Venture capital – AIFI, operazioni concentrate al Centro-Nord

 

Venture Capital - Photo credit: Foter.comIl 70% delle operazioni di venture capital si concentrano al Centro-Nord. Ma dalla Campania giunge un segnale positivo.

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Venture Capital – Italia seconda al mondo per vantaggi fiscali startup

In base ai dati forniti da AIFI, l’associazione italiana del Private equity, venture capital e private debt, è ancora la Lombardia la patria delle startup e della raccolta di capitali di rischio in Italia: in base alla mappa regionale delle operazioni realizzate tra il 2013 e il 2016, su 480 operazioni di “early stage”, nelle prime fasi di vita di un’azienda, 160 (vale a dire una su tre) sono state realizzate in Lombardia e oltre il 70% ha riguardato startup del Centro-Nord.

Ma un segnale di ripresa del Mezzogiorno viene dalla Campania, che si piazza seconda, con 45 deal, circa il 9% del totale. Seguono, con 42 operazioni ciascuna, Emilia-Romagna e Sardegna.

Se si guarda all’ammontare investito è ancora la Lombardia in testa, con 97 milioni di euro, seguita da Sardegna (39 milioni) ed Emilia-Romagna (32 milioni di euro), mentre per trovare la Campania dobbiamo scendere alla quinta posizione.

Venture capital – AIFI, semplificare gli incentivi attuali

“Il settore del venture capital è ancora acerbo - afferma il direttore generale di AIFI, Anna Gervasoni - anche se il Governo, in quest’ultimo anno, ha messo in atto diverse iniziative a favore di uno sviluppo del mercato. In un quadro in cui sono pochi gli operatori, anche le operazioni supportate risultano limitate”.

Venture Capital Monitor: crescono investimenti in seed e startup

Malgrado i numeri ancora bassi rispetto ad altri Paesi europei, in base ai dati forniti dal rapporto di ricerca Venture Capital Monitor sulle operazioni di venture capital in Italia nel 2016, realizzato dall’Osservatorio VeMTM attivo presso la Business School della LIUC - Università Cattaneo con il supporto di AIFI e di EOS investment management, lo scorso anno ha fatto registrare segnali positivi.

Il 2016 si è chiuso con una crescita dei nuovi investimenti in seed - vale a dire nella primissima fase di sperimentazione dell’idea di impresa - e startup - l’investimento per l’avvio dell’attività imprenditoriale - con 92 target: +19% rispetto al 2015 (erano 77). Se si includono anche le operazioni realizzate dai business angels il numero delle società sale a 129, +10% rispetto al 2015.

Il numero degli investitori attivi (coloro che hanno fatto almeno un’operazione durante l’anno) si attesta a 82 (a cui si aggiunge la categoria dei business angel), +71%, rispetto al 2015 dove erano 48; il numero degli investimenti è stato pari a 205 (erano 126 nel 2015); in merito alla provenienza degli investitori, il numero dei deal realizzato da operatori stranieri, 18%, è in linea con lo scorso anno.

I business angel hanno partecipato a 28 operazioni molto spesso in affiancamento a un operatore di venture capital; questo dimostra come ci sia sinergia e un buon livello di cooperazione tra le due categorie di operatori.

Per quanto riguarda le operazioni di seed capital, l’investimento medio è di 0,95 milioni di euro per l’acquisizione di quote del 19%. Nelle operazioni di startup, l’ammontare medio, per il 2016, è stato di 2,7 milioni di euro per rilevare una quota media di partecipazione pari al 21%.

I dati sui reinvestimenti

Per la prima volta, l’Osservatorio ha mappato anche le operazioni di follow on, vale a dire i reinvestimenti in società già oggetto di investimento, per un totale di 10 round per complessivi 30 milioni di euro. Recependo i dati raccolti da Iban, l’associazione italiana dei business angels, in merito alle attività di investimento informale, nel 2016 sono state 37 le target oggetto di 82 operazioni: la Lombardia ha catalizzato il 41% delle operazioni mentre a livello di settore, Ict e sanità e apparecchiature medicali sono stati i comparti con il maggior numero di operazioni (entrambi il 22% degli investimenti).

Per quanto riguarda il mercato dell’early stage, complessivamente VeM e Iban hanno monitorato 129 target (+10% rispetto al 2015) di cui 64 sono state finanziate esclusivamente da venture capitalist, 28 in sindacato tra venture capitalist e business angels e 37 svolte unicamente da business angels. Il numero totale degli investimenti è pari a 287 di cui 129 riconducibili al venture capital, 76 ai fondi in collaborazione con i business angels; 82 realizzati solo da business angels.  

> Rapporto Venture Capital Monitor

Photo credit: Foter.com

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