Zone Franche Urbane-ZFU – Le imprese non prendono le agevolazioni

 

Zone Franche Urbane

Il 37% delle imprese non ha usufruito neanche in parte degli incentivi ottenuti

Il Ministero dello Sviluppo economico fa il punto sulle agevolazioni fiscali e contributive a favore delle micro e piccole imprese localizzate nelle Zone Franche Urbane: oltre 600 milioni di euro le risorse concesse, ma su scala nazionale la percentuale di fruizione è ferma al 20% e il 37% dei beneficiari non le ha sfruttate neanche in parte.

Il quadro normativo delle ZFU

Le Zone Franche Urbane italiane, ispirate al modello francese delle Zones Franches Urbaines, sono state introdotte dalla legge finanziaria 2007 (legge n. 296-2006) e poi confermate dalla finanziaria 2008 (legge n. 244-2008). In base a questa legge, la funzione delle ZFU è quella di contrastare i fenomeni di esclusione sociale negli spazi urbani, favorendo l’integrazione delle popolazioni di circoscrizioni o quartieri delle città caratterizzati da degrado, con un numero di abitanti non superiore a 30mila.

Con il decreto interministeriale del 26 giugno 2012 è stata prevista per la prima volta l'applicazione dello strumento a un caso concreto, quello della Zona Franca Urbana di L'Aquila, mentre con il decreto interministeriale del 10 aprile 2013 il regime di aiuto è stato esteso alle piccole e micro imprese localizzate in una delle 33 Zone Franche Urbane delle Regioni Sicilia, Calabria e Campania e, in via sperimentale, ai Comuni della Provincia di Carbonia-Iglesias, nell’ambito dell’accordo di programma “Piano Sulcis”. Infine, con il decreto interministeriale del 21 gennaio 2014 lo strumento è stato allargato anche alla Regione Puglia.

Le agevolazioni

Le agevolazioni per le micro e piccole imprese localizzate nelle ZFU consistono in:

  • esenzione dalle imposte sui redditi (IRPEF, IRES);
  • esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP);
  • esenzione dall’imposta municipale propria (IMU);
  • esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

Per il finanziamento degli incentivi in favore delle micro e piccole imprese localizzate nei territori delle ZFU sono state utilizzate risorse nazionali, provenienti in buona parte dalla terza riprogrammazione del Piano di Azione e Coesione (PAC), e regionali.

In particolare:

  • a L’Aquila sono andati 86.601.891,77 euro;
  • alla Provincia di Carbonia Iglesias sono andati 124.954.308 euro;
  • alla Campania sono andati 98 milioni di euro;
  • alla Calabria 54 milioni e 880mila euro;
  • alla Sicilia sono andati 181.785.861,13 euro;
  • alla Puglia sono andati 58 milioni e 800mila euro.

In totale, secondo il rapporto, sono state concessi incentivi per 605.022.070,13 euro, a fronte di richieste per oltre 4 miliardi.

Le imprese beneficiarie delle agevolazioni sono state 24.680, per un importo medio concesso che oscilla tra i 14.532 euro, relativo alle imprese localizzate nelle ZFU della Puglia, e i 30.015 euro, relativo alle imprese localizzate nelle ZFU della Campania.

Per quanto riguarda i settori di attività, in cima alla classifica, in tutte le ZFU, ci sono le attività di “Costruzione di edifici residenziali e non residenziali”, “Bar e altri esercizi simili senza cucina” e “Ristorazione con somministrazione”.

Il rapporto fa il punto anche sulle agevolazioni effettivamente fruite, dal momento che l'accesso agli incentivi è subordinato al fatto che l'impresa, alternativamente o congiuntamente, abbia conseguito un risultato fiscale positivo e/o impieghi lavoratori.

Al 31 gennaio 2015, emerge dall'analisi, il 37% delle imprese non ha fruito, neppure in parte, delle agevolazioni concesse. Se si guarda alle sole imprese che già hanno iniziato a utilizzare le agevolazioni, rapportando il valore degli incentivi fruiti a quello degli aiuti concessi, si rileva una percentuale di 'utilizzo medio' pari al 31%, mentre in linea generale il dato nazionale di fruizione delle agevolazioni è pari al 20%.

I tassi di fruizione delle agevolazioni variano in relazione alle caratteristiche e alle attività svolte dalle imprese. Nelle regioni della Convergenza, ad esempio, le percentuali più elevate si riscontrano tra le imprese operanti nei settori del commercio all'ingrosso e al dettaglio e della riparazione di autoveicoli e motocicli.

Governance

Tra gli aspetti positivi dell'esperienza delle Zone Franche Urbane, sottolinea il rapporto del MISE, rientra invece la governance dell’intervento, che si configura come un partenariato tra le istituzioni centrali e periferiche, dal momento che alle fasi di individuazione e perimetrazione delle ZFU, di localizzazione delle aree eleggibili e di attribuzione delle risorse finanziarie hanno direttamente preso parte tanto gli Enti locali quanto altri Enti pubblici, come il CIPE, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. A promuovere l'intervento agevolativo ha poi contributo l'ANCI, l'Associazione Nazionale Comuni Italiani, anche attraverso l'organizzazione di 19 seminari info-formativi, tenuti nelle Regioni interessate.

Relativamente ai bandi, il rapporto segnala che la gestione delle procedure è stata progressivamente ottimizzata rispetto al primo avviso, relativo al Comune di L’Aquila, per cui il lasso temporale intercorrente tra la scadenza dei termini di presentazione delle domande e l'approvazione del decreto di concessione delle agevolazioni era stato di 111 giorni.

Il tempo trascorso con riferimento ai bandi successivi è stato infatti pari a:

  • 10 giorni per la Provincia di Carbonia-Iglesias;
  • 23 giorni per la Calabria e per la Campania;
  • 24 giorni per la Sicilia;
  • 18 giorni per la Puglia.

La riduzione dei tempi è stata resa possibile anche dall'introduzione di un’apposita piattaforma informatica per la presentazione delle istanze, i cui dati sono poi stati utilizzati per effettuare il riparto delle risorse disponibili a favore delle imprese e per verificare il rispetto, da parte delle aziende beneficiarie, delle disposizioni contenute nel Regolamento comunitario relativo agli aiuti "de minimis”.

Per affrontare il problema della scarsa fruizione delle agevolazioni, invece, sono in dicussione diverse proposte che potrebbero essere applicate in occasione dei prossimi bandi. Tra queste, vi è l'ipotesi di introdurre una causa di esclusione per le imprese localizzate nelle ZFU della Convergenza che, alla data di presentazione della domanda, abbiano fatto registrare una percentuale di fruizione degli incentivi inferiore a un determinato valore prestabilito.

Link
Le agevolazioni fiscali e contributive per le Zone Franche Urbane - ZFU
Zone Franche Urbane - ZFU: il decreto del 10 aprile 2013 con le agevolazioni alle imprese

Rapporto del MISE sulle Zone Franche Urbane

Author: mondopinguino / photo on flickr

Il 37% delle imprese, però, non ha usufruito neanche in parte degli incentivi ottenuti

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