Politica di Coesione: serve una riforma dei fondi strutturali

 

Europe - Immagine di JoebloggsyIn un'intervista rilasciata in esclusiva ad Euractiv Repubblica Ceca, Fabrizio Barca, uno dei maggiori esperti europei in materia di sviluppo regionale e direttore generale per lo sviluppo presso il Ministero dell'economia delle Finanze italiano, spiega perché e come sia necessario riformare le norme che disciplinano la gestione dei fondi strutturali europei da parte degli Stati membri e delle Regioni.

Punto di partenza delle considerazioni di Fabrizio Barca è l'idea che stanziare risorse per aree o situazioni di crisi non possa condurre alla risoluzione dei problemi, laddove non si riesca a garantire una loro gestione efficiente, per via dell'assenza di obiettivi quantificabili e di meccanismi di rilevazione dell'impatto della politiche attuate sul benessere dei cittadini europei.

Una critica in linea con quanto affermato dalla Commissione europea, secondo cui, come si legge nella Quinta relazione sulla coesione del novembre 2010, gli Stati membri dovrebbero dotarsi di propri obiettivi misurabili e attuare le necessarie riforme delle legislazioni e delle prassi nazionali.

Secondo Barca infatti, nei casi in cui tali riforme non venissero attuate, si dovrebbe procedere ad una sospensione dei pagamenti dei fondi strutturali, come avvenuto per l'Italia, che si è vista negare i fondi per gli investimenti nel settore dello smaltimento dei rifiuti poiché il governo non è riuscito a realizzare le riforme istituzionali che si era impegnato ad intraprendere.

Per quanto riguarda l'introduzione di sanzioni nei confronti degli Stati membri che non riescano a raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati, Barca ritiene che dovrebbero essere stabilite a livello nazionale e non comunitario.

Perplessità anche rispetto alla proposta della Commissione di istituire una speciale "riserva di efficacia" da utilizzare per erogare bonus premio per gli Stati membri e le regioni con i migliori risultati.
A questo proposito lo studioso giustamente osserva: "Il problema è che se mettiamo da parte una riserva di denaro rispetto alla quale gli Stati membri saranno in concorrenza, dobbiamo anche impostare alcuni obiettivi che siano comparabili e che presentino la stessa difficoltà per tutti. Ma come trovare un tale indicatore?".

Infine Barca suggerisce la costituzione di un Consiglio europeo dei ministri per la Politica regionale, che riunisca regolarmente i ministri responsabili per lo sviluppo regionale nei 27 Stati membri, consentendo anche una maggiore presenza della politica europea nel dibattito politico e una migliore conoscenza da parte dei cittadini.

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