Industria 4.0 - AIFI, bene attenzione a startup e venture capital

 

Intervista a Anna Gervasoni, direttore generale dell'Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt (AIFI), sulle misure per startup e venture capital del piano Industria 4.0.

Anna Gervasoni

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Industria 4.0 - cosa ne pensano le imprese

Il termine Industria 4.0 viene utilizzato per indicare la quarta rivoluzione industriale, che porterà alla produzione automatizzata e interconnessa grazie alle nuove tecnologie. Il 21 settembre il Governo italiano ha presentato il Piano nazionale Industria 4.0 con il quale intende mobilitare 10 miliardi di investimenti privati in più già nel 2017 e mettere a disposizione circa 13 miliardi di risorse pubbliche a sostegno degli investimenti, più 10 miliardi per misure di accompagnamento.

Startup e venture capital nel piano Industria 4.0

Tra le priorità su cui si concentra il Piano italiano, anche misure di sostegno al venture capital. Gli investimenti previsti, in questo caso, ammontano a 1,5 miliardi di euro, di cui circa 270 milioni di euro per l’attivazione di fondi di investimento dedicati all’industrializzazione di idee e brevetti ad alto contenuto tecnologico, un fondo dedicato alle startup Industria 4.0, detrazioni fiscali fino al 30% per investimenti fino a 1 milione di euro in startup e PMI innovative, assorbimento da parte di società sponsor delle perdite di startup per i primi 4 anni.

“Per dare un giudizio complessivo sugli strumenti occorre attendere di conoscere le disposizioni nel dettaglio. Sicuramente siamo soddisfatti dell’attenzione dedicata al tema dell’investimento in startup attraverso il venture capital all’interno del piano. Prosegue una politica che ha preso avvio nel 2012 con la prima task force e che si sta consolidando, riteniamo anche grazie alla continua azione di sensibilizzazione portata avanti da AIFI”, dichiara Anna Gervasoni, direttore generale dell'Associazione Italiana del Private Equity,Venture Capital e Private Debt (AIFI).

Fra le misure annunciate dal Governo, la detassazione sul capital gain, un'agevolazione sulle rendite finanziarie degli investimenti a medio/lungo termine. “La detassazione dei capital gain per i fondi di venture capital era stata introdotta con un decreto del 2011 (il Dl 138/2011, “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”, con cui l'aliquota del 12,5% dell'imposta sostitutiva su capital gain è passata al 20% ndr). È stata poco utilizzata perché si prevedevano dei requisiti da rispettare per accedere all’agevolazione non conformi al tessuto degli operatori e delle target di riferimento”.

“Sul punto AIFI aveva suggerito dei correttivi che auspichiamo siano stati accolti. Tra l’altro sarebbe anche utile una circolare dell’Agenzia delle entrate che chiarisse alcuni aspetti applicativi. Completato il quadro sarà più semplice l’accesso agli incentivi stessi”, aggiunge Gervasoni.

In base a quanto annunciato dal Governo saranno realizzati anche dei fondi di investimento dedicati all’industrializzazione di idee e brevetti ad alto contenuto tecnologico (CDP) e fondi VC dedicati a startup dell’Industria 4.0, in co-matching con Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Invitalia.

“AIFI aveva proposto un rafforzamento dell’attuale dotazione del fondo di fondi per il venture capital gestito dal Fondo Italiano d’Investimento. Lo strumento del fondo di fondi serve a fare leva su capitali pubblici e privati e moltiplica le risorse disponibili per le imprese. Anche i fondi in co-matching, quindi il co-investimento tra veicoli pubblici e privati, sono strumenti utilizzati a livello internazionale, quindi sarebbero utili allo sviluppo delle startup", prosegue Gervasoni. "La focalizzazione sull’industrializzazione di brevetti ad alto contenuto tecnologico riguarda l’area di seed capital su cui c’è attualmente un gap di mercato. Un intervento mirato - conclude - è molto opportuno”.

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