La BEI entra nel venture capital italiano

 

Venture capital - Photo credit: wonderwebby via Foter.com / CC BY-NC-SALa Banca Europea degli Investimenti entra per la prima volta nel venture capital italiano e investe 21,65 milioni nel Fondo Italia Venture I.

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La BEI per la prima volta entra nel venture capital italiano. E lo fa investendo 21,65 milioni di euro nel Fondo Italia Venture I, gestito da Invitalia Ventures SGR.

A sottoscrivere l’investimento, il vicepresidente della BEI Dario Scannapieco e Salvo Mizzi, amministratore delegato di Invitalia Ventures, SGR controllata da Invitalia, l’Agenzia del Governo guidata da Domenico Arcuri.

Il Fondo Italia Venture I

Lanciato nel 2015, Italia Venture I, ha già investito in 16 startup e PMI innovative, impegnando 11 milioni euro con un valore totale degli investimenti di 33 milioni, grazie al meccanismo di co-investimento con investitori privati, nazionali e internazionali, basato su un mix di capitali pubblici e privati.

Dopo quelle già registrate da MISE/Invitalia, dal gruppo americano Cisco, da Fondazione di Sardegna e dal gruppo Metec, si chiude con successo la fase di raccolta del Fondo Italia Venture I, che arriva a una dotazione di circa 87 milioni di euro.

Il Fondo si posiziona così tra i principali operatori di venture capital in Italia e dispone di una massa critica di smart capital pubblico-privato da investire nella competitività del sistema Paese.

Creare un ecosistema a sostegno delle startup e colmare il gap italiano

L’ingresso della BEI segna la volontà dell’istituzione europea di dare una spinta allo sviluppo del venture capital in Italia, paese che rimane ancora in posizione marginale rispetto ai suoi partner europei: i dati 2016 indicano che in Francia sono stati investiti in startup 2,7 miliardi di euro; in Germania 2 miliardi di euro; in Spagna 600 milioni; in Italia solo 180 milioni di euro. Inoltre, i dati relativi ai primi nove mesi del 2017 segnano un -30% rispetto all’anno precedente.

Per il vicepresidente della Banca europea degli investimenti, “il venture capital serve a far crescere le startup, anche perché il credito bancario è troppo rischioso per loro. Ma l’Italia è ancora in fondo alla classifica per questo tipo di investimenti. E’ necessario creare un vero e proprio ecosistema a sostegno delle startup anche attraverso la partecipazione della BEI a fondi pubblico-privati”.

Secondo l’AD di Invitalia, “l’investimento della Banca europea è un impegno forte per recuperare il gap dell’Italia nel venture capital, e anche una risposta certa per le imprese che hanno difficoltà a reperire i finanziamenti. Rafforzare attraverso il venture capital le nostre startup – evidenzia Arcuri -  significa soprattutto creare le condizioni per nuova occupazione duratura e di qualità”.

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