Accordo di partenariato: Regioni, serve complementarietà tra fondi europei 2021-27 e FSC

Photocredit: Lukasz Kobus - Source: EC - Audiovisual ServicePer la conferenza delle Regioni, l’Accordo di partenariato 2021-2027, che l'Italia punta a notificare a Bruxelles entro fine estate, dovrà basarsi su una visione unitaria delle risorse delle Politica di coesione, che tenga insieme fondi UE e Fondo sviluppo e coesione.

Fondi europei 2021-27: intesa vicina sul nuovo Accordo di partenariato

Il 20 luglio la ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna ha illustrato i contenuti della bozza di Accordo di partenariato 2021-2027 trasmessa alla Commissione europea il 23 giugno scorso.

Il documento di programmazione delle risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo sociale europeo Plus (FSE+), del Just Transition Fund (JTF) e del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA) assegnate all'Italia, ha spiegato Carfagna, consentirà di utilizzare circa 83 miliardi fondi europei e cofinanziamento nazionale, di cui 54 miliardi destinati al Sud.

“La Commissione ha già apprezzato il nostro lavoro, tanto da anticipare le consultazioni interne per accelerare il negoziato. Ora spetta a noi procedere in maniera rapida per arrivare all’intesa definitiva entro e non oltre la metà di settembre, recuperando così in parte il ritardo con cui Bruxelles ha pubblicato il Regolamento”, ha dichiarato Carfagna.

Anche le regioni si sono espresse sulla proposta di programmazione dei fondi UE, sottolineando la necessità di chiarire il rapporto tra fondi strutturali e risorse nazionali del Fondo sviluppo e coesione (FSC), tra le politiche di coesione 2021-2027 e gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e tra la programmazione nazionale e quella regionale.

“Il punto da cui si deve partire - ha spiegato il vicepresidente della regione Siciliana, Gaetano Armao, coordinatore della commissione Affari europei della Conferenza delle regioni - è che le regioni sono i naturali hub territoriali per programmazione integrata. Per questo rispetto all’Accordo di partenariato 2021-2027 occorre, da un lato, conoscere meglio l’assetto dei Programmi nazionali e, dall’altro, avere una visione complessiva delle risorse della politica unitaria coesione 2021-2027 a partire dalla dotazione finanziaria e dal riparto del Fondo Sviluppo e Coesione”. In questo modo Governo e Regioni possono procedere a “una concertazione che eviti duplicazioni o sovrapposizioni tra Programmi e persegua una pianificazione finanziaria sostenibile”, ha aggiunto.

Tra i punti di attenzione sottolineati dalle regioni, la necessità di procedere a una nuova mappatura delle aree interne, la richiesta di un approccio strutturale alle specificità della condizione insulare e il rafforzamento della partecipazione delle Regioni sulle scelte strategiche, anche a livello tecnico, per l'attuazione del PNRR e del Fondo complementare al Recovery Plan.

I fondi europei a disposizione dell'Italia nel settennato 2021-27

Fondi UE 2021-27: 56 miliardi ai POR e il resto ai PON

La proposta di programmazione delle risorse contenuta nella bozza di Accordo di partenariato assegna i due terzi dei fondi ai Programmi regionali (POR), mentre il resto andrà ai Programmi operativi nazionali (PON), ridotti da 13 a 10 su sollecitazione della Commissione UE.

La ratio della scelta risiede nella volontà di “mantenere e potenziare le esperienze migliori del ciclo 2014-2020”, unita però all'obiettivo di introdurre anche “nuove importanti iniziative, come il PON Salute, fortemente voluto dal ministro per contribuire a colmare i deficit della sanità meridionale”.

