Banda ultralarga: Regioni chiedono chiarezza su tempi e risorse

 

Banda ultralarga - Photo credit: Foto di Dean Moriarty da Pixabay Una tabella di marcia degli interventi nelle aree bianche, chiarezza sulle risorse e ridefinizione della governance del Comitato per la diffusione della banda ultralarga (CoBUL). E' quanto chiesto dalle Regioni per accelerare la digitalizzazione del Paese.

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A riassumere le richieste avanzate al Governo è un ordine del giorno approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome su proposta del coordinatore della commissione Agenda digitale, l'assessore ai Sistemi informativi del Friuli Venezia Giulia, Sebastiano Callari, a margine di una riunione cui ha partecipato anche il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia.

“E' fondamentale ricostituire la governance del CoBUL, venuta meno in seguito alla caduta del precedente Governo, perché nonostante le sollecitazioni da parte delle Regioni e la buona volontà di Infratel Italia, non abbiamo ancora dati certi sullo stato di avanzamento dei lavori per la copertura delle aree bianche e la realizzazione delle infrastrutture che dovranno rendere fruibile la banda ultralarga per ospedali, comuni, enti pubblici, aziende e anche abitazioni private", ha spiegato Callari.

I ritardi sulle aree bianche

Non è la prima volta che le Regioni denunciano i ritardi della prima fase del Grande Progetto per la banda ultralarga, quella relativa alle aree a fallimento di mercato, e la mancanza di comunicazione sullo stato di avanzamento dei lavori.

E dal momento che già lo scorso anno il Governo ha dovuto concordare con la Commissione UE la rimodulazione delle risorse del PON Imprese 2014-2020 per evitare il disimpegno automatico dei fondi europei, ora le Regioni temono che i ritardi pregiudichino anche la rendicontazione delle risorse POR FESR e PSR destinate al Progetto.

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L'ordine del giorno, inviato dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini al premier Giuseppe Conte, chiede quindi la convocazione urgente del CoBUL, che nella riunione del 17 luglio scorso si è limitato a certificare il probabile slittamento della consegna dal 2020 al 2021, ma non ha affrontato in maniera esaustiva tutti i problemi connessi all'intervento nelle aree bianche.

Tra l'altro, avvertono le Regioni, i ritardi della fase uno compromettono la partenza della seconda fase del Piano nazionale, che dal 2020 al 2025 dovrebbe intervenire sulle aree grigie del Paese, quei territori extra-urbani, spesso sede di distretti industriali, in cui è presente o è prevista la presenza di un solo operatore di rete.

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Le richieste delle Regioni

Sul fronte aree bianche l'ordine del giorno chiede quindi anzitutto di definire rapidamente la nuova composizione e la governance del Comitato per la diffusione della banda ultralarga, alla luce dell'insediamento del Governo Conte bis.

Serve poi una tabella di marcia con previsioni realistiche circa il completamento dei lavori e un quadro esaustivo delle risorse a disposizione. Le Regioni chiedono chiarezza sui ritardi accumulati e di capire quali azioni il MISE e Infratel stanno attuando nei confronti di Open Fiber, la società che si è aggiudicata le tre gare per la realizzazione della rete in fibra ottica nelle aree bianche. Infine, le amministrazioni vogliono garanzie che la fibra posata sia accesa e resa commercializzabile.

Per quanto riguarda le aree grigie, invece, le Regioni chiedono di prevedere criteri territoriali per gli incentivi alla domanda, i voucher per la connettività che dovrebbero contribuire alla diffusione dei servizi ultraveloci. Secondo le prime anticipazioni si tratterebbe di contributi destinati a PMI, scuole, centri per l'impiego e famiglie, con importi differenziati a seconda dei beneficiari: da 200/300 euro per i cittadini, da 3mila euro per le PMI e da 5mila euro per scuole e CPI.

Con un secondo ordine del giorno, infine, la Conferenza delle Regioni ha chiesto chiarimenti sui data center nazionali che dovrebbero sostituire gli attuali database delle amministrazioni locali. Finora non ci sono indicazioni sulle caratteristiche che queste infrastrutture digitali dovranno avere, ha spiegato Callari, il che rende impossibile effettuare gli investimenti necessari. "Auspichiamo quindi di incontrare a breve il ministro per l'Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Paola Pisano, per avere indicazioni chiare in merito", ha concluso l'assessore.

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Photo credit: Foto di Dean Moriarty da Pixabay 

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