Cosi' l'UE vuole ridurre la dipendenza dai paesi terzi per le materie prime critiche, come il litio

Piano europeo materie prime critiche - Foto di Tom Fisk da PexelsFra le 30 materie prime incluse nel piano d’azione europeo per le materie prime critiche figura anche il litio, essenziale per la transizione verso una mobilità elettrica e non solo. Ecco cosa prevede il piano in 10 azioni, per diversificare l'approvvigionamento europeo e ridurre la dipendenza dai paesi terzi. 

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L’obiettivo dichiarato è l’autosufficienza dell’Unione Europea per quanto riguarda il litio entro la metà del decennio, oltre a una drastica riduzione della dipendenza dell'Europa dai paesi terzi attraverso una diversificazione dell'approvvigionamento da fonti primarie e secondarie.

Solo per le batterie delle auto elettriche e lo stoccaggio dell'energia, il fabbisogno di litio in Europa aumenterà fino a 18 volte entro il 2030 e fino a 60 entro il 2050. Le tecnologie pulite e digitali dipendono fortemente dalle materie prime critiche, per questo Bruxelles ha aggiornato l'elenco di tali materie prime, tenendo conto della loro mutata importanza economica e dei nuovi rischi di approvvigionamento in base alle relative applicazioni industriali. 

Grafiche European Commission

“Non possiamo permetterci di sostituire l'attuale dipendenza dai combustibili fossili con la dipendenza dalle materie prime critiche. Le perturbazioni provocate dal coronavirus sulle nostre catene del valore strategiche hanno reso manifesto il problema”, sottolinea il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič. “Non possiamo dipendere completamente da paesi terzi o addirittura da un unico paese, come nel caso di alcune terre rare”, gli fa eco Thierry Breton, commissario per il Mercato interno.

L'elenco aggiornato della materie prime critiche

30 le materie prime critiche incluse nel nuovo elenco (le new entry sono indicate in grassetto nella tabella sottostante): 

Elenco materie prime critiche - Grafica European Commission

Il piano d'azione per le materie prime critiche: le 10 azioni

Gli obiettivi del piano sono:

  • sviluppare catene del valore resilienti per gli ecosistemi industriali dell'UE;
  • ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche primarie mediante l'uso circolare delle risorse, i prodotti sostenibili e l'innovazione;
  • rafforzare l'approvvigionamento interno di materie prime nell'UE;
  • diversificare l'approvvigionamento dai paesi terzi e rimuovere le distorsioni del commercio internazionale, nel pieno rispetto degli obblighi internazionali dell'UE.

Per centrare tali obiettivi si punta su 10 azioni:

1. L’istituzione di un'alleanza europea per le materie prime, che riunirà tutti i portatori di interessi coinvolti e si concentrerà sulle esigenze più urgenti, ossia aumentare la resilienza dell'UE nelle catene del valore dei magneti e delle terre rare, che è di vitale importanza per la maggior parte degli ecosistemi industriali dell'UE, come le energie rinnovabili, la difesa e lo spazio. Col tempo l'alleanza potrebbe poi espandersi per affrontare esigenze relative ad altre materie prime critiche e ai metalli comuni.

Un modello, quello dell'alleanza industriale, che si rifà a quella per le batterie e che Bruxelles ha seguito anche in occasione del lancio di un’altra importante partnership industriale, la European Clean Hydrogen Alliance per l’idrogeno verde.

2. L’elaborazione di criteri di finanziamento sostenibile per i settori delle attività estrattive e minerarie entro la fine del 2021.

3. L’avvio di progetti di ricerca e innovazione sulle materie prime critiche, con focus  sulla lavorazione dei rifiuti e sui materiali avanzati. Verranno utilizzati a tale scopo le risorse provenienti da Horizon Europe, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai programmi nazionali di ricerca e innovazione.

4. La mappatura del potenziale approvvigionamento di materie prime critiche secondarie ricavate da scorte e rifiuti dell'UE per individuare progetti di recupero realizzabili entro il 2022.

5. L’individuazione di progetti di estrazione mineraria e di trasformazione nell'UE che possono essere operativi entro il 2025. Sarà dedicata particolare attenzione alle regioni carbonifere.

6. Lo sviluppo di competenze e capacità rilevanti per le attività minerarie, estrattive e di trasformazione delle materie prime.

7. L'uso del programma di osservazione della Terra Copernicus per migliorare l'esplorazione delle risorse, il funzionamento dei siti e la gestione ambientale nella fase post-chiusura.

8. Sviluppare progetti di ricerca e innovazione nell’ambito di Horizon Europe sui processi di sfruttamento e lavorazione di materie prime critiche per ridurre gli impatti ambientali.

9. Lo sviluppo di partenariati strategici internazionali per garantire l'approvvigionamento di materie prime critiche che non sono disponibili in Europa. Dal 2021 partiranno i partenariati pilota con il Canada, con i paesi interessati in Africa e con i paesi del vicinato dell'UE. 

10. Promuovere pratiche minerarie responsabili per materie prime critiche attraverso il quadro normativo dell'UE e la relativa cooperazione internazionale.

> Piano d'azione per le materie prime critiche