Opere abusive: ecco i Comuni che riceveranno i fondi per la demolizione

Fondo demolizione abusi edilizi: Photocredit: M. Brandt da Pixabay E’ stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la lista dei Comuni che riceveranno i soldi del Fondo per la demolizione delle opere abusive. Rispetto ai 10 milioni disponibili, i contributi assegnati valgono poco più di 3,3 milioni per 106 interventi, di cui ben 30 presenti in un piccolo comune del trapanese.

Dl Semplificazioni: come cambia il Codice appalti

Sulla GURI n. 8 del 12 gennaio 2021 è stato pubblicato il decreto del MIT che approva l’elenco delle opere abusive che saranno demolite grazie al contributo del Fondo creato dalla legge di Bilancio 2018 per sostenere le amministrazioni comunali nella lotta all’abusivismo edilizio. 

Si tratta in tutto di 106 interventi, per un totale di 3.383.272 euro di contributi assegnati, un terzo circa della dotazione complessiva del Fondo di 10 milioni. 

Il 60% degli interventi finanziati dal Fondo sono in Sicilia 

Dei 106 interventi ammessi, 30 di essi riguardano Castelvetrano, un comune di poco più di 30mila abitanti in provincia di Trapani, che si è visto ammettere circa il 30% di tutte le opere finanziate dal Fondo.

Complice anche la performance di questo Comune, con ben 59 opere la Sicilia è infatti di gran lunga la prima regione per numero di interventi finanziati, portandosi a casa circa il 60% di tutte le opere da demolire ammesse.

Oltre alla Sicilia, altre 13 regioni hanno avuto Comuni ammessi in graduatoria dove, infatti, sono presenti in tutto 32 Comuni, inclusi quelli siciliani.

Che tipo di abusi edilizi saranno demoliti?

Nel mirino dei Comuni sono entrate tutte quelle opere o quegli immobili realizzati in assenza o totale difformità dal permesso di costruire e per i quali è stato adottato un provvedimento definitivo di rimozione o di demolizione, non eseguito nei termini stabiliti.

La priorità è stata data a quegli abusi che riguardano edifici o ampliamenti edilizi con volumetrie pari o superiori a 450 m³ insistenti sulle seguenti aree: 

  • aree demaniali o di proprietà di altri enti pubblici; 
  • aree a rischio idrogeologico; 
  • aree sismiche con categoria di sottosuolo A, B, C, D; 
  • aree sottoposte a tutela; 
  • aree sottoposte a tutela delle aree naturali protette, appartenenti alla Rete natura 2000.

Il contributo per Fondo per la demolizione di opere abusive

Grazie al Fondo, quindi, i Comuni hanno avuto maggiori risorse per la lotta all'abusivismo edilizio

Il contributo, infatti, coprirà il 50% del costo di demolizione, incluse anche le spese tecniche e amministrative, nonché quelle connesse alla rimozione delle macerie.

La disciplina dello strumento assicura che la ripartizione delle risorse sia effettuata in modo da assicurare la realizzazione di almeno un intervento di demolizione in ciascuna regione, individuato a partire dalla maggiore volumetria. 

Ok al decreto sul Programma per la qualita’ dell’abitare

L'iter di presentazione delle domande

Le domande sono state presentate dal 21 settembre al 21 ottobre 2020 attraverso il sistema informatico del MIT e per essere ammesse hanno dovuto contenere anche l'attestazione del 50% della copertura finanziaria dell’intervento proposto da parte dei Comuni.

Due anni per completare la demolizione

Per quanto riguarda le tempistiche per l'esecuzione della demolizione dell’abuso edilizio, una volta assegnato il contributo i Comuni avranno 12 mesi per affidare i lavori e stipulare il contratto con l’impresa che effettuerà la demolizione.

Quanto alla conclusione degli interventi, gli abusi dovranno essere demoliti entro 24 mesi dall'assegnazione del contributo.

Se i Comuni non rispetteranno le singole tempistiche, il contributo sarà revocato. 

Infine, per quanto concerne il trasferimento delle risorse dal MIT ai Comuni, sono previste due tranche. Il 50% dell’importo, infatti, sarà versato nelle casse comunali a seguito dell'assegnazione del contributo. Il restante 50%, invece, andrà a saldo sulla base della rendicontazione delle spese effettivamente sostenute per l'esecuzione  dell'intero intervento e previa presentazione del certificato di ultimazione dei lavori e di regolare esecuzione.

Dl Semplificazioni, ANAC: oltre meta' degli appalti sara' affidato senza gara

Photocredit: M. Brandt da Pixabay