Banda ultralarga - consultazione su piani di investimento degli operatori

 

Banda ultralargaIl Ministero dello Sviluppo economico prepara l'attuazione della Strategia per la banda ultralarga. La società in house del MISE Infratel Italia ha infatti chiesto agli operatori del settore di dichiarare i propri piani di copertura attuali e futuri per individuare quali sono le aree a fallimento di mercato destinatarie degli incentivi pubblici a supporto degli investimenti.

La Strategia per la banda ultralarga, approvata a marzo dal Consiglio dei Ministri, suddivide il territorio nazionale in quattro Cluster:

  • il Cluster A, che comprende le 15 città più popolose e le aree industriali, per cui non sono previsti contributi a fondo perduto, ma solo misure a sostegno dei privati, quali defiscalizzazione e accesso al credito agevolato;
  • il Cluster B, che comprende i 1.122 Comuni in cui risiede il 47% della popolazione nazionale, e il Cluster C, che comprende 2.650 Comuni in cui risiede il 22% della popolazione, dove l'impiego di risorse a fondo perduto sarà contenuto e si stimoleranno gli investimenti privati soprattutto tramite defiscalizzazione e finanziamenti agevolati;
  • il Cluster D, cioè l'insieme di circa 4.300 Comuni in cui risiede il 15% della popolazione, in cui oltre alla defiscalizzazione e ai finanziamenti agevolati, il pubblico interverrà realizzando direttamente le infrastrutture che resteranno di sua proprietà.

Per individuare le aree a fallimento di mercato, in cui i privati non sarebbero disposti a investire senza il sostegno pubblico, Infratel Italia ha avviato una consultazione rivolta agli operatori delle telecomunicazioni con l'obiettivo di fare il punto sui loro piani di copertura attuali e per i prossimi tre anni e di aggiornare la mappa della disponibilità di servizi a banda larga e ultralarga sul territorio nazionale.

Gli operatori dovranno rispondere alla consultazione entro il 20 giugno 2015 e poi concretizzare gli impegni assunti stipulando con il Ministero dello Sviluppo economico dei contratti, che definiranno le scadenze per la realizzazione degli investimenti.

L'individuazione delle aree a fallimento di mercato, le uniche ammissibili agli aiuti in base alle norme Ue sugli aiuti di Stato, è essenziale per ottenere il via libera di Bruxelles al pacchetto di incentivi previsto dal Governo per l'attuazione del Piano nazionale per la banda ultralarga. Tra le misure previste dall'Esecutivo rientrano il credito d'imposta IRES e IRAP per la realizzazione di reti di comunicazione elettronica a banda ultralarga previsto dallo Sblocca Italia, i voucher per i servizi sulle reti di nuova generazione e un Fondo di garanzia a cui il MISE e il Ministero dell'Economia stanno lavorando con Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e con la Banca europea degli Investimenti (BEI).

L'altro ostacolo all'avvio della Strategia riguarda le coperture finanziarie. Il Governo intende infatti destinare agli investimenti per la banda ultralarga circa 6 miliardi di euro, di cui però solo 2 miliardi, a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e sul Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (FEASR), sono effettivamente disponibili. I restanti 4 miliardi, a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione, potranno essere sbloccati solo dal 2017.

Links
AgID: report consultazione su banda ultralarga e crescita digitale

Consultazione pubblica Infratel Italia

Author: JanneM / photo on flickr

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