Assemblea Confcommercio 2019 - le priorita' per la crescita economica

 

Assemblea Confcommercio 2019 - photocredit ConfcommercioPer far ripartire l'economia italiana occorre puntare su innovazione, infrastrutture e riforma fiscale. E' questo l'appello lanciato dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli in occasione dell'Assemblea generale 2019 a Roma.

Decreto Crescita – il giudizio degli stakeholder

Nella sua relazione Sangalli fa il punto sulle politiche economiche adottate dal Governo, proponendo una serie di interventi per sostenere la crescita del paese.

> CdM approva Documento economia e finanza – DEF

Cosa serve per far ripartire l'economia italiana

Con riferimento al DEF 2019, il presidente di Confcommercio ha approvato pienamente gli obiettivi di “inclusione sociale, contrasto alla povertà, avvio al lavoro della popolazione inattiva e miglioramento dell’istruzione e della formazione” definiti del documento. Tuttavia ha sottolineato che i circa 43 miliardi di euro destinati, nel triennio 2019-2021, al finanziamento del reddito di cittadinanza e di quota 100 determinerebbero una crescita aggiuntiva per non più dello 0,7%.

Si tratta di una ripresa quasi nulla in uno scenario in cui il debito continua a crescere e il PIL è stagnante. "Per la crescita, si deve e si può fare di più", ha dichiarato Sangalli, ricordando che il PIL italiano è cresciuto in termini reali ad un tasso medio di mezzo punto all’anno a fronte dell’1,7% della media europea.

Per crescere servono due ali - innovazione e infrastrutture - e un motore, rappresentato dalla riforma fiscale. E' bene quindi andare avanti con le Strategie nazionali per la banda ultra-larga e per l’intelligenza artificiale, con il Piano Impresa 4.0 e con il Fondo nazionale per l’innovazione.

Sul fronte delle infrastrutture, delle connessioni e delle reti occorre una strategia europea integrata, un approccio equilibrato al progetto cinese della nuova Via della Seta e un sistema nazionale integrato dei trasporti.

Per quanto riguarda la riforma fiscale, invece, la condizione da cui non si può prescindere è l'eliminazione definitiva degli aumenti delle aliquote IVA previsti nel prossimo biennio. Si aggiunge poi la "necessità di un complessivo riordino della tassazione locale e di una compiuta deducibilità dell’IMU gravante sugli immobili strumentali delle imprese".

Nel dettaglio Confcommercio propone l’introduzione di un’unica “local tax” che accorpi, quantomeno, le attuali IMU e TASI.

> Relazione

Commenti

Nel corso dell'Assemblea è intervenuto anche il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, che ha dichiarato: "l'anno scorso sono venuto qui a dire che l'IVA non sarebbe aumentata e allo stesso modo dico oggi, con molta fermezza, che non aumenterà neppure nella prossima Legge di bilancio. Lo dico non come un annuncio ma con la credibilità con la quale abbiamo affrontato altre questioni".

La proposta di accorpare IMU e TASI in un'unica imposta è certamente condivisibile, ha commentato il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani, ribadendo che questa soluzione "deve essere ambiziosa e non limitarsi a una mera sommatoria di imposte esistenti". E' necessario infatti "dare vita a un tributo effettivamente legato ai servizi, a carico dei detentori degli immobili, deducibile dal reddito di persone fisiche e imprese, e tale da superare l'attuale sistema di imposizione patrimoniale attraverso una concezione più moderna. Solo così si raggiungerebbe l'obiettivo di una maggiore equità per i contribuenti e di una più virtuosa gestione dei servizi da parte dei Comuni".

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