Piano straordinario di contrasto al lavoro sommerso nell'edilizia e nell'agricoltura - Anno 2010

 
Lavoro sommerso - Foto di DrmaratheApprovato dal Consiglio dei Ministri il Piano straordinario di vigilanza per contrastare il lavoro sommerso nell’edilizia e nell’agricoltura, destinato a rafforzare le azioni di controllo e di contrasto nei territori del Meridione più sensibili alle problematiche del lavoro irregolare: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Le risorse finanziarie messe a disposizione come fondo per le missioni degli ispettori è stata stabilita in 1,9 milioni di euro.

L'attività di vigilanza si indirizza nei confronti delle imprese operanti nei suddetti settori in considerazione delle connesse problematiche di infiltrazioni criminose, dello sfruttamento della manodopera nell’ambito dell’economia sommersa e quindi della tutela della persona del lavoratore.

Agricoltura

Nell'ambito dell'agricoltura, per semplificare le procedure di utilizzo di prestazioni lavorative regolari, si rende necessaria l'introduzione del lavoro accessorio (c.d. voucher) che permette di impiegare manodopera proprio nell’ambito di quelle attività di breve durata in cui, precedentemente, si faceva ricorso a personale “in nero” (ad es. attività di raccolta dei prodotti agricoli).
Tale iniziativa ha già avuto ottimi riscontri nelle Regioni del Nord e del Centro, mentre nel Meridione non si registra, nemmeno a livello di sperimentazione, alcun ricorso al lavoro accessorio, rispetto al quale occorre  invece svolgere una adeguata azione di “promozione”.

Inoltre, ancora nel Meridione, è possibile notare uno scarso ricorso alle regolari procedure di utilizzo di personale extracomunitario stagionale, atteso che i flussi di manodopera autorizzati non risultano esauriti: il ricorso a personale “in nero” non sembra potersi giustificare dalla mancanza di “alternative regolari”, né sul piano contrattuale (voucher), né su quello di congrue disponibilità di manodopera (flussi stagionali non ancora esauriti).

L’azione ispettiva sarà orientata sul fenomeno dell’utilizzo di manodopera agricola anche stagionale, sul fenomeno dello sfruttamento della manovalanza e delle truffe ai danni dell’istituto previdenziale realizzate mediante l’instaurazione di fittizi rapporti di lavoro, concentrando gli interventi nei confronti di quelle attività di raccolta stagionale dei prodotti agricoli che richiedono maggiore impiego di manodopera.

Sulla base di tale scelta è stata pertanto predisposta una calendarizzazione nei diversi ambiti geografici che tenga conto delle principali colture effettuate nei diversi periodi dell’anno (vedi Programma).

L’obiettivo è quello di verificare n. 10.000 aziende agricole, così ripartite fra le Regioni interessate:
  • 2.000 in Calabria
  • 2.500 in Campania
  • 3.000 in Puglia
  • 2.500 in Sicilia

Edilizia

Nell’ambito dell’edilizia il fenomeno dell’impiego dei lavoratori “in nero”, degli appalti illeciti e del caporalato sono particolarmente diffusi. Nel 2002 il Governo ha introdotto una serie di strumenti al fine di contrastare tale fenomeno, primo fra tutti il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), attraverso cui è possibile avere già un profilo delle realtà aziendali sulle quali orientare la vigilanza, atteso che il Documento consente di verificare eventuali criticità dell’impresa sia sotto il profilo contributivo che sotto quello della sicurezza (il D.M. 24 ottobre 2007 nega infatti il rilascio del DURC a fronte di gravi violazioni prevenzionistiche).

Restando in tema di rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza, il Legislatore, nell’ambito delle modifiche al T.U. n. 81/2008, all’art. 27, comma 2, ha introdotto la c.d. patente a punti per le imprese edili che consente indirettamente una selezione delle imprese che partecipano a gare di appalto attraverso un monitoraggio delle stesse sotto il profilo del rispetto della disciplina in materia di salute e sicurezza.

Tale strumento potrà peraltro essere utile anche nell’ambito della individuazione di obiettivi da parte degli organi di vigilanza.

In tale contesto gli accessi ispettivi vanno realizzati sia nell’ambito di appalti privati che di appalti pubblici, ove è opportuno concentrare l’attenzione in particolare sulla correttezza delle procedure di appalto e subappalto e sul rispetto della normativa antimafia, e saranno finalizzati alla verifica delle condizioni generali di tutela del lavoro nonché ad un oculato monitoraggio della cantieristica esistente che potrà consentire un attento esame, oltrechè del lavoro irregolare, anche dello stato di attuazione in tale ambito della disciplina in materia di salute e sicurezza.

Con il piano straordinario si prevede di sottoporre a controllo un totale di circa 10.000 cantieri dislocati in tutte le 24 Province delle Regioni interessate, così ripartiti:
  • 1.346 in Calabria
  • 3.814 in Campania
  • 2.564 in Puglia
  • 2.276 in Sicilia
Per entrambi i settori di intervento, si prevede sarà impiegata una task force di 550 ispettori, tra ispettori del lavoro, funzionari dell’INPS e militari dell’Arma dei Carabinieri, 500 presso le Regioni interessate dal piano e 50 provenienti da altre Regioni.
 
Gli oneri finanziari si riferiscono al trattamento di missione ed alle spese di viaggio, vitto e alloggio per il personale proveniente da fuori regione per la durata di circa 200 giornate:
  • € 1.500.000 spese di vitto e alloggio;
  • € 50.000 spese viaggio per 4 viaggi annui;
  • € 350.000 rimborso spostamenti interni attraverso l’utilizzo del mezzo proprio e indennità di missione.
Nell’ambito di tale piano straordinario, un ruolo importante e sicuramente prioritario meritano le relazioni con le associazioni di rappresentanza dei datori di lavoro e dei lavoratori e, segnatamente, con i loro organismi bilaterali e paritetici in chiave di prevenzione e promozione delle iniziative volte al ripristino della legalità; essi potranno:
  • fornire utili elementi conoscitivi in ordine ai fenomeni di maggiore criticità presenti sul territorio ma anche svolgere, sempre in sinergia con le associazioni di settore, una azione di ampia sensibilizzazione delle aziende operanti negli stessi settori in ordine agli istituti giuridici utilizzabili per far emergere, da un lato, e contrastare, dall’altro, forme di lavoro irregolare e sommerso;
  • monitorare problematiche esistenti nei diversi ambiti locali, in modo da cogliere le diverse specificità territoriali, fornendo altresì agli Enti pubblici competenti elementi utili per “calibrare” in modo più puntuale le diverse tipologie di intervento;
  • svolgere la funzione di “controllo sociale”, così da orientare operativamente l’attività di verifica da parte degli organismi pubblici.

Piano Straordinario di vigilanza agricoltura/edilizia Calabria-Campania-Puglia-Sicilia - Anno 2010

Per leggere il contenuto prego
o