Incentivi energie rinnovabili: Corte dei conti, subito un nuovo decreto Controlli

 

Incentivi energie rinnovabili - Photo credit: Foto di Roy Buri da PixabayAncora prima della pandemia, nota la Corte, si è registrata una drastica diminuzione nel numero degli impianti soggetti a verifica e l’attività di controllo ha fatto emergere diffuse irregolarità e comportamenti gravi, anche di rilevanza penale.

Il lungo iter del decreto Controlli

I rilievi della Corte dei conti sono contenuti in un’indagine approvata con delibera n. 13/2021 relativa agli interventi per le energie rinnovabili, e in particolare alle verifiche del MISE sul sistema affidato al Gestore dei Sevizi Elettrici S.p.A (GSE) in tema di incentivi alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, meccanismo dei certificati bianchi e conto termico.

Se nel caso dei Certificati bianchi e del Conto termico l’indagine mette in chiaro l’attività affidata al GSE, più complessa si rivela tale attività in materia di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Di conseguenza, più complessa si rivela l’attività di indirizzo, verifica e controllo svolta dalla competente struttura ministeriale. 

In particolare, al GSE spetta, oltre che valutare i progetti ed erogare gli incentivi, anche effettuare le verifiche sulle attività finanziate mediante controlli documentali e sopralluoghi, al fine di accertare la sussistenza e/o la permanenza dei presupposti e dei requisiti, oggettivi e soggettivi, per il riconoscimento e/o il mantenimento degli incentivi. 

Si delinea così una sorta di circuito: il Ministero fornisce indirizzi sull’attività di controllo, il GSE elabora il programma, riferisce sugli esiti, e il Ministero ha le informazioni necessarie per modificare e aggiornare i propri indirizzi. 

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Subito un nuovo decreto Controlli 

Le verifiche della Corte hanno messo in evidenza che, a decorrere dall’anno 2011 (anno di emanazione del d.lgs. 28/11), il GSE ha intrapreso un percorso finalizzato alla progressiva verifica degli asset finanziati dal sistema energetico, nonché alla valutazione dei requisiti previsti dalla normativa e, in tal senso, al consolidamento del relativo valore in termini di funzionalità al perseguimento degli obiettivi di transizione energetica. Tuttavia, prima ancora della pandemia, nel 2019 si era registrata una drastica diminuzione nel numero degli impianti soggetti a verifica. L’attività di controllo ha fatto emergere diffuse irregolarità e comportamenti gravi, anche di rilevanza penale.

Per la Corte dei conti si rende quindi necessaria in tempi brevi l’emanazione di un nuovo decreto Controlli, così da mettere a sistema le complesse novità normative intervenute nella disciplina primaria e rendere palesi agli operatori le interpretazioni che ne dà l’amministrazione.

Emanazione affidata al ministero della Transizione ecologica, cui la Corte dei conti raccomanda di procedere celermente.

Si tratta di un provvedimento atteso da anni, per la precisione dal 2018, ma che non ha ancora visto la luce. Ad aprile era stato annunciato l'arrivo imminente del provvedimento, molto atteso dagli operatori delle rinnovabili. Poi il 16 giugno il MiTE ha fatto sapere che sta lavorando al decreto Contolli e sta aggiornando l'elenco delle “violazioni rilevanti”, aggiungendone di nuove. E ciò fa presupporre che i tempi potrebbero non essere così brevi.

Leggi la delibera n. 13/2021 della Corte dei Conti

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