Decreto del Fare: il Governo punta su infrastrutture, Fondo Garanzia e finanziamenti alle imprese

 

Palazzo Chigi - foto di Simone RamellaSblocco dei progetti infrastrutturali, semplificazioni in edilizia, finanziamenti agevolati alle imprese e potenziamento del Fondo centrale di garanzia, accelerazione sull'agenda digitale, borse di studio per la mobilità degli studenti. Sono alcuni dei campi di intervento individuati dal decreto del fare, varato sabato dal Consiglio dei ministri, per rilanciare la crescita economica.

Infrastrutture

In materia di infrastrutture, il decreto prevede un piano sblocca cantieri, a valere su un fondo da 2 miliardi e 30 milioni di euro, da cui si attende la creazione di circa 30mila nuovi posti di lavoro. In particolare, gli interventi riguardano:

  • il miglioramento e la sicurezza della rete ferroviaria nazionale,
  • il collegamento ferroviario tra la Regione Piemonte e la Valle d’Aosta,
  • gli assi autostradali della Pedemontana Veneta e Tangenziale Esterna Est di Milano,
  • il collegamento tra la strada statale 640 e l’autostrada A19 Agrigento – Caltanissetta,
  • l'asse viario Quadrilatero Umbria – Marche,
  • la linea metropolitana M4 di Milano,
  • il collegamento Milano-Venezia terzo lotto Rho-Monza,
  • la linea 1 della metropolitana di Napoli,
  • l’asse autostradale Ragusa-Catania,
  • la tratta Cancello –Frasso Telesino della linea AV/AC Napoli-Bari,
  • la tratta Colosseo – Piazza Venezia della metropolitana C di Roma.

Oltre a questo piano, sempre in tema di infrastrutture, il Governo ha previsto:

  • l'anticipazione di una spesa di 78 milioni per il 2013 e 30,7 milioni per il 2014, che verrà restituita dagli enti interessati entro il 31 dicembre 2015, per la realizzazione e la gestione delle tratte autostradali A24 e A 25 “Strade dei Parchi”,
  • un investimento, finanziato dall'Inail fino a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014-2016, per l'edilizia scolastica,
  • il programma “6.000 campanili”, con una dotazione di 100 milioni di euro, per realizzare 200 interventi nei comuni sotto i 5mila abitanti,
  • un credito di imposta, a valere sull’IRES e IRAP, e l’esenzione dal pagamento del canone di concessione nella misura necessaria al raggiungimento dell’equilibrio del piano economico-finanziario per favorire la realizzazione di infrastrutture di importo superiore ai 200 milioni di euro con contratti di partenariato pubblico-privato che non prevedono contributi pubblici a fondo perduto.

Inoltre, il decreto prevede un programma di interventi da 300 milioni di euro per la sicurezza stradale e misure per il rilancio dei porti e della nautica, tra cui l'abolizione della tassa sulle piccole imbarcazioni e la semplificazione delle procedure per i dragaggi.

Edilizia

Il decreto promuove il recupero e la ristrutturazione degli edifici esistenti, attraverso una serie di semplificazioni, quali la possibilità di:

  • richiedere allo Sportello Unico l’acquisizione degli atti necessari all’intervento alla segnalazione di Inizio Attività,
  • richiedere il certificato di agibilità anche per singoli edifici, porzioni della costruzione o unità immobiliari, se funzionalmente autonomi,
  • acquisire il Documento Unico di Regolarità contributiva per via informatica e con validità di 180 giorni.

Imprese

Il decreto rifinanzia con 3 miliardi in tre anni il Fondo Centrale di Garanzia, per attivare credito aggiuntivo per circa 50 miliardi di euro, e prevede un decreto ministeriale per l'aggiornamento dei criteri di valutazione delle imprese, al fine di ampliare la platea dei beneficiari. Per i grandi progetti viene anche istituito un apposito Fondo di garanzia con una dotazione di 50 milioni per il 2013 e il 2014, mentre con il finanziamento con 150 milioni di euro, dal Fondo crescita sostenibile, dei Contratti di Sviluppo nel Centro-Nord dovrebbero partire almeno 20 grandi progetti di investimento.

Inoltre, il Cdm prevede la concessione entro il 31 dicembre 2016, di finanziamenti a tasso agevolato, con durata massima di 5 anni e un valore non superiore a 2 milioni di euro per impresa, alle pmi che acquistano macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo. I bonus macchinari saranno concessi a valere su un plafond della Cassa Depositi e prestiti, per un massimo di 5 miliardi di euro.

Infine, il decreto prevede crediti agevolati per assicurare il finanziamento della quota di capitale di rischio per la costituzione di imprese miste e agli investitori che finanziano la costituzione di imprese miste da realizzarsi in Paesi in via di sviluppo.

Agenda digitale

Oltre a una riorganizzazione dei compiti della cabina di regia, il decreto introduce:

  • la razionalizzazione dei Centri elaborazione dati (CED),
  • la possibilità di richiedere il domicilio digitale, cioè una casella di posta elettronica certificata, all’atto della richiesta della carta d’identità elettronica o del documento unificato,
  • un termine, al 31 dicembre 2013, per la presentazione dei progetti di Fascicolo sanitario elettronico (FSE) da parte delle regioni e delle province autonome, e una scadenza, entro il 31 dicembre 2014, per la sua istituzione,
  • la liberalizzazione dell'accesso ad Internet, cioè la tracciabilità sarà garantita dall'identificazione del dispositivo non dell'utilizzatore.

Fisco

Una serie di misure riguardano il fisco, dall'abolizione della responsabilità fiscale solidale tra appaltatore e subappaltatore relativamente ai versamenti Iva alla non pignorabilità dell'immobile di proprietà del debitore quando adibito ad abitazione principale, fino all'allugamento dei termini di dilazione dei pagamenti nei confronti di Equitalia.

Istruzione, università e ricerca

Tra i provvedimenti previsti dal decreto figurano:

  • lo sblocco del turn over per Università ed enti di ricerca: dal 2014 passa dal 20% al 50% il limite di spesa consentito rispetto alle cessazioni dell’anno precedente,
  • lo stanziamento di 5 milioni di euro per l'erogazione di borse di mobilità a favore di studenti meritevoli,
  • la creazione di un fondo unico per le risorse destinate al finanziamento ordinario delle università (FFO), alla programmazione triennale del sistema, ai dottorati e agli assegni di ricerca,
  • la concessione di contributi alla spesa, a valere sul Fondo per la ricerca applicata (FAR), per lo sviluppo di start up innovative e di spin off universitari, per progetti di social innovation e per giovani per il potenziamento del rapporto tra il mondo della ricerca pubblica e le imprese.
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