Anche se i dettagli non sono ancora definitivi ma oggetto di confronto con la Commissione, i PON previsti nel testo dell'Accordo inviato a Bruxelles sono:

  • Il PON Salute (un Programma inedito) che avrà una dotazione di 625 milioni di euro ed è volto a superare le disparità territoriali e sociali attraverso il contrasto alla povertà sanitaria e il rafforzamento di medicina di genere, prevenzione e tutela delle persone con disagio psichico, in particolare tra le fasce più vulnerabili nelle regioni meno sviluppate;
  • Il PON Innovazione, ricerca e competitività per la transizione verde e digitale che potrà contare su oltre 5,6 miliardi di euro e comprenderà anche azioni rilevanti in materia energetica;
  • Il PON Cultura che avrà una dotazione di circa 650 milioni di euro per rivitalizzare i luoghi della cultura e altri spazi nelle regioni meno sviluppate;
  • Il PON Metro Plus, che potenzia l’analoga esperienza del ciclo precedente e la estende anche alle città medie del Mezzogiorno, guardando in particolare al miglioramento della qualità della vita in periferie e aree marginali, e che gestirà circa 2,9 miliardi di euro;
  • Il PON Sicurezza e legalità che avrà una dotazione di circa 580 milioni di euro per contrastare attività criminali e illecite e rafforzare i presidi di sicurezza, al fine di tutelare lo sviluppo di territori e attori economici;
  • Il PON Scuola e competenze che potrà contare su oltre 3,8 miliardi di euro per contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica, in particolare al Sud;
  • Il PON Inclusione e povertà che proseguirà l'opera di avvio di servizi con caratteristiche e standard omogenei su tutto il territorio nazionale, estendendo l'intervento anche a minori in condizioni di disagio, anziani non autosufficienti e disabili. In questo caso la dotazione è di oltre 4,1 miliardi di euro (da consolidare a regime con risorse ordinarie);
  • Il PON Giovani, donne e lavoro che gestirà circa 1,3 miliardi di euro per sostenere la creazione di nuova occupazione "di qualità", soprattutto giovanile e femminile;
  • Il PON Capacità per la coesione che avrà una dotazione di circa 1,3 miliardi di euro ed è rivolto al reclutamento di alte professionalità a tempo determinato, destinate al potenziamento delle strutture impegnate nella gestione dei fondi di coesione.
  • Il Just Transition Fund per l'attuazione del programma europeo, rivolto in Italia alla decarbonizzazione delle aree di Taranto e del Sulcis Iglesiente, che avrà a disposizione circa 1,2 miliardi di euro.

Rafforzamento della capacità di programmazione e cronoprogramma

“Sul nostro Paese si sta concentrando una mole enorme di risorse”, ha affermato la ministra, sottolineando anche come “le risorse da gestire sono più elevate del precedente ciclo di programmazione”.

“In particolare, per quanto riguarda i Fondi strutturali le regioni meridionali riceveranno complessivamente, tra risorse europee e cofinanziamenti nazionali, oltre 54 miliardi, ai quali si aggiungono 1,2 miliardi del Just Transition Fund, per un totale di circa 56 miliardi”, ha specificato la titolare delle politiche per la Coesione.

“È quindi indispensabile che tutte le amministrazioni, nazionali, regionali e locali, sviluppino al più presto una capacità di programmazione, spesa e attuazione assai maggiore rispetto al passato. In particolare, le Regioni hanno una responsabilità importante", ha chiosato Carfagna. "Oltre all'azione del PON 'Capacità per la coesione', il governo con il dl 'Governance e Semplificazioni' ha offerto loro un ruolo rafforzato dell’Agenzia per la Coesione, alla quale è stato attribuito un potere sostitutivo rispetto alle amministrazioni in ritardo o inadempienti. Ma si tratta di un ruolo eventuale e 'servente' alle prerogative delle amministrazioni titolari e ai territori, che rimangono protagonisti e destinatari ultimi degli interventi".

Quanto alla tabella di marcia, la ministra ha prospettato un cronoprogramma molto ravvicinato. L'obiettivo infatti è di superare entro le prossime settimane le tappe intermedie (intesa in Conferenza Unificata e approvazione al CIPESS) per arrivare a notificare l'Accordo di Partenariato alla Commissione europea entro metà di settembre.

Bozza di Accordo di Partenariato 2021-2027

Photocredit: Lukasz Kobus - Source: EC - Audiovisual Service