UE: in vigore la riforma della Politica Agricola Comune - PAC per il settore vitivinicolo

 
Botti di Vino, foto di Vincent de GrootIl 1 agosto 2009 è entrata in vigore la fase finale della riforma del settore vitivinicolo comunitario, approvata dai ministri dell'Agricoltura nel dicembre 2007. Voluta per accrescere la competitività dei vini europei, la riforma permette una rapida ristrutturazione del settore poiché include un regime triennale di estirpazione su base volontaria, volto a fornire un'alternativa ai produttori non competitivi e a eliminare dal mercato le eccedenze.

Gli aiuti per la distillazione di crisi e la distillazione di alcol per usi commestibili saranno progressivamente soppressi; gli importi corrispondenti, ripartiti in dotazioni nazionali, possono essere destinati a misure quali la promozione dei vini sui mercati dei paesi terzi, la ristrutturazione e gli investimenti per modernizzare i vigneti e le cantine.

La riforma contribuirà a proteggere l'ambiente nelle regioni vinicole, garantirà la salvaguardia di politiche di qualità tradizionali e consolidate e semplificherà le norme di etichettatura nell'interesse di produttori e consumatori. Dal 1 gennaio 2016 verrà inoltre abolito a livello comunitario l'attuale restrittivo sistema dei diritti di impianto, dando tuttavia agli Stati membri che lo desiderano la possibilità di mantenerlo fino al dicembre 2018.

La seconda fase della riforma comprende tre gruppi di norme che riguardano:
  • le denominazioni di origine protette (DOP) e le indicazioni geografiche protette (IGP), le menzioni tradizionali, l'etichettatura e la presentazione dei vini;
  • le pratiche enologiche;
  • lo schedario viticolo, le dichiarazioni obbligatorie e le informazioni per il controllo del mercato, i documenti che scortano il trasporto dei prodotti e la tenuta dei registri nel settore vitivinicolo.

Per quanto riguarda le DOP/IGP e le menzioni tradizionali, il regolamento stabilisce le norme per la loro protezione e le procedure per l 'esame delle domande di protezione, per i ricorsi in opposizione e per la cancellazione o la modifica delle DOP/IGP.

La normativa fa salve le politiche nazionali consolidate in materia di qualità; inoltre, alcune menzioni e forme di bottiglia tradizionali potranno conservare la protezione di cui godono. Diventerà possibile indicare l'annata della vendemmia e il nome dei vitigni per i vini senza DOP/IGP.

La prima fase della riforma del settore vitivinicolo è già stata attuata attraverso i programmi nazionali di sostegno, che si avvalgono di dotazioni finanziarie nazionali, e ha affrontato inoltre i temi del commercio con i paesi terzi, del potenziale produttivo, anche con l'istituzione di un regime di estirpazione, e dei controlli nel settore vitivinicolo.
 
I fondi destinati alle dotazioni nazionali per il 2009 e non erogati entro il 15 ottobre andranno persi ( la cifra erogata finora è appena 30% dei fondi disponibili per quest'anno). Le risorse europee sono assegnate a ciascun paese produttore dell'Unione europea per permettergli di finanziare misure rispondenti alle sue esigenze specifiche.
 
Gli Stati membri possono scegliere tra le seguenti misure: regime di pagamento unico (pagamenti diretti ai produttori), promozione sui mercati dei paesi terzi, vendemmia verde, fondi di mutualizzazione, assicurazione del raccolto e investimenti; ristrutturazione e riconversione dei vigneti, distillazione dei sottoprodotti, distillazione di alcol per usi commestibili, distillazione di crisi e sostegno all'uso del mosto di uve concentrato.
 
Nell'ambito delle dotazioni nazionali il sostegno alla distillazione di alcole per usi commestibili, alla distillazione di crisi e all'uso del mosto di uve concentrato sarà possibile solo fino al 31 luglio 2012.
 
Le risorse finanziarie disponibili per le misure di sostegno aumenteranno da 794 Milioni di euro nel 2009 a 1.231 milioni di euro nel 2013.

Per approfondire: http://ec.europa.eu/agriculture/capreform/wine/index_it.htm

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