Covid-19: via libera al Fondo di garanzia BEI da 25 miliardi per le imprese

Coronavirus: BEI, nuovo fondo garanzia imprese UE photo credit: EC - Audiovisual Service/ photographer Mauro BottaroLa Commissione europea ha autorizzato la creazione di un Fondo paneuropeo di garanzia da 25 miliardi di euro gestito dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) per sostenere le aziende colpite dall'epidemia di coronavirus. Ecco come funziona e chi vi può accedere.

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Approvato ad aprile dall'Eurogruppo assieme al MES sanitario al programma SURE, il nuovo Fondo di garanzia da 25 miliardi aveva ottenuto a fine maggio l'ok del Consiglio direttivo della Banca europea per gli investimenti (BEI) e incassa ora l'autorizzazione della Commissione europea ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato. 

Il Fondo paneuropeo di garanzia gestito da BEI e FEI permetterà di sbloccare fino a 200 miliardi di euro a sostegno delle imprese europee, in particolare per le PMI, che sono state gravemente colpite da questa crisi, ha spiegato la vicepresidente della Commissione UE, responsabile della Concorrenza, Margrethe Vestager.

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Come funziona il Fondo di garanzia della BEI

Lo strumento fornirà garanzie sugli strumenti di debito, come i prestiti alle PMI, forniti da banche locali e ad altri intermediari finanziari che in questo modo potranno erogare maggiori finanziamenti per l'economia reale, senza rischiare l'instabilità finanziaria.

Garantendo parti di portafogli, infatti, l’intervento della BEI permetterà di liberare capitali per gli intermediari finanziari partecipanti, in modo da rendere disponibili più finanziamenti alle imprese.

Le operazioni saranno garantite congiuntamente dai 21 Stati membri partecipanti - Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Spagna e Svezia – il cui contributo al Fondo è proporzionato al rispettivo contributo al capitale della BEI, per un totale di 25 miliardi di euro.

Mettendo in comune il rischio di credito tra tutti gli Stati membri partecipanti, l'impatto complessivo del Fondo può essere massimizzato, mentre il costo medio del Fondo sarà notevolmente ridotto rispetto ai sistemi nazionali. Gli Stati membri partecipanti prenderanno parte alla governance del Fondo - amministrato da BEI e FEI - attraverso il cosiddetto Comitato dei contributori, che deciderà sull'uso della garanzia.

Lo strumento, di natura temporanea, potrà garantire i prestiti concessi fino al 31 dicembre 2021.

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Chi può accedere al Fondo di garanzia della BEI

Il Fondo di garanzia è destinato principalmente a sostenere le imprese europee che sono ad alto rischio a causa del Covid, ma che sono anche redditizie nel lungo termine e che, in assenza della pandemia, sarebbero state in grado di rispondere ai requisiti richiesti da finanziatori o da intermediari finanziari.

La maggior parte dei finanziamenti è destinata alle PMI. Il Fondo, infatti, dovrebbe riservare almeno il 65% del finanziamento alle piccole e medie imprese.

Oltre alle PMI, si prevede che:

  • Fino al 23% andrà alle aziende con 250 o più dipendenti, con restrizioni applicabili alle aziende con oltre 3mila dipendenti;
  • Fino al 5% possa rivolgersi a società del settore pubblico ed enti attivi nel campo della ricerca sanitaria o che forniscono servizi essenziali legati alla crisi sanitaria;
  • Fino al 7% sarà destinato ad investimenti in capitale di rischio, crescita e debito di rischio.

Le aziende potranno presentare la richiesta di garanzia direttamente agli intermediari finanziari che partecipano al Fondo e che saranno elencati sul sito della BEI.  

Dato che la maggior parte dei finanziamenti sarà probabilmente richiesta dalle imprese degli Stati più colpiti e dai settori maggiormente feriti dalla pandemia, la BEI prevede di applicare dei massimali per i paesi più grandi e più piccoli, in modo da garantire un equilibrio nell’allocazione delle risorse.

Il via libera della Commissione UE

I 21 Stati membri che partecipano allo strumento hanno notificato i rispettivi contributi al Fondo alla Commissione europea ai sensi delle norme dell'UE sugli aiuti di Stato.

L'Esecutivo comunitario ha valutato l'istituzione del Fondo e le garanzie sui prestiti che lo strumento deve fornire ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che consente alla Commissione di approvare le misure attuate dagli Stati membri per porre rimedio a un grave turbamento della loro economia.

In particolare, la Commissione ha rilevato che lo strumento ha durata temporanea, le garanzie coprono fino al 70-90% dei prestiti sottostanti, la loro scadenza è limitata a un massimo di 6 anni, gli intermediari finanziari sono obbligati a trasferire il vantaggio ai beneficiari finali nella misura più ampia possibile.

Alla luce di questo, la Commissione ha concluso che le misure di sostegno sono necessarie, adeguate e proporzionate all'emergenza cui rispondono e sono compatibili con le norme UE sugli aiuti di Stato.

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