Bilancio UE post 2020 e Next Generation EU: i commenti al piano di Bruxelles

 

Ursula Von der Leyen - Copyright European UnionIl piano da 1.850 miliardi – tra Bilancio UE post 2020 e Recovery Fund - presentato in plenaria dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen dovrà superare un duro negoziato per concretizzarsi in misure concrete a sostegno di un'Unione duramente colpita dal Coronavirus. I commenti delle istituzioni e della stampa.

Bilancio UE: 1.850 miliardi per QFP 2021-2027 e Recovery Plan

La portata dell'iniziativa è innegabile. Non si tratta solo di risorse ingenti: 1.100 miliardi a titolo del bilancio UE, 750 miliardi dal Recovery Fund, ora denominato Next Generation EU, che si aggiungono ai 540 miliardi delle misure già concordate nelle scorse settimane - tra BEI, MES e SURE - e all'incremento dell'attuale Quadro finanziario pluriennale con ulteriori 11,5 miliardi.

A colpire gli osservatori è il metodo senza precedenti proposto da Bruxelles per rispondere alla crisi sanitaria ed economica provocata dal Covid-19, con la Commissione pronta ad andare sul mercato per raccogliere denaro e ad utilizzare i nuovi EU bond per finanziare sovvenzioni a fondo perduto e non soltanto prestiti.

Un passaggio che potrebbe esaurirsi nella risposta al Coronavirus, ma potrebbe anche inaugurare un nuovo metodo di più lungo termine, gettando le basi – ipotizza Isabella Bufacchi su Il Sole 24 Ore - “per la nascita di un vero safe asset europeo, ovvero, un bond che rappresenta il rischio sovrano europeo senza azionisti né garanzie”.

> Per appprofondire: Recovery Fund: Von der Leyen annuncia il Next Generation EU da 750 miliardi

Le reazioni delle istituzioni UE

Il perno del piano per la ripresa dell'Europa resta in ogni caso il bilancio UE. “Grazie alla potenza di fuoco supplementare messa a disposizione da Next Generation EU e grazie al rafforzamento del Quadro finanziario pluriennale saremo in grado di mostrare la forza della solidarietà a sostegno degli Stati membri e dell'economia”, spiega il commissario responsabile per il Bilancio dell'UE, Johannes Hahn.

Solidarietà che è anche al centro delle parole del presidente del Parlamento europeo David Sassoli, che al termine della presentazione del pacchetto in plenaria commenta: “È come se fosse il D-Day europeo del 21° secolo, perché l’Europa ha scoperto la solidarietà e scommette su una politica comune per la rinascita dell’economia, per il sostegno ai cittadini e al lavoro, con uno sguardo ai prossimi anni ed all'eredità che lasceremo alle prossime generazioni”.

“L’Europa si fa con le crisi. E questa crisi, che poteva essere un dramma e poteva portare a una disgregazione, poteva rompere mercato interno e coesione sociale, si sta dimostrando invece un’occasione di crescita”, commenta il Responsabile dell'Ufficio del Parlamento europeo in Italia, Carlo Corazza, nel corso della web conference "Il nuovo Bilancio UE 2021-2027 con 750 miliardi di Next Generation EU".

Al di là della cifra messa sul tavolo, ha proseguito, la vera novità è che per la prima volta la Commissione europea usa tutti gli strumenti al massimo della loro possibilità. Il successo dell'iniziativa dipenderà ora dal negoziato tra gli Stati membri, dato che - ricorda Corazza - al PE già c’è una maggioranza schiacciante a favore della proposta e del metodo della Commissione.

Il pacchetto presentato mercoledì dalla Commissione non è la prima risposta dell’UE, ricorda intervenendo al dibattito il Capo dell’Ufficio di Milano della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Massimo Gaudina, citando gli interventi BEI, il MES, SURE, le nuove regole sugli aiuti di Stato e i maggiori spazi di finanza pubblica autorizzati da Bruxelles.

E se con il Next Generation EU da 750 miliardi si introducono strumenti per agire rapidamente sul sostegno all'economia, il Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 viene rivisto per facilitare la ripresa nel lungo termine, con il rafforzamento dei fondi strutturali della Politica di Coesione e del Just Transition Mechanism, la creazione di un embrione di politica comune nel campo della sanità, mediante i 9,4 miliardi di EU4Health, e il potenziamento del programma per la ricerca Horizon Europe alla luce delle nuove sfide generate dal Coronavirus. Per l'Italia un'iniezione di risorse notevole, assicura Guadina, perché, anche se non ci sono ancora cifre ufficiali, data la durezza della crisi nel nostro paese sovvenzioni e prestiti saranno certamente ingenti.

Quanto all'entità complessiva del QFP, la proposta di 1.100 miliardi di euro si basa sui progressi verso un accordo compiuti finora dal Consiglio, spiega Adelaide Mozzi, Consigliere economico presso la Rappresentanza in Italia della Commissione europea. L'obiettivo è infatti accelerare l'intesa tra i 27 e consentire l'avvio dei programmi dal 2021. Per questo, conclude Mozzi, è importante prepararsi a ricevere queste risorse e spenderle bene.

