Emilia-Romagna: Piano di Azione ambientale 2011-2013

 

Monte Vigese - Foto di Lorenz91Ha già ottenuto l'approvazione della Commissione Ambiente e Territorio e sarà a breve sul tavolo dell’Assemblea legislativa il Piano di azione ambientale per un futuro sostenibile (PAA) per il periodo 2011-2013, cui la Regione ha deciso di destinare 23,6 milioni di euro.

Le risorse del Piano finanzieranno in parte interventi gestiti direttamente dall'amministrazione regionale, cui spettano 6,3 milioni di euro, mentre 17,3 milioni saranno assegnati alle Province.

Le azioni provinciali dovranno attenersi a tre temi:

  • A) Conservazione della Biodiversità;
  • B) Riduzione dei rifiuti e ottimizzazione della gestione;
  • C) Esigenze territoriali:
    - C1) Interventi la qualificazione di aree ambientalmente compromesse;
    - C2) Interventi per la qualità delle acque;
    - C3) Interventi per la qualità dell'aria.

Per quanto riguarda la Misura A sono state individuate tre azioni prioritarie:

  1. restaurare e ricostituire gli habitat favorevoli alle specie vegetali ed animali al fine di potenziare la resistenza dei sistemi naturali e di ridurre la frammentazione degli habitat;
  2. contrastare gli effetti indotti dai cambiamenti climatici sulla diversità biologica;
  3. conservare gli habitat e le specie sottoposti a maggiori minacce.

Le priorità per la Misura B sono:

  1. prevenzione della produzione di rifiuti mediante realizzazione di centri del riuso con la funzione di intercettare i beni a fine vita prima che diventino rifiuti;
  2. completamento dotazione regionale di centri di raccolta e miglioramento organizzativo/informatico di quelli esistenti;
  3. miglioramento della qualità dei materiali raccolti mediante avvio/estensione della raccolta porta a porta o domiciliarizzata spinta, ivi compreso l’acquisto di mezzi ad alimentazione ibrida o elettrici per la raccolta.

Infine per la Misura C, e relative sottomisure, sono previsti interventi su aree dismesse, degradate o comunque compromesse, opere riguardanti il settore fognario–depurativo e acquedottistico e interventi per favorire la mobilità sostenibile.

Ciascuna Provincia dovrà presentare alla Regione le proprie proposte di intervento entro il 7 luglio 2011.

Piano d’Azione Ambientale per un futuro sostenibile 2011/2013 - Linee guida

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Con Deliberazione dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna n. 46 del 12 luglio 2011 è stato approvato il Piano di azione ambientale per un futuro sostenibile 2011-2013 - BUR n. 121 del 3 agosto 2011 p. 6

Ha già ottenuto l'approvazione della Commissione Ambiente e Territorio e sarà a breve sul tavolo dell’Assemblea legislativa il Piano di azione ambientale per un futuro sostenibile (PAA) per il periodo 2011-2013, cui la Regione ha deciso di destinare 23 milioni di euro.

Le risorse del Piano finanzieranno in parte interventi gestiti direttamente dall'amministrazione regionale, cui spettano 6,3 milioni di euro, mentre 17,3 milioni saranno ripartiti tra le Province che entro il 7 luglio 2011 dovranno presentare le proprie proposte di intervento.

In base alle linee guida pubblicate sul Bollettino ufficiale regionale, le azioni provinciali dovranno attenersi a tre temi:

Conservazione della Biodiversità;

Riduzione dei rifiuti e ottimizzazione della gestione;

Esigenze territoriali:

- C.1 Interventi la qualificazione di aree ambientalmente compromesse;

- C.2 Interventi per la qualità delle acque;

  • C.3 Interventi per la qualità dell'aria.

Per quanto riguarda la Misura A, Conservazione della biodiversità, sono state individuate tre azioni prioritarie:

restaurare e ricostituire gli habitat favorevoli alle specie vegetali ed animali al fine di potenziare la resistenza dei sistemi naturali e di ridurre la frammentazione degli habitat;

2. contrastare gli effetti indotti dai cambiamenti climatici sulla diversità biologica;

  1. conservare gli habitat e le specie sottoposti a maggiori minacce.

Le priorità per la misura B, Riduzione dei rifiuti e ottimizzazione della gestione, sono:

prevenzione della produzione di rifiuti mediante realizzazione di centri del riuso con la funzione di intercettare i beni a fine vita prima che diventino

rifiuti;

- completamento dotazione regionale di «centri di raccolta» e miglioramento

organizzativo/informatico di quelli esistenti;

  • miglioramento della qualità dei “materiali” raccolti mediante avvio/estensione della raccolta porta a porta o domiciliarizzata spinta, ivi compreso l’acquisto di mezzi ad alimentazione ibrida o elettrici per la raccolta.

Infine per la Misura C, e relative sottomisure, sono previsti interventi su aree dismesse, degradate o comunque compromesse, opere riguardanti il settore fognario–depurativo e acquedottistico, interventi per favorire la mobilità sostenibile.

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