OICE: il mercato degli appalti e' uscito dalla deriva recessiva

 

AppaltiNel 2018 aumenta in valore il mercato dei bandi per servizi di ingegneria. Meno brillanti, dopo il boom del 2017, i dati del mercato dela sola progettazione di opere pubbliche. A dirlo è l’ultima rilevazione dell’Osservatorio OICE-Informatel.

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Secondo gli ultimi dati dell'osservatorio OICE-Informatel, aggiornati al 31 dicembre, il 2018 è stato un anno positivo nel valore (+4,5% rispetto al 2017) e in leggerissima riduzione (-2,5%) per il mercato dei servizi di ingegneria e architettura

Meno brillanti i dati dei bandi per la sola progettazione di opere pubbliche, che nel 2017 avevano visto risultati record. Nei dodici mesi del 2018, spiega OICE (Associazione di categoria, aderente a Confindustria, che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica), le gare sono state 3.178, in calo del 10,4% rispetto al 2017, per un importo complessivo di 617,3 milioni di euro, con un -27,9% sull’anno precedente.

Se si escludono, però, i 32 maxi accordi quadro ANAS da 192 milioni di euro pubblicati a novembre 2017, il valore degli ultimi dodici mesi risulterebbe in crescita del 9,6%.

Al di là del dato negativo relativo al mercato della progettazione di opere pubbliche, è ormai assodato, ha commentato il presidente dell’OICE Gabriele Scicolone, che si è usciti dalla deriva recessiva degli anni precedenti al Codice appalti (D.lgs 50-2016).

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Rimangono, poi, a livelli molto alti i ribassi con cui le gare d’appalto vengono aggiudicate. Sulla base dei dati raccolti fino a dicembre 2018, infatti, il ribasso medio sul prezzo a base d'asta per le gare indette nel 2018 risulta intorno al 41%, in linea con quello per le gare pubblicate nel 2016, pari al 42,9%, e per quelle del 2017, pari al 40,1%.

Sono, inoltre, aumentate le gare italiane pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, passate dalle 963 unità dei dodici mesi del 2017 alle 1.152 del 2018, con un +19,6%, quasi il doppio rispetto alla media dei Paesi UE, che nel medesimo periodo presentano una crescita più modesta, pari al +10,6%. 

Cresce nel 2018 anche l’incidenza dell'Italia sulla totalità dei bandi pubblicati in UE, sebbene la quota si attesti appena al 3,9%. Un dato di gran lunga inferiore, conclude l'OICE, rispetto a quello di Paesi di paragonabile rilevanza economica: 24,1% per la Germania, 24% per la Francia, 13,1% per la Polonia e 4,3% per la Svezia.

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