Auto elettriche – in Italia si attende lo sblocco degli incentivi

 

Auto elettricheMentre fioccano gli annunci di investimenti milionari nell'auto elettrica, l'Italia attende ancora il possibile sblocco degli incentivi, che il Governo aveva annunciato a ottobre.

Auto elettriche – incentivi determinanti, ma l'Italia e' in ritardo

Nella settimana del salone dell'auto di Detroit, fioccano annunci di investimenti milionari nel settore dell'auto elettrica.

L'ultimo in ordine di tempo - arrivato proprio in occasione del Detroit Auto Show, in programma fino al 28 gennaio – arriva da Ford: la casa automobilistica statunitense ha deciso di scommettere sul futuro della mobilità, annunciando di voler spendere 11 miliardi di dollari entro il 2022 per creare versioni ibride e completamente elettriche dei propri modelli.

Renault, Nissan e Mitsubishi lanciano un fondo da 1 miliardo

Ma non è l'unico annuncio riguardante gli investimenti nel futuro della mobilità arrivato nell'arco della settimana. Pochi giorni prima, la partnership franco-giapponese tra Renault-Nissan e Mitsubishi ha lanciato Alliance Ventures, un nuovo fondo di venture capital che intende investire nei prossimi 5 anni fino a 1 miliardo di dollari per supportare iniziative di open innovation.

Radar puntato in particolare su elettrificazione, sistemi autonomi, connettività e intelligenza artificiale. La prima scommessa del fondo, spiega Alliance Ventures, sarà un investimento su Ionic Materials, una “promettente azienda statunitense che sta sviluppando polimeri per batterie a stato solido senza cobalto”, un materiale rivoluzionario che consentirà di “migliorare le performance e i costi delle batterie ad alta energia per il settore automotive e per altre applicazioni”.

Il dietrofront di Marchionne: la prima supercar elettrica sarà Ferrari

“Entro il 2025 la metà delle auto prodotte al mondo sarà elettrificata e i veicoli a gas e a benzina cederanno il passo a quelli ibridi ed elettrici”. Così, in un'intervista a Bloomberg, l'amministratore delegato di FCA rivede le sue stime sull'auto elettrica, che qualche mese fa aveva definito “una minaccia per il pianeta”.

“I produttori di auto hanno meno di un decennio per reinventarsi o rischiano di essere travolti dal cambiamento nel modo di alimentare, guidare e acquistare i veicoli”, ha aggiunto Marchionne, annunciando non solo l'arrivo sul mercato (nel 2020) del suv Ferrari, ma aprendo anche alla possibilità di una supercar elettrica del cavallino rampante.

Se il settore automotive sembra ormai parlare con un'unica voce, lo stesso si dica del comparto energia, pronto ad accogliere la mobilità del futuro con investimenti adeguati. “L’auto elettrica è il futuro delle quattroruote e del trasporto urbano”, ha dichiarato in questi giorni l'ad di Enel Francesco Starace. Un futuro prossimo, più di quanto ci si possa immaginare: “Fra due o tre anni le case automobilistiche tedesche produrranno mezzi con batterie che consentiranno di percorrere 500-600 chilometri e così nessuno avrà più timore di rimanere senza carica”.

La volontà del gruppo di scommettere sulle auto elettriche non è una novità: risale a novembre il lancio di e-Mobility Revolution, il piano nazionale per l’installazione di infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici che vale tra i 100 e i 300 milioni di euro e che vedrà la posa di circa 7mila colonnine entro il 2020, per arrivare a 14mila nel 2022.

“Dobbiamo espandere le reti dei punti di ricarica e creare piattaforme per fare in modo che se non circolano diventino fonte di guadagno per i proprietari immettendo energia nella rete elettrica”, ha aggiunto Starace.

Ma l'Italia è in ritardo, anche per l'assenza di incentivi

Dai dati dell’Unione nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (UNRAE), risulta che le immatricolazioni delle auto elettriche nel mese di dicembre 2017 hanno rappresentato lo 0,1% dell’intero mercato automobilistico italiano.

Una percentuale decisamente bassa, soprattutto se confrontata con quella di altri Paesi europei. In Germania, ad esempio, le e-cars hanno registrato un aumento del 119,6% nel 2017, toccando quota 0,7% con 25.056 unità (dati ACEA, Associazione dei costruttori Europei). O si prenda il caso norvegese, dove i veicoli elettrici nel 2016 hanno rappresentato il 40,2% delle nuove immatricolazioni, e dal 2025 le uniche auto che potranno essere immatricolate saranno senza motore endotermico.

Ma quello norvegese non è certo un miracolo, semmai rappresenta il risultato di un mix virtuoso tra politiche energetiche lungimiranti e investimenti privati. All'origine del successo norvegese c'è anche un sistema di incentivi che premia l’acquisto di un'auto elettrica coprendo dal 39 al 67% del prezzo netto di acquisto.

In Italia, al contrario, il meccanismo degli incentivi stenta a decollare. O, per meglio dire, sembra un capitolo chiuso. Al momento, infatti, incentivi per l'acquisto di auto elettriche in Italia non esistono, e anche quelli messi in campo dall'Esecutivo in passato non erano rivolti ai privati cittadini.

Per trovarne menzione nell'impianto normativo nazionale dobbiamo fare un salto indietro di 5 anni. Il decreto Sviluppo, convertito nella Legge n. 134/2012, prevedeva incentivi per l'acquisto di veicoli verdi a basse emissioni complessive, ma si trattava di veicoli elettrici, ibridi, a metano, a biometano, a GPL, a biocombustibili e a idrogeno prevalentemente ad uso aziendale e pubblico.

Le risorse messe a disposizione – 120 milioni per il triennio 2013-2015 - sono terminate prima del 2015.

Qualche timido spiraglio si era aperto a novembre, quando è stata presentata la Strategia energetica nazionale: in quell'occasione era stato il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda a far sperare in uno sblocco dell'impasse, annunciando che l'Esecutivo stava ragionando su “un incentivo per svecchiare il parco circolante”.

Ma, aveva tenuto a ribadire il ministro, “è un tema delicato perché la fonte finanziaria individuata, che poteva essere una componente della bolletta, è forte, quindi abbiamo chiesto al Parlamento un’ampia condivisione delle forze politiche. Aspettiamo le risposte. Ovviamente è una transizione verso diversi modelli, gas, elettrico, ibrido: non vogliamo una rottamazione vecchia maniera”.

D'altro canto, per arrivare a centrare gli obiettivi della Strategia energetica nazionale, le auto elettriche svolgono un ruolo determinante. Quelle previste al 2030, aveva dichiarato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti sempre presentando la SEN, “sono quasi 5 milioni”.

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