Global Outlook - Italia, trend positivi per export e investimenti esteri

 

Internazionalizzazione - Photo credit: nickestamp via Foter.com / CC BY-NC-NDDall'ultimo Global Outlook emerge un quadro positivo delle imprese italiane che puntano ad export e investimenti su mercati esteri

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Il Global Outlook è un'iniziativa promossa dall’Istituto Affari Internazionali (IAI) volta a fornire, con la collaborazione di altri importanti gruppi italiani, un'analisi delle tematiche economiche e politiche rilevanti per le strategie delle imprese nostrane all'estero e l’azione dell'Italia a livello internazionale. Il rapporto finale dell'ultima edizione dello studio – la XX - è stato presentato a Roma il 6 luglio 2017.

Global Outlook 2017: le principali sfide 

Il Global Outlook 2017 è suddiviso in quattro parti, ognuna delle quali focalizzata su uno specifico aspetto:

  • la prima parte si concentra sullo scenario macroeconomico globale in una fase di congiuntura positiva ma anche di debolezze strutturali,
  • la seconda parte riguarda il contesto europeo, con focus sulle principali sfide dell'UE e la Brexit,
  • la terza parte analizza la situazione delle imprese italiane, con particolare attenzione all'internazionalizzazione e all'export,
  • la quarta e ultima parte è dedicata ad approfondimenti su Turchia, Egitto e Cina.

Di seguito, un focus sulla terza parte del documento, quella dedicata all'internazionalizzazione del sistema produttivo italiano, alla cui realizzazione hanno collaborato il Centro Studi di Confindustria (CSC) e il Centro Studi di SACE (Gruppo CDP).

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Confindustria: export made in Italy continua a crescere

Presentazione Global Outlook 2017Dal contributo del Centro Studi di Confindustria emerge una situazione di buone performance delle imprese italiane nell’export, a conferma di un trend che ha caratterizzato gli ultimi sei anni. Le esportazioni italiane sono infatti tornate “ben sopra ai livelli pre-crisi” (+5,6% nel 2016 rispetto al 2007), aumentando anche il loro peso sul PIL.

L’export italiano, spiegano gli esperti del CSC, ha difeso il “primato competitivo nei tradizionali presidi merceologici”, ma ha anche guadagnato posizioni in altri comparti, come quello degli apparecchi meccanici e quello farmaceutico.

Alla base di questa maggiore competitività delle imprese italiane, conclude CSC, vi sono tre principali fattori:

  • il miglioramento della qualità dei prodotti,
  • la partecipazione delle imprese manifatturiere italiane alle catene globali del valore, con una specializzazione a monte delle filiere,
  • l’innovazione.

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SACE: crescono anche investimenti diretti esteri

Conferma i buoni risultati delle imprese italiane all'estero anche il contributo del Centro Studi di SACE.

Dallo studio emerge infatti che l'Italia ha, negli ultimi decenni, aumentato notevolmente il flusso di investimenti diretti esteri in uscita, soprattutto attraverso “investimenti produttivi mirati ad incrementare il controllo di aziende estere” e ad approdare, così, su nuovi mercati.

Nel corso degli anni, le destinazioni finali di questi flussi, spiega SACE, sono progressivamente cambiate a favore delle attività nei mercati emergenti, i quali, si legge, presentano “maggiori margini di potenzialità per le aziende esportatrici e investitrici”, seppur con “elementi di rischio eterogenei e in aumento”.

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I processi di internazionalizzazione avviati a livello aziendale si sono “riflessi positivamente” anche sulle performance globali delle imprese. Le realtà che si rivolgono ai mercati internazionali, infatti, registrano “livelli di produttività più alti rispetto alle imprese attive sul mercato interno”. Una differenza, questa, che aumenta ulteriormente per le imprese che puntano a investimenti diretti all’estero e che ricevono partecipazioni da parte di imprese o gruppi esteri.

A presentare a Roma i risultati dei due contributi sull'internazionalizzazione delle imprese italiane sono stati Luca Paolazzi, direttore del Centro Studi di Confindustria, e Beniamino Quintieri, presidente di SACE.

Hanno partecipato all'evento di presentazione del Rapporto finale 2017 anche Ettore Greco, vicepresidente vicario dello IAI, Fabrizio Saccomanni, vicepresidente dello IAI e direttore del Global Outlook, Veronica De Romanis, docente alla Stanford University e alla LUISS, e Nathalie Tocci, direttore dello IAI.

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Photo credit: nickestamp via Foter.com / CC BY-NC-ND

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