affinché resti alla testa dell'azione per il clima e le energie rinnovabili e offrendo un trattamento equo ai consumatori di energia.

Le iniziative all'interno de L'Europa in movimento - del maggio di quest'anno, rivolte al settore dei trasporti con l'obiettivo di rimanere competitivi nel quadro di una transizione socialmente equa verso l'energia pulita e la digitalizzazione - insieme a quelle presentate questo mese con il Pacchetto mobilità pulita - che costituisce un decisivo passo avanti nell'attuazione degli impegni assunti dall'UE nel quadro dell'accordo di Parigi per una riduzione vincolante delle emissioni di CO2 di almeno il 40% da oggi al 2030 - rappresentano risultati concreti per completare il progetto dell'Unione dell'energia.

All'inizio del 2018 gli Stati membri dovranno mettere a punto progetti di piani nazionali integrati per l'energia e il clima, incentrati sul periodo successivo al 2020. Poter contare su questi progetti di piani nazionali entro i primi mesi del 2018 è essenziale anche per dimostrare che l'Unione è un punto di riferimento estremamente avanzato sulla scena mondiale.

Lotta ai cambiamenti climatici: UE in prima linea

Gli eventi geopolitici hanno mantenuto energia e clima in primo piano nel 2017. L'intenzione dell'amministrazione statunitense di recedere dall'accordo di Parigi ha spinto l'UE a dimostrare il proprio ruolo di guida, con un rafforzamento delle sinergie tra la sua diplomazia climatica e quella energetica.

L’Unione continuerà a riaffermare il suo impegno a favore della lotta mondiale contro i cambiamenti climatici e a consolidare i partenariati già esistenti a livello mondiale.

Dimostrare ambizione su questioni quali le energie rinnovabili, l'efficienza energetica, l'innovazione nel campo dell'azione per il clima e dell'energia pulita - assicurando contemporaneamente i giusti segnali di prezzo sul mercato - è un presupposto indispensabile per attrarre gli investimenti necessari a modernizzare l'intera economia dell'UE a vantaggio dei cittadini.

L'Unione dell'energia ha già ottenuto risultati, ma è fondamentale continuare a impegnarsi per raggiungere i traguardi restanti. Tutte le proposte legislative relative alla strategia presentate dalla Commissione devono essere esaminate in via prioritaria dal Parlamento e dal Consiglio.

Focus sulle infrastrutture energetiche

La relazione conferma che la transizione energetica non può avvenire se non si adeguano le infrastrutture alle esigenze del futuro sistema energetico. Le infrastrutture energetiche, dei trasporti e delle telecomunicazioni sono sempre più interconnesse: le reti locali diventeranno sempre più importanti per la vita quotidiana dei cittadini europei, sempre più orientati verso elettromobilità, produzione decentrata di energia e gestione attiva della domanda.

Sono già stati raggiunti traguardi notevoli, ma continuano a sussistere ostacoli in particolare per quanto riguarda l'energia elettrica.

Per affrontare questo problema, la Commissione, parallelamente alla pubblicazione della relazione, ha adottato una comunicazione sull'attuazione dell'obiettivo del 15% di interconnessione elettrica entro il 2030 e ha adottato il terzo elenco di progetti di interesse comune (Projects of Common Interest).

I commenti

"L'Unione dell'energia avrà successo soltanto se tutti noi ci impegniamo ad avanzare uniti nella stessa direzione. Il fine è concretizzare il risultato che ci siamo impegnati a conseguire: completare l'Unione dell'energia nel mandato dell'attuale Commissione”, ha dichiarato il vicepresidente Maros Sefcovic, responsabile per l'Unione dell'energia.

“Entro il 2019 l'Unione dell'energia deve diventare non più semplice politica ma realtà quotidiana - della quale possano beneficiare tutti i cittadini europei. Per far sì che ciò avvenga, tutte le parti sociali devono sentirsi coinvolte. Per questo, vedo il prossimo anno come l'anno dell'impegno”, ha aggiunto.

Miguel Arias Cañete, commissario per l'Azione per il clima e l'Energia, ha commentato: “La transizione energetica dell'Europa è già in fase avanzata, con una percentuale record di energia rinnovabile e costi in rapido calo. Ma anche le infrastrutture energetiche europee devono muoversi nella stessa direzione e con la stessa velocità per poter sostenere la transizione energetica. Per questo proponiamo di impegnarci su una nuova lista di progetti incentrati su interconnessioni elettriche strategiche e reti intelligenti. Le azioni annunciate oggi a stimolo di infrastrutture per l'energia pulita sono un altro passo importante per rendere il nostro sistema energetico più sostenibile, più competitivo e più sicuro, fornendo così vero valore aggiunto europeo”.

> Terza relazione sullo stato dell'Unione dell'energia

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