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In Gazzetta la legge Salva Mare. Pescatori potranno raccogliere rifiuti in mare

Pesca: Salva Mare e finanziamenti BEI - photo credit: Free-photosLa legge 60-2022, che entrerà in vigore il 25 giugno, promuove il risanamento dell’ecosistema marino, l’economia circolare e la corretta gestione dei rifiuti, prevenendone l'abbondono in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune e premiando i pescatori che conferiscono quelli raccolti accidentalmente.

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L'approvazione definitiva della legge Salva Mare risale a maggio, negli stessi giorni in cui Legambiente presentatava il rapporto Beach Litter 2022. Secondo l'indagine dell'associazione ambientalista, mediamente ogni 100 metri di spiaggia si trovano 834 rifiuti, in pratica otto ogni passo. Di questi, l’84% è composto da plastica e il 46% è rappresentato dagli oggetti monouso, tra cui quelli messi al bando dalla Direttiva SUP, come i bastoncini cotonati e le cannucce.

Cosa prevede la legge Salva Mare?

La legge 60-2022 disciplina anzitutto la gestione dei rifiuti pescati accidentalmente e ne autorizza il conferimento, a titolo gratuito, all’impianto portuale di raccolta o, dove non presente, in apposite strutture di raccolta, anche temporanee, allestite dai Comuni in prossimità degli ormeggi. I pescatori non saranno quindi più costretti a rigettare in mare i rifiuti, ma potranno separarli dal pescato e creare le condizioni per avviarli al riciclo.

Un apposito decreto ministeriale, emanato dal Ministro delle Politiche agricole, di concerto con il MiTE, individuerà le misure premiali nei confronti dei comandanti dei pescherecci che conferiranno i rifiuti. Incentivi che, tuttavia, chiarisce il provvedimento, non potranno avere natura economica.

Il testo ammette la raccolta anche mediante sistemi di cattura dei rifiuti, purché non interferiscano con le funzioni eco-sistemiche dei corpi idrici, e nell’ambito di specifiche campagne di pulizia organizzate su iniziativa diretta dell’autorità competente o, previa istanza presentata all’autorità competente, da parte dei soggetti terzi promotori delle campagne. Le modalità saranno individuate con decreto del Ministro della transizione ecologica, di concerto con il Mipaaf e acquisito il parere della Conferenza Stato-Regioni.

Nel provvedimento rientra anche la gestione delle biomasse vegetali, derivanti da piante marine o alghe, che si depositano naturalmente sul lido del mare e sull’arenile. Oltre al mantenimento in loco e al trasporto a impianti di gestione dei rifiuti, la legge Salva Mare autorizza la reimmissione nell’ambiente naturale, anche mediante il riaffondamento in mare o il trasferimento nell’area retrodunale o in altre zone comunque appartenenti alla stessa unità fisiografica, a condizione che prima vengono separati dal materiale organico la sabbia ed eventuali rifiuti di origine antropica.

La legge stanzia inoltre 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024 per finanziare l'introduzione di soluzioni volte a ridurre l’impatto dell’inquinamento marino derivante dai fiumi. In particolare, le Autorità di bacino distrettuali potranno prevedere misure sperimentali nei corsi d’acqua dirette alla cattura dei rifiuti galleggianti, compatibili con le esigenze idrauliche e di tutela degli ecosistemi.

Oltre a campagne di sensibilizzazione e informazione sulle modalità di conferimento dei rifiuti accidentalmente pescati o volontariamente raccolti, rivolte ai pescatori e agli operatori del settore, la prevede la promozione, nelle scuole di ogni ordine e grado, di attività sull'importanza della conservazione dell'ambiente e, in particolare, del mare e delle acque interne, e sulle corrette modalità di conferimento dei rifiuti.

Il testo della legge Salva Mare 60-2022 nella Gazzetta ufficiale del 10 giugno 2022

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