Banca d’Italia: nel 2020 il Pil rischia di oscillare tra -9% e -13%

 

Studio Banca d'Italia sugli effetti della pandemia sul Pil: Photocredit: romanakr da PixabayUn nuovo studio della Banca d’Italia delinea due possibili scenari illustrativi delle conseguenze della pandemia su Pil, occupazione, export e turismo. A seconda dell’andamento dei contagi e del commercio mondiale, il crollo del prodotto interno lordo italiano oscilla tra il -9% e il -13% nel 2020.

Previsioni di primavera: in UE una recessione profonda e disomogenea

Il contesto attuale non permette ancora di avere previsioni molto accurate. Purtroppo si conosce ancora poco del virus e qualsiasi stima sull’andamento della curva epidemiologica è azzardato. Ciò nonostante la Banca d’Italia ha tracciato due possibili scenari illustrativi delle conseguenze della pandemia sulla nostra economia.

Nonostante si tratti di previsioni che, per loro natura, contengono ampi margini di incertezza e in parte di arbitrarietà, i due scenari proposti espongono comunque numeri che derivano da andamenti ipotizzabili.

Scenario centrale: se i contagi rallentano, nel 2020 il Pil scenderà al -9% 

Il primo scenario "centrale" viene costruito sulla base di una serie di ipotesi più confortanti dal punto di vista epidemiologico che resta sotto controllo e della progressiva ripresa delle attività produttive senza nuovi intoppi, e assume una contrazione del commercio mondiale in linea con quella dei principali previsori. In particolare le ipotesi di partenza prevedrebbero che:

  • La quota di attività produttive interessate da provvedimenti di sospensione, che era pari a circa 1/3 del valore aggiunto in aprile, scenda intorno al 10% in maggio e diminuisca ulteriormente in giugno, e che a ciò segua un recupero dell’attività relativamente rapido nella seconda metà dell’anno; 
  • Il commercio mondiale si contragga del 12% nell’anno con una ripresa parziale nel 2021;
  • Gli arrivi di turisti stranieri rimangano pressoché nulli nella parte restante dell’anno e recuperino gradualmente nel 2021.

Se così fosse, nel 2020 il Pil italiano cadrebbe del 9%, per poi espandersi del 4,8% nel 2021, con un contributo delle politiche attuate dal governo nel contenere la contrazione del Pil valutabile nell’ordine del 2%.

Con queste ipotesi di partenza, inoltre, le ripercussioni su investimenti, import-export e lavoro sarebbero negative nel 2020, per poi riprendersi gradualmente dal prossimo anno. Su questi fronti, infatti, lo scenario “centrale” prevede:

  • Un calo nel 2020 degli investimenti di oltre il 12%, per poi avere un parziale recupero della caduta il prossimo anno. Ad incidere sull’andamento sarebbe soprattutto la maggiore incertezza sulle prospettive dell’attività economica;
  • Una riduzione del 15% delle esportazioni di beni e servizi nel 2020, riflettendo l’andamento della domanda estera e il sostanziale arresto nell’anno in corso dei flussi turistici internazionali, per poi tornare ad espandersi dell’8% nel 2021;
  • Una discesa di oltre il 17% delle importazioni nel 2020 e un parziale recupero il prossimo anno;
  • Un crollo dell’occupazione del 10% nel 2020, per poi recuperare metà della caduta il prossimo anno. Una percentuale che però potrebbe aggirarsi attorno al 4% quest’anno grazie all’esteso ricorso alla cassa integrazione.

Sace: export in ripresa in autunno, soprattutto per alcuni settori

Scenario più severo: ripresa dei contagi e Pil al -13%

Il secondo scenario illustrativo redatto dagli studiosi di Bankitalia parte invece dall’ipotesi di un protrarsi dell’epidemia con la necessità di contrastare possibili nuovi focolai con:

  • Ripercussioni sulla fiducia e sulle decisioni di spesa dei cittadini e di investimento delle imprese; 
  • Cali più consistenti nel commercio mondiale che potrebbero arrivare al 20% e strozzature alle catene globali del valore; 
  • Un ulteriore deterioramento delle condizioni finanziarie.

In questo quadro nel 2020 il Pil scenderebbe di quattro punti percentuali in più rispetto al primo scenario, attestandosi ad un -13% e la ripresa nel 2021 sarebbe più graduale.

Neanche in questo scenario, peraltro, si considerano eventuali effetti (non lineari e difficilmente quantificabili) che potrebbero derivare da episodi diffusi di insolvenza tra le imprese che incidano in misura marcata sulla capacità produttiva dell’economia, o da nuove ondate epidemiche globali.

CdM approva il Documento di economia e finanza - DEF 2020

In attesa delle proiezioni macroeconomiche di giugno

Entrambi gli scenari illustrativi, comunque, sono  degli esercizi che non prefigurano necessariamente i risultati delle proiezioni macroeconomiche dettagliate per il Paese, che saranno formulate dalla Banca d’Italia nell’ambito dell’Esercizio previsivo coordinato dell’Eurosistema e per le quali bisogna attendere il prossimo 5 giugno.

Le simulazioni, infatti, rappresentano soprattutto analisi di scenario che si appoggiano su un ventaglio eccezionalmente ampio delle valutazioni formulate dagli osservatori per la crescita in Italia nel 2020 e nel 2021 e che ipotizzano per quest’anno una caduta tra il -6% e il -15% e per il prossimo anno una ripresa tra il 2% e il 13%.

Covid-19, la ripartenza potrebbe essere rapida

Photocredit: romanakr da Pixabay

Per leggere il contenuto prego
o