Leader europei divisi

Ottimo segnale da Bruxelles, proprio nella direzione indicata dall’Italia, è il commento su Twitter del premier Giuseppe Conte, mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel parla di "proposta costruttiva". "Dobbiamo procedere in fretta" è invece l'appello del presidente francese Emmanuel Macron, cui fa eco il premier spagnolo Pedro Sanchez sollecitando un "accordo rapido" tra i leader dell'Unione, che si incontreranno – per la prima volta in presenza dall'inizio della pandemia – il 19 giugno.

Come atteso frenano gli entusiasmi i leader dei quattro Paesi frugali, con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz a ricordare che il pacchetto presentato da von der Leyen è solo un punto di inizio e il premier olandese Mark Rutte che esclude che quanto proposto possa essere il risultato finale dei negoziati. Il primo ministro svedese Stefan Löfven teme infatti un incremento significativo dei contributi nazionali al bilancio UE, mentre il ministro degli esteri danese Jeppe Kofod boccia senza mezzi termini il budget proposto come troppo elevato.

Da parte sua la presidenza croata del Consiglio si dice pronta a fare il possibile per arrivare a un accordo prima della pausa estiva: i nostri cittadini e le nostre imprese, gravemente colpiti dalla pandemia, hanno bisogno di sostegni mirati in fretta, si legge sull'account ufficiale Twitter.

I commenti della stampa

Sulla stampa nostrana l'attenzione va anzitutto ai fondi destinati all'Italia, primo beneficiario con circa 173 miliardi totali. Di “rivoluzione dei canoni dell'Unione impensabile fino a poche settimane fa” parla il corrispondente da Bruxelles di Repubblica Alberto D'Argenio, che attribuisce all'ex premier Paolo Gentiloni, commissario responsabile per l'Economia, parte del merito della proposta UE.

Più cauto l'ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, che sempre su Repubblica individua tre punti forti del pacchetto Von Der Leyen: la proposta è politicamente ragionevole e ha buone possibilità di successo; le condizioni di erogazione sarebbero favorevoli per l'Italia; le risorse saranno rese disponibili ai Paesi solo per progetti coerenti con le raccomandazioni per Paese del Semestre europeo. Insomma, non "un momento hamiltoniano, come alcuni hanno detto con riferimento al primo segretario del Tesoro degli Stati Uniti d'America che promosse l'unificazione del debito contratto dai singoli Stati durante la guerra d'indipendenza", ma comunque un importante "rafforzamento dei legami tra i membri dell'Unione europea".

Sul Corriere un editoriale di Mario Monti cita Jean Monnet - “l'Europa si forgerà nelle crisi e sarà la somma delle soluzioni che saranno date a quelle crisi” - e riconosce al piano proposto dalla presidente Ursula von der Leyen una visione capace, “oltre ad alimentare la ripresa dell’economia”, di “rafforzare dalle fondamenta l’edificio della UE, ristrutturarlo dove è necessario, renderlo più vivibile per la prossima generazione di europei”.

Corretta, secondo l'ex commissario ed ex premier Monti, la scelta di “formulare una nuova proposta di bilancio 2021-2027 e collocare in quell’alveo i più massicci interventi del Recovery Plan, anziché affastellare interventi in una pluralità di fondi ad hoc, poco trasparenti e sottratti al controllo democratico esercitato dal Parlamento europeo”.

Richiamano invece l'attenzione sul fattore tempo Manuela Perrone e Gianni Trovati su Il Sole 24 Ore: “la maxi-manovra ora in discussione alla Camera ha esaurito tutti gli spazi di debito a disposizione, e i primi aiuti UE servono quest’anno”. Servono soluzioni immediate per dare gambe alle misure previste fino alla partenza del nuovo fondo, nel 2021.

Un elemento facilitante è rappresentato dal fatto che la Germania si appresta ad assumere, dal 1° luglio, la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione. “Se tutto andrà bene - scrive sempre su Il Sole Gerardo Pelosi - a partire da ottobre l'Italia potrà contare su una parte dei fondi UE raccolti tra vari programmi (soprattutto React)”. La stima per queste prime risorse sarebbe di 12-13 miliardi, di cui almeno 2,5 miliardi, secondo Pelosi, potrebbero andare all'Italia.

“Il fondo di ripresa dell'UE deve affrontare ostacoli prodigiosi per raggiungere il consenso”, titola il Financial Times, che poi mette in fila tutte “le trappole” che rendono complesso il negoziato tra i governi: le dimensioni del Recovery fund, la quota di denaro destinata a essere distribuita sotto forma di sovvenzioni rispetto ai prestiti, le condizioni per l'accesso ai fondi da parte degli Stati membri, i criteri di distribuzione delle risorse tra i Paesi e il modo – finora nebuloso – in cui l'UE dovrebbe ripagare i suoi debiti.

Di cammino tortuoso parla anche El Pais, ricordando che difficilmente i quattro paesi frugali accetteranno gli aiuti sotto forma di sovvenzioni che costituiscono il grosso del nuovo strumento Next Generation EU proposto dalla Commissione. D'altra parte, osserva Le Monde, si tratterebbe di accettare una svolta storica in senso federale, con la Commissione che si dota di una capacità di prestito eccezionale, emettendo e rimborsando prestiti a nome dei 27, anche di coloro che di questo fondi non sono beneficiari.

Per approfondire: Programma per la ripresa e bilancio UE potenziato per uscire dalla crisi

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