Economia circolare – stakeholder chiedono piu' chiarezza

 

Criticità e suggerimenti sul pacchetto di misure Ue per incentivare la transizione verso un’economia circolare.

Economia circolare - Photo credit: teachernz via Foter.com / CC BY-NC-SA

Economia circolare - fondi SIE per il nuovo pacchetto Ue

Economia circolare – risultati consultazione su strategia Ue

Il pacchetto economia circolare mira a sviluppare un modello produttivo nel quale le risorse vengono utilizzate da imprese e consumatori in modo più sostenibile, mantenendo quanto più a lungo possibile il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse e riducendo al minimo la produzione dei rifiuti.

Le azioni chiave proposte dalla Commissione includono:

  • azioni per ridurre i rifiuti alimentari, compresa una metodologia comune di misurazione, una migliore indicazione della data di consumo, e strumenti per raggiungere l'obiettivo di sviluppo sostenibile globale di ridurre della metà gli scarti alimentari entro il 2030;
  • lo sviluppo di norme di qualità per le materie prime secondarie al fine di aumentare la fiducia degli operatori nel mercato unico;
  • misure nell'ambito del piano di lavoro 2015-2017 sulla progettazione ecocompatibile (ecodesign) per promuovere la riparabilità, longevità e riciclabilità dei prodotti, oltre che l'efficienza energetica;
  • la revisione del regolamento relativo ai concimi, per agevolare il riconoscimento di quelli organici e ricavati dai rifiuti nel mercato unico e sostenere il ruolo dei bionutrienti;
  • una strategia per le materie plastiche nell'economia circolare, che affronta questioni legate a riciclabilità, biodegradabilità, presenza di sostanze pericolose nelle materie plastiche e, nell'ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile, l'obiettivo di ridurre in modo significativo i rifiuti marini;
  • una serie di azioni in materia di riutilizzo delle acque, tra cui una proposta legislativa sulle prescrizioni minime per il riutilizzo delle acque reflue.

Le diverse azioni sono al centro della consultazione pubblica lanciata a febbraio dalla commissione Territorio, ambiente, beni ambientali del Senato, con l'intento di acquisire informazioni e valutazioni delle parti interessate in relazione alle nuove misure proposte dall’Esecutivo Ue.

Criticità

Dalle risposte pervenute nell'ambito della consultazione – 55 contributi in totale, presentati da soggetti ed enti pubblici e privati, sia rappresentativi di interessi collettivi che portatori di interessi di categoria - sono emersi alcuni profili di criticità:

  • attenzione non adeguata al tema della raccolta differenziata, che non viene resa obbligatoria;
  • esigenza di maggiore chiarezza nelle definizioni, con particolare riferimento a quelle di "rifiuti urbani", "sottoprodotti" ed "end of waste";
  • necessità di maggiore chiarezza in relazione ai profili attuativi, in particolare sul ruolo dei soggetti coinvolti nell'economia circolare, soprattutto in relazione alla responsabilità estesa del produttore e ai costi di gestione.

Inoltre, con riferimento ai profili applicativi delle proposte del pacchetto, gli stakeholder hanno evidenziato:

  • mancanza di sistemi adeguati di gestione dei rifiuti;
  • scarsa operatività del Sistri;
  • carente applicazione della normativa vigente;
  • assenza di indirizzi chiari per l'azione degli operatori di settore;
  • obsolescenza di alcune disposizioni;
  • limitazione della raccolta differenziata a cinque categorie di rifiuti, con risultati non omogenei a livello territoriale;
  • scarsa chiarezza del quadro informativo, tale da generare difficoltà per i cittadini nella gestione dei rifiuti.

Suggerimenti

I portatori d'interesse hanno quindi suggerito:

  • l'inserimento a livello europeo dell'obiettivo di incremento del 30% nell'efficienza dell'uso delle risorse al 2030;
  • l'inserimento nei cosiddetti "semestri europei" di indicatori sul consumo delle risorse;
  • obiettivi legalmente vincolanti di riduzione della produzione dei rifiuti urbani, commerciali, industriali e alimentari;
  • divieto di conferimento in discarica entro il 2030;
  • divieto di incenerimento entro il 2020, salvo che per rifiuti non riciclabili e non biodegradabili.

Nella maggior parte dei contributi è stato ritenuto che le misure previste dal piano d'azione siano idonee al raggiungimento degli obiettivi, ma che debbano essere potenziate o integrate anche in base alle osservazioni formulate sugli obiettivi del piano.

Sono stati richiesti interventi più incisivi sia a livello nazionale che a livello europeo, a sostegno della domanda di materie prime secondarie, mediante appositi strumenti economici (tra cui GPP, Iva agevolata per prodotti da materiali riciclati, aumento dell'ecotassa) e una maggiore valorizzazione dell'approccio del life-cycle thinking al fine di prendere in considerazione il ciclo di vita del prodotto nella sua interezza e non solo nella fase finale. Maggiore attenzione dovrebbe inoltre essere rivolta all'end of waste, incentivando la progettazione di prodotti atti a facilitare il recupero e il trattamento dei materiali, e alla corretta rendicontazione del flusso dei rifiuti.

Incentivi

Una delle domande poste dalla consultazione pubblica in merito al pacchetto Ue per incentivare la transizione verso un’economia circolare riguardava le leve fiscali e le misure di sostegno che possono essere utilizzate per promuovere la transizione delle imprese verso l'economia circolare. Fra i suggerimenti degli stakeholder figurano:

  • incentivi per il recupero dei materiali, per l'acquisto di materiali riciclati e per acquisti verdi; corretta applicazione dell'Iva sui rifiuti e riduzione dell'Iva per manufatti ottenuti da attività di riciclo;
  • incentivi alle industrie che riducono l'utilizzo dei combustibili fossili;
  • agevolazioni per i cicli produttivi virtuosi;
  • incentivi per favorire i primi trattamenti di separazione degli scarti già nel luogo di produzione;
  • riduzione del prezzo di acquisto dei materiali riciclati;
  • maggior tassazione per lo smaltimento in discarica;
  • armonizzazione nazionale dei costi di smaltimento con previsioni uniformi per tutte le Regioni;
  • tassa sull'incenerimento;
  • incentivi per i consumatori finali volti ad incoraggiare il riciclo dei materiali e per chi smaltisce legalmente i rifiuti ingombranti;
  • politiche di sostegno per la produzione di energia da biomasse;
  • riduzione tariffaria per chi produce meno rifiuti;
  • defiscalizzazione per le imprese che innovano il ciclo produttivo per favorire la prevenzione e il recupero;
  • adozione di misure a livello europeo, da trasporre negli Stati membri, per incentivare gli investimenti e l'innovazione.  

Economia circolare: risultati consultazione Senato

Photo credit: teachernz via Foter.com / CC BY-NC-SA

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