Costruzioni - ANCE, aumenta presenza estera di imprese italiane

 

231 nuovi cantieri aperti all'estero, 70% dell'attività su mercati stranieri, 11 nuove destinazioni oltreconfine. Sono i numeri del rapporto ANCE sull'internazionalizzazione delle imprese italiane delle costruzioni.

Building site - Photo credit: Massmo Relsig via Foter.com / CC BY-NC-ND

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E' stato presentato ieri presso la sede del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale il  Rapporto estero ANCE 2016 sulla presenza delle imprese italiane di costruzione oltreconfine. Presenti all'incontro il numero uno della Farnesina Paolo Gentiloni, il direttore generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero Vincenzo De Luca e il presidente del Comitato Estero e vicepresidente ANCE (Associazione nazionale costruttori edili) Giandomenico Ghella.

Presenza italiana all'estero: aumentano cantieri e fatturato

Dal rapporto emerge innanzitutto che, nel 2015, le aziende italiane delle costruzioni hanno aperto all'estero 231 nuovi cantieri, per un valore di 17,2 miliardi di euro.

A livello complessivo, i cantieri avviati dalle imprese italiane oltreconfine hanno raggiunto quota 617 e valgono insieme 87 miliardi di euro. Il 2015 risulta l’undicesimo anno consecutivo, dal 2004, che ha registrato un aumento del fatturato prodotto all'estero dalle imprese edili del Made in Italy. Contestualmente all'incremento dell'attività estera, è interessante notare come le stesse imprese oggetto del sondaggio abbiano registrato, nel medesimo periodo, un calo del 24,3% sul mercato italiano.

Il confronto tra l'incremento dell'attività in terra straniera e il calo degli investimenti sul territorio italiano conferma un altro dato: quello, cioè, della forbice tra fatturato estero e fatturato nazionale delle imprese prese a campione, che nel 2015 ha raggiunto un rapporto 70-30, un valore mai raggiunto prima, spiega l'Associazione, e che “coinvolge tutte le classi dimensionali d’impresa”.

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Mercati esteri: Italia scopre nuove destinazioni e conferma presenza consolidata

Nel 2015 le imprese italiane del settore edile hanno operato, complessivamente, in 89 Paesi, 11 dei quali rappresentano nuovi mercati. Nello specifico:

  • Germania,
  • Regno Unito,
  • Repubblica ceca,
  • Ungheria,
  • Moldavia,
  • Montenegro,
  • Norvegia,
  • Isole di Capoverde,
  • Niger,
  • Indonesia,
  • Laos.

Si conferma, inoltre, una presenza stabile delle aziende edili nei Paesi più sviluppati. In particolare, spiega il documento dell'ANCE, “nel 2015 il 42% delle nuove commesse appartiene all’area dei Paesi Ocse, per un importo complessivo di oltre 7 miliardi”. Buoni risultati si sono registrati anche tra i Paesi G20, “dove il valore dei lavori acquisiti nel 2015 è stato di 5,6 miliardi”. La metà delle nuove commesse, continua il rapporto, si concentra in Europa.

Non meno positivo il dato dei nuovi lavori acquisiti in Medio Oriente. Le nuove commesse sono passate da un +5,3% nel 2014 a un +20,6% nel 2015, “grazie soprattutto ai nuovi lavori in Qatar".

A livello mondiale, è il Sud America "l’area geografica che mantiene la leadership nel portafoglio lavori italiano". Qui, infatti, si concentra il 23,1% dell’intero valore delle commesse a cui partecipano imprese italiane.

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Settori: strade e ferrovie al top del business oltreconfine

Con una quota del 24,2% sull’intero valore delle commesse, quello ferroviario è risultato anche nel 2015 il settore con la maggioranza di opere realizzate da imprese italiane. Segue a stretto giro il comparto delle infrastrutture stradali, con una quota del 22,3%, seguito a sua volta dal settore dell'idraulica, con un dato del 15%. Registra un incremento dei lavori il comparto dell’edilizia, sia residenziale che non residenziale, “che rappresenta oltre l’8% del portafoglio lavori”.

Sempre nel 2015, per quanto riguarda i contratti di concessione le imprese italiane, conclude l'ANCE, hanno partecipato a 22 progetti all’estero, “per un valore complessivo di 33,8 miliardi di cui circa 4,5 di loro diretta competenza”. A farla da padrone qui è il comparto delle autostrade, con una quota del 55% sul totale dei contratti attivi. Seguono, poi, gli ospedali (18%) e il settore della generazione e distribuzione di energia elettrica (12,4%).

Photo credit: Massmo Relsig via Foter.com / CC BY-NC-ND

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