Edilizia scolastica – Camera, rafforzare programmazione finanziaria

 

Edilizia scolastica - Photo credit: Istituto MatteiLa commissione Cultura della Camera propone di rafforzare una programmazione strutturata, sul piano finanziario e non, per l'edilizia scolastica. 

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La commissione Cultura della Camera dei deputati approva il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sull'edilizia scolastica. Documento che, oltre a riassumere le iniziative legislative sul tema dal 2013 ad oggi, avanza una serie di proposte.

Panoramica delle iniziative legislative per l’edilizia scolastica

Numerose e variegate le misure approvate dal 2013 ad oggi a favore dell'edilizia scolastica. Dall'allentamento del patto di stabilità interno per gli enti territoriali al Fondo unico, che da solo può contare su una dotazione di 3,9 miliardi per la messa in sicurezza, ristrutturazione e realizzazione di edifici scolastici.

E ancora, i cosiddetti mutui BEI, i prestiti agevolati per l'edilizia scolastica finanziati con fondi della Banca europea degli Investimenti, e l'Anagrafe dell'edilizia scolastica, resa pubblica e implementata sia nella struttura sia nelle informazioni del data base al fine di giungere ad un fascicolo elettronico di ogni singolo edificio.

Le risorse stanziate e la necessità di rafforzare la programmazione finanziaria

Negli ultimi anni, si legge nel documento, le risorse destinate all’edilizia scolastica sono state cospicue: sommando quelle stanziate dal 2014 al 2017 i cui programmi di spesa sono già stati avviati e le ulteriori somme stanziate a partire dal 2016, si arriva a 9 miliardi 573 milioni di euro

A luglio il Governo ha annunciato la mobilitazione di oltre 2,6 miliardi, dei 9 stanziati, per realizzare i prossimi passi in agenda in materia di edilizia scolastica.

Nello specifico:

  • 26,4 milioni destinati agli interventi di adeguamento sismico degli edifici scolastici;
  • 10 milioni per il ripristino delle funzionalità delle scuole nelle aree colpite dal sisma;
  • 20 milioni per 8 nuove scuole da realizzare con modalità di finanziamento e costruzione innovative;
  • 150 milioni destinati ai poli per l'infanzia;
  • 1,7 miliardi per la nuova programmazione unica nazionale 2018-2020, sempre in merito agli interventi di edilizia scolastica;
  • 321 milioni per interventi di adeguamento sismico e messa in sicurezza a seguito delle indagini diagnostiche per le Province e Città metropolitane;
  • 350 milioni per adeguamento sismico, messa in sicurezza, antincendio e conseguimento dell'agibilità in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia;
  • 100 milioni per le indagini di vulnerabilità sismica degli edifici e 6 milioni per le indagini diagnostiche sui solai e sui controsoffitti, per prevenire fenomeni di crollo.

Le proposte della commissione Cultura della Camera

“Si tratta di un indubbio passo avanti”, recita il documento. Ma i deputati sottolineano l’opportunità di rafforzare una programmazione strutturata sia sul piano finanziario che degli interventi materiali.

“In buona sostanza, si potrebbe migliorare la situazione con uno stanziamento ordinario di risorse, nell’ambito di un’unica programmazione nazionale, dotata di scopi concretamente identificati al di là della nominalistica etichettatura delle leggi (ad esempio, “scuole belle”, “scuole sicure”, “scuole innovative”), articolata per obiettivi quantificati e declinata in scadenze periodiche intermedie, all’approssimarsi delle quali il conseguimento di quegli obiettivi possa essere verificato, ad esempio con relazioni su collaudi, ispezioni e altro”.

Ma qui, sottolinea il documento, “si inserisce la cronica debolezza delle piccole e medie amministrazioni locali nel produrre e nel gestire progetti esecutivi: senza le effettive capacità professionali negli enti locali proprietari degli edifici, il concretizzarsi degli interventi e il conseguimento degli obiettivi diventano più problematici”.

> Indagine conoscitiva sull'edilizia scolastica in Italia

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