CEF Trasporti: 200 milioni per realizzare i collegamenti infrastrutturali mancanti

CEF trasporti: call per studi di fattibilità e progettazioneE’ appena uscita una nuova call del CEF trasporti da 200 milioni che finanzia studi per costruire, aggiornare e migliorare le infrastrutture di trasporto europee. Il bando è aperto sia agli Stati, enti locali ed imprese.

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Interessante opportunità per l’Italia alle prese con decennali problemi legati alla progettazione e al completamento di opere infrastrutturali.

L'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (INEA) ha infatti lanciato una nuova Call da 200 milioni nell'ambito del Connecting Europe Facility (CEF), lo strumento finanziario UE che mira a migliorare le infrastrutture europee in vari settori inclusi, appunto, i trasporti.

Quali progetti sono ammissibili al finanziamento?

La call finanzia studi che favoriscono il completamento di progetti pre-identificati sia sui corridoi della rete centrale, sia su altre sezioni.

L'obiettivo della Call è infatti quello di preparare l'attuazione dei progetti della rete centrale TEN-T sostenendo studi che affrontino le fasi preparatorie necessarie per i prossimi lavori infrastrutturali. Queste fasi possono riguardare, ad esempio, la progettazione tecnica, le procedure di autorizzazione e la preparazione del processo di gara.

In tale contesto verranno finanziati studi riguardanti progetti infrastrutturali relativi a:

  • Ferrovie, vie navigabili interne, porti marittimi e porti interni;
  • Reti stradali, nel caso di Stati senza rete ferroviaria stabilita nel proprio territorio oppure nel caso di uno Stato (o parte di esso) con una rete isolata senza trasporto ferroviario di merci a lunga distanza.

La priorità andrà a quegli studi capaci di portare all'avvio dei lavori tra il 2021 e il 2024, come ad esempio quelli su: valutazione di impatto ambientale o altre autorizzazioni ambientali, progettazione avanzata, licenze edilizie, indagini geologiche o appalti pubblici. 

Saranno comunque ammissibili anche studi su nuovi progetti (o loro ampliamenti) che portino ad avviare i lavori dopo il 2024, anche se avranno una priorità inferiore.

I progetti che verranno selezionati, riceveranno una sovvenzione sotto forma di rimborso dei costi ammissibili effettivamente sostenuti. 

Per garantire l’efficacia degli interventi, i paesi sono incoraggiati a presentare domande per azioni con un contributo UE richiesto ai costi ammissibili non inferiore a 500mila euro. 

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Chi può partecipare alla call?

Alla call possono prendere parte due tipologie di candidati:

  • Uno o più Stati membri;
  • Con l'accordo dello Stato membro (o degli Stati membri interessati), organizzazioni internazionali, imprese comuni o imprese o organismi pubblici o privati ​​stabiliti in uno Stato UE.

La call ha un budget di 200 milioni di euro. Di questi:

  • 40 milioni provengono dalla dotazione per la coesione e sono pertanto riservati ai candidati dei 15 Stati UE che possono beneficiare del sostegno di questo Fondo;
  • 160 milioni provengono invece dal bilancio disponibile nell'ambito della dotazione generale e sono disponibili, invece, a tutti gli Stati membri dell'UE.

I candidati riceveranno i risultati della propria valutazione al più tardi sei mesi dopo la scadenza per la presentazione e le convenzioni di sovvenzione verranno firmate entro nove mesi dalla scadenza della presentazione.

Il 14 gennaio 2021 si svolgerà una giornata informativa virtuale sul bando, che si chiude invece il 22 marzo 2021.

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