BRICS - priorita' e prospettive di sviluppo per il 2018

 

BRICS - Photo credit GovernmentZADalla presidenza sudafricana alle ipotesi di allargamento, ecco un quadro delle prospettive - in termini economici, sociali e di sviluppo - delle principali economie emergenti nel contesto internazionale. 

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Si intitola “Dalla presidenza della Cina 2017 alla presidenza del Sudafrica 2018” il documento di resoconto del quinto incontro del Laboratorio sui BRICS di Eurispes, svoltosi il 14 novembre 2017 nella sede romana dell’istituto che dal 1982 opera nel campo della ricerca politica, economica e sociale. E' con l'aiuto di questo documento che proviamo a tracciare un quadro su sfide e opportunità del presente e, soprattutto, del futuro dei Paesi BRICS: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.

Al centro della riunione, le nuove prospettive del sistema BRICS date dalla presidenza del Sudafrica nel 2018 e dalla proposta del BRICS PLUS. Tra gli spunti emersi durante l'incontro di esperti, anche la scarsa conoscenza di Italia e Europa su questi temi.

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2018: gli obiettivi di presidenza del Sudafrica

Si è svolto nella città cinese di Xiamen il 4 e il 5 settembre 2017 il IX vertice del gruppo delle economie emergenti all’insegna del tema centrale "BRICS: partnership più forte per un futuro migliore”.

Se con il summit di settembre, si legge nel resoconto di Eurispes, “è iniziato il secondo decennio del coordinamento dei BRICS”, il 2018 inaugura la presidenza del Sudafrica che, continua il rapporto, si impegna ad “avviare e consolidare questo nuovo percorso decennale e rafforzarlo con iniziative concrete”. 

Ad illustrare gli impegni che il Sudafrica intende realizzare nel corso del suo anno di presidenza, si legge nel resoconto, è Anne-Marie Moulton, ministro plenipotenziario e consigliere per gli Affari multilaterali dell’Ambasciata del Sudafrica a Roma, che ha partecipato alla riunione del Laboratorio sui BRICS in qualità di ospite d’onore.

Il 2018, spiega Moulton, avrà un particolare significato nella traiettoria storica di questi Paesi, poichè “completerà il primo decennio dei vertici BRICS”. Nell’ottica di “assicurare la massima sinergia e continuità” negli sforzi del gruppo, il Sudafrica intende “allineare strategicamente la sua presidenza […] con quella della Cina” - appena conclusasi - al fine di pianificare gli obiettivi strategici per il prossimo decennio. 

La strategia del Sudafrica, continua Moulton, si svilupperà su quatto livelli:

  • interno,
  • regionale,
  • cooperazione sud-sud,
  • globale.

Sul fronte interno, il Sudafrica lavorerà per sostenere gli interessi nazionali e proseguire le priorità economiche fondamentali oltre che le “tre sfide” di: 

  • riduzione della povertà, 
  • creazione di posti di lavoro, 
  • riduzione delle disuguaglianze. 

Nell’ambito di tale pilastro rientra anche il lavoro per “migliorare le relazioni commerciali e di investimento” tra gli stessi partner del gruppo.

Nel contesto regionale, tra gli obiettivi principali della presidenza sudafricana, spiccano: 

  • ottenere il sostegno dei partner BRICS per la promozione dell'Agenda 2063 dell'Unione Africana,
  • garantire la sinergia tra le economie del gruppo in materia di impegno con l’Africa.

In termini di “cooperazione sud-sud”, continua l’analisi di Moulton, attraverso i BRICS il Sudafrica intende “mettere in primo piano l'Agenda del Sud Globale” e “promuovere l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”.

Da un punto di vista globale, infine, Pretoria continuerà il lavoro già avviato per affrontare il problema della “rappresentazione distorta dei Paesi emergenti e in via di sviluppo nelle strutture della governance globale”.

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BRICS PLUS: di cosa si tratta

L’idea di un allargamento del gruppo delle economie emergenti, il cosiddetto BRICS PLUS, è stata per la prima volta accennata dal ministro degli Esteri di Pechino Wang Yi a marzo 2017, provocando speculazioni e ipotesi in merito ad un'imminente espansione della compagine. Ipotesi respinte dallo stesso ministro cinese, anche in occasione del vertice di Xiamen, quando Pechino, che nel 2017 ha detenuto la presidenza del gruppo dei BRICS, ha invitato Egitto, Kenya, Tagikistan, Messico e Thailandia a partecipare al summit, in qualità di “osservatori”.

Pur non confermando alcuna ipotesi concreta su un futuro allargamento, Wang si è detto fiducioso del fatto che estendere le discussioni e il dialogo anche ai Paesi non-BRICS porterà vantaggi non solo a chi del gruppo fa già parte ma, più in generale, a tutti i mercati emergenti e i Paesi in via di sviluppo.

La proposta del BRICS PLUS contenuta nella Dichiarazione Finale del IX vertice, si legge nel resoconto del Laboratorio di Eurispes, “apre il nuovo decennio con una prospettiva di ulteriore allargamento del coordinamento BRICS" i cui termini concreti, sottolineano però gli esperti, sono ancora tutti da definire.

Perchè serve più conoscenza del sistema BRICS in Italia e in Europa

Nell’ambito della riunione del Laboratorio, tutti gli esperti, si legge nel documento di resoconto, hanno concordato sul fatto che tanto in Italia quanto in Europa vi sia una conoscenza insufficiente della realtà dei BRICS, “delle loro strategie e molteplici iniziative”. 

In tal senso, sia gli analisti che i decisori politici ed economici dovrebbero approfondire l’analisi e la conoscenza di queste realità. CIò, concludono gli esperti, in vista di:

  • acquisire una maggiore capacità di valutare adeguatamente l’impatto che le iniziative di questi Paesi possono avere “sullo scenario internazionale e in ambito regionale”, come, per esempio, nel Mediterraneo, in Europa e in Africa,
  • aumentare le possibilità di cooperazione e le iniziative di collaborazione con il coordinamento di tali Paesi.

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Photo credit: GovernmentZA

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