Digitalizzazione appalti pubblici: pronto il decreto sull’e-procurement

Photocredit: Lukas da PexelsDopo un lungo iter, dovrebbe essere pubblicato a breve in Gazzetta ufficiale il decreto sulla digitalizzazione degli appalti (e-procurement), che attua le direttive UE sulle procedure di gara. A comunicarlo il ministro per la PA, Renato Brunetta.

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E’ composto da 29 articoli il Regolamento predisposto dal ministero per la funzione pubblica (di concerto con MIMS e MEF) che finalmente definisce anche per l’Italia le modalità di digitalizzazione delle procedure di affidamento dei contratti pubblici.

Il regolamento sugli appalti elettronici

Il testo - previsto dall’articolo 44 del Codice dei contratti pubblici (Dlgs 50/2016) che ha recepito le direttive europee sull’aggiudicazione dei contratti di concessione e sugli appalti -  rappresenta infatti lo strumento attuativo per la definizione dei requisiti funzionali e tecnologici dei sistemi telematici del procurement pubblico, individuando i principi generali per la digitalizzazione dei processi di approvvigionamento delle PA (in particolare nelle fasi di acquisto e negoziazione) e indicando le caratteristiche tecniche generali dei sistemi che ne costituiscono il supporto telematico.

Ad essere individuate sono infatti le regole tecniche (comprensive della descrizione dei flussi, degli schemi dei dati e degli standard europei di interoperabilità tra i sistemi telematici) che saranno dettate dall’Agenzia per l’Italia digitale con apposite linee guida.

L’obiettivo ultimo, spiegano dal dicastero guidato da Brunetta, è quindi quello di “uniformare le procedure telematiche alle migliori pratiche, nazionali ed europee”. 

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Perché l’e-procurement è importante

L’annuncio fatto da Brunetta rappresenta una buona notizia per un Paese con un quadro sugli appalti così complesso e che si trova a dover gestire in tempi brevissimi i miliardi arrivati dal Recovery.

“Gli appalti elettronici - sottolineano infatti dalla Funzione pubblica - contribuiscono a migliorare l’efficienza amministrativa complessiva, diminuendo i costi di gestione delle procedure di gara”.

Da un lato infatti l’e-procurement accorcia la durata del ciclo dell’appalto. Dall’altro riduce gli oneri amministrativi a carico delle imprese, facilitando e rendendo al contempo più efficaci i controlli. 

Complessivamente quindi gli appalti elettronici sono in grado di stimolare maggiormente la concorrenza, favorendo in particolar modo la partecipazione e l’informazione delle piccole e medie imprese, per le quali è tradizionalmente più oneroso partecipare.

Per approfondire: Appalti, UE: regole piu' semplici per partecipare a gare

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