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Un credito d’imposta per le batterie sugli impianti rinnovabili

Credito d'imposta batterie rinnovabili - Foto di Los Muertos Crew da PexelsE’ una delle novità introdotte dalla legge di bilancio. Dal 2022 è possibile utilizzare, ai fini IRPEF, un tax credit per le spese relative all'installazione di sistemi di accumulo integrati in impianti di produzione elettrica alimentati da fonti rinnovabili.

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Dal 2022 è possibile utilizzare, ai fini IRPEF, un tax credit per le spese relative all'installazione di sistemi di accumulo integrati in impianti di produzione elettrica alimentati da fonti rinnovabili.

A definire maggiormente nel dettaglio come potrà essere utilizzato il credito d’imposta sarà un decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze. Nel frattempo, la manovra 2022 traccia il profilo di questo nuovo incentivo. 

Sappiamo che il tax credit, voluto dal senatore pentastellato Gianni Girotto, può contare su un plafond di 3 milioni per il 2022.

Il credito d’imposta è riconosciuto ai contribuenti per le spese relative all'installazione di sistemi di accumulo integrati in impianti di produzione elettrica alimentati da fonti rinnovabili, anche se già esistenti e beneficiari degli incentivi per lo scambio sul posto.

“Questo consentirà agli impianti esistenti di dare servizi alle reti, essere più efficienti e prepararsi al superamento progressivo dello scambio sul posto che dovrebbe avvenire dal 2024. La norma non prevede disposizioni espresse circa la possibilità di cumulo fra il nuovo credito d’imposta e i vecchi incentivi in conto energia”, spiega Girotto su Facebook.

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Se i numeri non mentono, il credito d’imposta è destinato ad avere un discreto successo. 

In base ai dati elaborati da ANIE nel report “Osservatorio sistemi di accumulo”, infatti, le installazioni di tali sistemi è cresciuta nel terzo trimestre 2021, trainata dagli accumuli di piccola taglia abbinati ad impianti fotovoltaici residenziali.

Il trend del 2021 (periodo gennaio-settembre), è in notevole crescita per numero, potenza e capacità di accumulo rispetto allo stesso periodo del 2020, con valori superiori rispettivamente del 107%, 142% e 182%.

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