Caro bollette: l’energia rinnovabile potrebbe evitare altri shock energetici

 

Energia rinnovabile - Foto di Narcisa Aciko da PexelsFamiglie e imprese spenderanno in media quasi 2.000 euro nel 2022 per luce e gas a causa di prezzi dell’energia alle stelle e destinati ad aumentare tra il 52 e il 61% il prossimo anno. La crisi sembra ormai inevitabile, quello che si può fare è cercare di evitare altri shock energetici in futuro. Sì, ma come?

Le bollette si potranno pagare a rate in 10 mesi senza interessi

La risposta di molti rappresentanti del settore energia alla crisi dei prezzi è chiara: energia rinnovabile. Non perché l’energia pulita sia la risposta a tutti i mali, ma perché il risparmio in bolletta sarebbe indiscutibile. 

Caro bollette: una crisi evitabile in futuro?

Nel 2022 inflazione e caro bollette impatteranno in modo significativo sui conti delle famiglie e delle imprese. 

Secondo un'analisi di Confcommercio le bollette peseranno per oltre 11 miliardi per le famiglie e gli aumenti di elettricità e gas si attesteranno intorno al 40% per le imprese. Nel 2022 le famiglie italiane arriveranno a spendere 1.950 euro per le bollette, oltre 400 euro in più rispetto al 2021.

Contro i prezzi alle stelle servono le energie rinnovabili…

“Se fossimo già oggi nella situazione di centrali prevista al 2030, con più sole e più vento la bolletta energetica italiana costerebbe 30 miliardi in meno”, spiega bene Agostino Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura, l’associazione confindustriale delle aziende elettriche. 

Ma oggi siamo ben lontani dagli obiettivi fissati per il 2030, vale a dire il 30% di energie rinnovabili sul consumo finale di energia.

In base ai dati forniti dal Gestore dei servizi energetici, nel 2020 le rinnovabili hanno coperto il 20,4% dei consumi energetici degli italiani, inclusi i consumi elettrici, temici e dei trasporti. Si tratta di un valore di circa due punti sopra le performance registrate nel 2019, ma non c’è da cantar vittoria.

“A fine 2021 raggiungeremo i 22,4 GWp totali, quasi un terzo della Germania che coi suoi quasi 60 GWp garantisce al sistema energetico tedesco un significativo vantaggio, in termini di costi dell’energia, a favore delle imprese tedesche rispetto a quelle italiane”, sottolinea il presidente di Italia Solare, Paolo Rocco Viscontini, aprendo il Forum dell’associazione a supporto del fotovoltaico. 

Ad oggi, prosegue Re Rebaudengo sulle colonne del Sole 24 Ore, “realizziamo meno di 1.000 megawattt l’anno e i progetti sono in gran parte bloccati: dobbiamo costruire impianti solari ed eolici per 8mila megawatt l’anno. E poi il biometano, decine di progetti di impianti tenuti fermi da una bozza di decreto che scaccia gli investitori: potremmo passare da 1 a 10 miliardi di metri cubi di gas non fossile”.

… e alle energie rinnovabili servono investimenti e semplificazioni

Recuperare terreno sulle rinnovabili significa, insomma, anche ottenere un notevole risparmio in bolletta. Per aumentare i livelli di energia rinnovabile in Italia servono però investimenti notevoli e altrettanto notevoli semplificazioni normative. 

Il primo fronte può essere agevolato attraverso incentivi pensati in modo migliore: una roadmap in tal senso già esiste, il Ministero della Transizione ecologica l’ha predisposta in vista dell’entrata in vigore del provvedimento che recepisce la direttiva rinnovabili in Italia. Direttiva che detta chiaramente la strada da seguire, con nuove regole di gioco per superare i grandi ostacoli posti dai precedenti bandi di accesso agli incentivi e consentire così alle aziende una programmazione più strutturata degli investimenti nelle energie rinnovabili.

Per approfondire: Come cambiano gli incentivi alle rinnovabili elettriche con l'entrata in vigore della direttiva Red II in Italia

Il secondo fronte riguarda la semplificazione amministrativa, e anche su questo aspetto la direttiva RED II detta regole piuttosto chiare, che dovranno essere messe in pratica attraverso una serie di misure ad hoc cui il Governo sta lavorando.

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