Carbone – un morto vivente, che l’UE vuole abbandonare

 

Decarbonizzazione - Photo credit: Greg GoebelGran parte delle centrali a carbone europee ha i conti in rosso. E Bruxelles lancia una piattaforma per facilitare la transizione all’energia pulita.

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Morti viventi. Così Carbon Tracker, think tank indipendente che analizza l'impatto del cambiamento climatico sui mercati finanziari e sugli investimenti in idrocarburi, definisce le centrali a carbone europee nel suo ultimo rapporto “Lignite of the living dead”.

Carbone: un morto che cammina

Ad oggi, il 54% del carbone europeo non è più in grado di generare profitti e, se l’UE intende mantenere le promesse fatte alla COP21, entro il 2030 il numero delle centrali obsolete sarà salito al 97%, causando perdite per 22 miliardi di euro.

Gran parte di queste centrali si trova in Germania, che conta quasi 50 GW di potenza totale installata nel carbone. Secondo le stime fornite da Carbon Tracker, in tutto il Paese le perdite associate agli impianti obsoleti (stranded value) potrebbero attestarsi a 12 miliardi di euro.

Lignite of the living dead

Al via piattaforma UE per assistere regioni in transizione energetica

In concomitanza con il rapporto pubblicato dal think tank, la Commissione europea ha lanciato una nuova piattaforma per facilitare i progetti e le strategie a lungo termine per le regioni del carbone per la transizione dell'attività estrattiva e il riequilibrio ambientale.

L'idea di fondo è che la generazione di elettricità derivante dal carbone stia declinando a livello globale, e che si tratti di un trend irreversibile anche in Europa. La piattaforma fungerà da punto d'incontro delle parti interessate nazionali, regionali, locali e dell'UE che partecipano alla transizione, al fine di aiutarle a creare partenariati e imparare dalle rispettive esperienze: le sue attività saranno dapprima incentrate sulle regioni carbonifere, nell'ottica di estenderle in futuro alle regioni ad alta intensità di carbonio.

La piattaforma è concepita in modo da promuovere la transizione energetica conferendo un'attenzione maggiore all'equità sociale, alla trasformazione strutturale, alle nuove competenze e al finanziamento dell'economia reale.

Il varo della piattaforma avviene alla vigilia del vertice “One Planet”, organizzato dal presidente francese Emmanuel Macron per celebrare il secondo anniversario dell'accordo di Parigi sul clima. Al vertice la Commissione intende ribadire il suo impegno a favore di un politica climatica proattiva e dimostrare che l'UE è un riferimento esemplare nell'azione di lotta contro i cambiamenti climatici. La nuova piattaforma costituisce una delle azioni di accompagnamento del pacchetto "Energia pulita per tutti gli europei” varato a novembre dello scorso anno.

Le altre azioni UE per accelerare la decarbonizzazione

Bruxelles sostiene già la transizione nelle regioni ad alta intensità di carbone e carbonio mediante la politica di coesione, aiutando dunque le regioni a realizzare le trasformazioni economiche sfruttando i punti di forza della "specializzazione intelligente", ossia i settori di nicchia delle regioni, in cui risiedono le forze competitive, per sposare l'innovazione e la decarbonizzazione.

Parallelamente, la Commissione lavora su una base sperimentale con un numero ristretto di regioni degli Stati membri per pianificare e accelerare il processo della diversificazione economica e della transizione tecnologica attraverso l'assistenza tecnica, lo scambio di informazioni e il dialogo bilaterale su misura relativo a fondi, programmi e strumenti di finanziamento dell'UE.

Nella seconda metà del 2017 sono state istituite squadre pilota nazionali per la Slovacchia, la Polonia e la Grecia, sulla base delle richieste di questi Stati membri, per assistere le regioni di Trencin, della Slesia e della Macedonia occidentale in base alle loro esigenze specifiche. Mano a mano che l'operato di queste squadre registra progressi, le loro esperienze saranno condivise con la piattaforma per le regioni carbonifere in transizione.

Commenti

Il commissario UE Maros Sefcovic, responsabile per l'Unione dell'energia, ha dichiarato: “Le sfide cui si trovano confrontate le regioni carbonifere dell'UE possono essere vinte solo in partenariato con tutti gli attori presenti. L'Unione dell'energia è il quadro di riferimento giusto. Vogliamo lavorare in stretta collaborazione con le parti interessate nazionali, regionali e locali per sostenere la trasformazione strutturale, impiegando soluzioni su misura e tutti i mezzi a disposizione. Il nostro obiettivo è far sì che ogni regione tragga beneficio dalla transizione all'energia pulita, creando allo stesso tempo occupazione e promuovendo gli investimenti nelle nuove tecnologie.”

“Le amministrazioni, le imprese e le regioni del mondo intero stanno abbandonando il carbone. La generazione di energia elettrica dal carbone è in declino. È una tendenza irreversibile verso l'energia pulita, anche qui in Europa. Ma in questo cambiamento verso un futuro più sostenibile, per alcune regioni sarà più difficile di altre effettuare questa transizione. Tutti i cittadini europei dovrebbero trarne vantaggio e nessuna regione dovrebbe essere tagliata fuori nel momento in cui decide di abbandonare i combustibili fossili. Questa iniziativa aiuterà i paesi, le regioni, le comunità e i lavoratori europei a rilevare la sfida costituita dalla diversificazione economica che richiede la transizione verso l'energia pulita”, ha aggiunto Miguel Arias Cañete, commissario per l'Azione per il clima e l'energia.

La Commissaria responsabile per la Politica regionale, Corina Cretu, ha sottolineato: "Lavorare insieme a un futuro migliore per tutti è il nucleo della politica di coesione dell'Unione europea. Il nostro messaggio odierno alle regioni carbonifere è che la Commissione europea adotta azioni concrete per aiutarle a realizzare una transizione agevole verso un'economia moderna, sostenibile e positiva che non lasci indietro nessuno".

Photo credit: Greg Goebel

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