Sviluppo sostenibile – citta' italiane in ritardo

 

Sviluppo sostenibile - Photo credit: Gilberto GaudioLe città più intelligenti sono anche quelle più vicine agli obiettivi di sviluppo sostenibile. Ma il sistema urbano italiano, soprattutto al Sud, deve migliorare.

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Malgrado i progressi raggiunti da alcune realtà, il sistema urbano italiano è in ritardo nel realizzare i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) indicati nell’Agenda delle Nazioni Unite 2030. Sono alcune delle conclusioni che si possono trarre da ICity Rate 2017, il rapporto annuale realizzato da FPA, società del gruppo Digital360, per fotografare la situazione delle città italiane nel percorso per diventare “smart”, ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili.

Il rapporto è stato presentato nel corso di ICity Lab, la manifestazione di FPA che si è tenuta il 24 e 25 ottobre a Milano.

Niente Smart City senza sviluppo sostenibile

"La Smart City del futuro deve essere anche sostenibile, ma i risultati del rapporto ICity Rate 2017 evidenziano complessivamente un ritardo del sistema urbano italiano nei confronti degli obiettivi di sostenibilità, che rischia di limitare l’attrattività e la vivibilità dei nostri centri urbani", rileva Gianni Dominici, direttore generale di FPA.

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“I 106 comuni capoluogo analizzati raccontano un’Italia delle città senza una politica coordinata e un quadro di riferimento condiviso per rispondere a grandi sfide come cambiamento climatico, povertà, mobilità sostenibile, consumo di suolo e sicurezza. Serve un coordinamento di tutti i livelli di governo con al centro la dimensione urbana, perché nelle città si addensano i problemi sociali ed economici, ma si trovano anche le competenze e le risorse per risolverli”.

Milano è la Smart City più avanzata in Italia

Allo stesso tempo, prosegue Dominici, “Milano, Bologna e Firenze, le tre città al vertice di ICity Rate 2017, rappresentano modelli diversi di sviluppo e di governance urbana in grado di portare risultati importanti”.

Il capoluogo lombardo si conferma al primo posto nel rapporto Icity Rate per il quarto anno consecutivo, staccando le altre città in particolare per crescita economica, mobilità sostenibile, ricerca/innovazione, trasformazione digitale, con ottimi risultati anche nella partecipazione dei cittadini e nella gestione dei beni comuni.

Anche se in nell’edizione 2017 il distacco milanese rispetto alle altre città è quasi azzerato, per l’introduzione di variabili ambientali come il consumo di suolo (in cui si colloca al 97esimo posto) e la qualità dell’aria (98esimo), che ne riducono la distanza dalle città inseguitrici.

Al secondo posto, infatti, la tallona Bologna, medaglia d’argento con solo due punti di distanza dal vertice (contro gli oltre 50 del 2016), potendo vantare il primato nell’energia e nella governance e in generale un approccio complessivo di buon equilibrio nei diversi ambiti che compongono la “città intelligente”.

Firenze invece si riprende il terzo posto che aveva perso lo scorso anno, in particolare grazie a politiche nei settori turismo sostenibile e cultura, crescita digitale, energia e ambiente.

Seguono poi Venezia, Trento, Bergamo, Torino, Ravenna, Parma e Modena a completare la “top ten” delle Smart City italiane, in cui si scorge un forte blocco di città emiliano-romagnole, esempi di successo per sostenibilità, inclusione e innovazione. E in cui si evidenzia la forte accelerazione di Bergamo (sesto posto con un salto di ben 5 posizioni rispetto all’anno scorso), grazie ai buoni risultati in crescita economica e ricerca/innovazione, e di Trento (quinto posto, 3 posizioni guadagnate), grazie ad ambiente ed economia circolare.

Sud ancora troppo indietro

“Risulta pesante invece il ritardo strutturale di gran parte delle città del Sud e quello di Roma, su cui si evidenzia solo qualche debole segnale di movimento”, nota Dominici.

Scorrendo la classifica dei 106 capoluoghi italiani oggetto di indagine, la prima del Sud a comparire è Cagliari, solamente al 47esimo posto.

Mentre la coda del ranking è interamente occupata dalle città meridionali: all’ultimo posto Trapani, preceduta da Vibo Valentia, Caltanissetta, Agrigento, Crotone, Catanzaro, Enna, Catania, Foggia, Benevento.

Di lenta crescita è il risultato di Roma, al 17esimo posto della classifica generale: pur con uno scatto in avanti di 4 posizioni, soprattutto grazie alla trasformazione digitale (diffusione banda larga ed ultra larga, open data, utilizzo dei social, servizi on line, etc) la Capitale si conferma indietro rispetto alle città di vertice in parametri cruciali per le grandi città come mobilità sostenibile, energia, occupazione, governance.

Il digitale rende le città sostenibili

Per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità introdotti dall’Agenda 2030 dell’ONU, le città non possono rinunciare alle tecnologie digitali.

“Per realizzare veramente una ‘Smart Sustainable City’ è necessario ricorrere alle tecnologie ICT: il messaggio forte del primo giorno di ICity Lab è che per portare avanti processi di innovazione sociale, culturale ed organizzativa per migliorare la qualità della vita, i livelli di occupazione, la competitività è necessario investire in strumenti digitali”, sottolinea Dominici.

> ICity Rate 2017

MISE: al via indagine su innovazione sostenibile delle imprese

Alla vigilia dell’evento milanese, il Ministero dello Sviluppo economico ha lanciato un’indagine conoscitiva sulle buone pratiche delle imprese italiane “Innovazione sostenibile e inclusiva, e rendicontazione non finanziaria nel quadro dell’Agenda 2030”.

I dati raccolti verranno analizzati per valutare le implicazioni delle policy pubbliche in termini di strategie, meccanismi e processi innovativi delle imprese.

L’indagine è realizzata dal Punto di Contatto Nazionale per l’attuazione delle Linee Guida OCSE per le imprese multinazionali in materia di condotta di impresa responsabile (pcnitalia.mise.gov.it) in collaborazione con l'Helpdesk REACH del MiSE (reach.mise.gov.it)

L'iniziativa rappresenta un primo passo di un percorso che porterà alla stesura di un rapporto di sintesi a cura del MISE i cui elementi chiave costituiranno la descrizione delle pratiche d’impresa in un’ottica aziendale integrata.

Il questionario compilato deve essere inviato entro il 29 novembre 2017 all'indirizzo di posta elettronica: pcn1@mise.gov.it.

Photo credit: Gilberto Gaudio

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